5 agosto 1981 – Ronald Reagan licenzia 11359 controllori di volo che si rifiutano di tornare al lavoro

Era l'agosto del 1981, e il presidente Reagan non cedette al ricatto dei controllori di volo, che chiedette aumenti folli. Licenziò 11359 controllori di volo.

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5 agosto 1981
Il presidente Reagan durante il discorso al Giardino delle Rose.

Il 5 agosto del 1981 Ronald Reagan decise di licenziare 11359 controllori di volo in sciopero da due giorni, che si rifiutavano di tornare al lavoro. La loro astensione comportò la cancellazione di circa 7 mila voli. Inoltre violava le leggi federali. Così, il Presidente, in carica da soli sei mesi, lanciò un ultimatum, poi licenziò tutti coloro che non lo ascoltarono.

Le vicende del 5 agosto 1981 e l’ultimatum di Reagan

Il 3 agosto 1981 i controllori di volo, membri del sindacato PATCO, decisero di scioperare. I lavoratori pretendevano un aumento di circa 10 mila dollari l’anno, settimane lavorative di 32 ore e la possibilità di pensionamento dopo 20 anni di servizio.

Queste richieste violarono principalmente due norme federali: il Labor Management Relations Act del 1947 e il 5 U.S.C. del 1956.

Tutto questo bastò a Reagan, anche se non era appoggiato dai membri dell’amministrazione, per dare un ultimatum ai lavoratori. Il Presidente infatti, dopo poco più di sei mesi di presidenza e un attentato quasi fatale, prese in mano la situazione. Decise quindi di tenere una conferenza stampa presso il giardino delle Rose della Casa Bianca.

Nel suo discorso egli ordinò agli scioperanti di smobilitare e rientrare al lavoro entro 48 ore, altrimenti ne avrebbe disposto il licenziamento.

Secondo Reagan questo sciopero avrebbe creato un grave danno all’economia. Infatti, l’astensione dal lavoro dei controllori di volo portò alla cancellazione di 7 mila voli, al blocco di 10 mila tonnellate di merci trasportate quotidianamente, e alla perdita di 30 miliardi di dollari.

I sindacati e i politici sottovalutarono le parole di Reagan, considerandolo invece un Presidente vicino alle Unions. In particolare, il leader della PATCO, Robert Poli, era sicuro del fatto che alla fine il Presidente avrebbe ceduto. Infatti, era anche grazie al suo sindacato se Reagan aveva conquistato la Casa Bianca.

Le decisioni di Reagan

Allo scadere dell’ultimatum, Reagan mantenne la minaccia, e licenziò 11359 controllori di volo. Egli fece sue le parole di uno dei suoi miti, il presidente Coolidge: “Non c’è diritto di sciopero contro la sicurezza pubblica per nessuno, in nessun luogo, in nessun momento”.

L’amministrazione Reagan elaborò quindi un piano di emergenza che coinvolse 3 mila supervisori esterni al sindacato, i quali si unirono ai controllori che non avevano scioperato. 900 militari furono assegnati agli aeroporti civili. Nel mese successivo furono addirittura presentate 45 mila domande alla scuola per controllori di volo in Oklahoma.

In breve tempo il traffico aereo si normalizzò, e nel 1984 era già aumentato del 6%.

Inoltre, il Presidente mise al bando a vita gli scioperanti da qualunque altro incarico presso la Federal Aviation Administration , bando che rimase valido fino al 1993.


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