7 ottobre 1970. Genova tra acqua, fango e lacrime

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Genova per merito della sua orografia e per i suoi bacini idrografici ha contato decine di alluvioni e nubifragi distruttivi.
Ma negli occhi dei genovesi rimane palpabile la tragedia del 7 ottobre 1970.

Sono passati 49 anni dalla tragica alluvione che portò la città a finire sott’acqua, con 948 mm di acqua caduta in 24 ore, dato impressionante se si pensa che è pari alla quantità di pioggia che cade all’anno su una città come Messina, provocando 44 morti, 8 dispersi , oltre 2000 sfollati.
La conoscenza idrologica era meno diffusa , ma ciò che accadde in quelle ore fu qualcosa di incredibile e indimenticabile.

I fatti

La prima zona a rimanere sott’acqua fu il Ponente Voltri, con 13 morti a seguito dell’esondazione del Leira.
La pioggia si spostò in Valpocevera, senza vittime ma lasciando la città comunque nel fango e in ginocchio.
A finire ko, ormai nelle prime ore dell’8 ottobre fu la Valbisagno, con la piena del Bisagno, la più distruttiva.
Dalle colline scendevano colate di fango che travolsero macchine e purtroppo anche persone.
Genova si trovò completamente distrutta dalla furia della natura.

A distanza di tutti questi anni , purtroppo non è cambiato nulla.
La struttura orografica con l’aria calda e piena di umidità e con l’azione di linee di convergenza locali negli strati bassi davanti la costa di Genova sono i fattori che hanno reso quell’evento come uno dei più intensi del nostro territorio nazionale, con record che continueranno a fare purtroppo la storia.

Curiosità

Il cantautore genovese Fabrizio De André ambientò uno dei suoi brani più famosi , Dolcenera, che venne inserito nel suo ultimo album Anime Salve del 1996.

Federica Vero