6 giugno 1933: nasce il Drive-in

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Il 6 giugno 1933 in un posto chiamato Pennsauken – al di là del fiume Delaware, a pochi chilometri da Philadelphia, negli Stati Uniti- un rivenditore di parti di ricambio per automobili, Richard Hollingshead, aprì il primo cinema drive-in. Dieci anni dopo negli Stati ce n’erano circa un centinaio. Nel 1956 erano piu di 4 mila e vendevano piu biglietti dei cinema normali.

Secondo la storia ufficiale, il Drive-in nacque grazie ad una donna sovrappeso. Si trattava di Miss Hollingshead, madre di Richard Milton Hollingshead Junior, un ragazzo, all’epoca, nato nel 1900. Sua madre stando sempre alla versione ufficiale del racconto, aveva dei problemi a sedersi nelle poltrone dei cinema all’aperto – i cosiddetti palace– i cinema fegli anni venti che ancora venivano costruiti con il lusso e la cura che di solito di dedicava ai grandi teatri.

Richard cominciò a pensare a una soluzione a questo problema e nel 1932 ne venne a capo. Sistemo’ la madre nell’auto di famiglia, inchiodo’ un lenzuolo tra due alberi nel giardino e proietto’ un film per la sua famiglia e per tutti i vicini che abitavano nel viale. L’idea funzionò e cosi Hollingshead decise di farne un business. Per diversi mesi fece parecchi esperimenti: come migliorare la qualità video, come far arrivare l’audio a tutte le automobili e come disporle per permettere alle file piu indietro di vedere lo schermo( utilizzò delle rampe e dei blocchi, una soluzione che poi non ebbe molto successo).

Alla fine con alcuni parenti, mise in piedi una piccola società e il 18 maggio 1933 registro’ il brevetto della sua idea. Il 6 giugno 1933 il Drive-in era pronto per il primo spettacolo. All’epoca l’audio era diffuso da alcuni altoparlanti direzionali- nei drive-in degli anni successivi sarebbero stati sostituiti da alcuni altoparlanti in cima a un palo, uno per ogni auto. Lo slogan per quella prima sera era: “l’intera famiglia è la benvenuta, non importa quanto i bambini sono rumorosi”. Hollingshead proietto’ una commedia inglese con Adolph Menjou, Beware Life. Il biglietto costava 25 centesimi e quella,sera ci fu il tutto esaurito.

Il successo del Drive-in

In pochi anni l’idea di Hollingshead si diffuse in tutti gli Stati Uniti: prima lentamente e poi rapidissimamente negli anni Cinquanta. Il drive-in era una formula vincente: costava poco entrarci per gli spettatori e costava poco per costruirli per gli imprenditori: era sufficiente un pezzo.di terreno, un po’ di cemento, delle casse e un proiettore. In cambio il guadagno era assicurato. Non tanto grazie ai biglietti: a riempire le casse del Drive-in erano le vendite di Coca-Cola e pop corn.

I pop corn sono un cibo buono, facile fa prepare e consumare, e soprattutto estremamente economico. Fino al 90% del prezzo di un pop.corn è tutto guadagno per un venditore. Il trimomio Coca- Cola- film- popcorn venne praticamente inventato dal cinema Drive-in: nei raffinati cinema stile anni Venti di sicuro non si poteva entrare con cibo unto da mangiare con le mani.

La fine del Drive-in

Dopo circa due decenni di grandissimo successo, il Drive-in conobbe una fase di declino. Oggi ne sono rimasti circa 400 in tutti gli Stati Uniti e un.altro nel Resto del Mondo- alcuni anche in Italia tra cui il Metro Drive-in di Roma che ha riaperto nel 1997.

La causa di questa crisi, che fu una causa principalmente degli Stati Uniti, visto che nel resto del mondo i drive-in non riuscirono mai ad attecchire veramente, sono molte. La qualità video e soprattutto audio dei drive-in non è mai stata particolarmente buona: se negli cinquanta la differenza non era facile da percepire, col passare degli anni e l’arrivo di tecnologia stereo e poi surround si è fatta sempre più marcata. Nel successo e nel declino del drive-in influi’ anche un fattore culturale. Il drive-in sintetizzava l’eccezionalita’ americana: un paese dove già negli anni Trenta moltissime famiglie possedevano un’automobile e aveva il tempo e i soldi per andare al cinema. Recarsi in un drive-in era anche una questione simbolica e di status, ma vedere un film attraverso un parabrezza sporco e ascoltandolo da una cornetta tipo telefono del primo Novecento non eta certo il modo migliore per goderselo.

Altre cose hanno influito. Per via dei bassi investimenti necessari per costruirli, i drive-in sono stati quasi sempre iniziative imprenditoriali familiari, e non sempre i figli hanno voluto continuare l’attività dei genitori. I drive-in erano stati costruiti tutti nelle periferie delle città: col tempo queste sono cresciute e i drive-in sono stati inglobati, provocando un aumento del valore dei terreni su cui sorgevano i cinema, spesso ampi chilometri quadrati. Cosi negli anni Ottanta, davanti a un pubblico che si faceva sempre numerosi, i proprietari cominciarono a vendere degli spazi per i cinema, uno dopo l’altro, per molte volte il prezzo a cui li avevano comprati.

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