La presenza Normanna nel territorio

Normanni

Ormai da alcuni anni, intorno alla fine dell’XI secolo, i Normanni iniziarono lentamente a penetrare nel Galles, grazie all’ausilio dei signori locali. Si stanziarono nelle aree fertili e pianeggianti del territorio, lasciando ai sovrani gallesi indipendenti le regioni dell’altopiano.

All’inizio della reggenza di Guglielmo il Rosso, fratello terzogenito di Enrico, la parte meridionale del confine tra l’Inghilterra e la Scozia era situata lungo il fiume Usk, con importanti fortezze disposte a sua difesa. In questo periodo, l’avanzata normanna nel Galles non arretrò d’un passo.

Guglielmo, Il Rosso

Il conte di Shrewsbury, Roberto detto “il Corto”, fratello maggiore di Enrico, portò le sue conquiste fino a Ceredigion, nell’ovest, e costruì un castello a Pembroke. Ormai alla fine dell’XI secolo troviamo l’intero territorio del Galles meridionale in mani normanne, rimanendo indipendenti soltanto i regni di Powys e Gwynedd.

Enrico “il Chierico”

Il cronista inglese e monaco, Matteo Paris, riporta una descrizione di Enrico come giudizioso, furbo e attaccato alla ricchezza, “virtù” che porteranno il padre, Guglielmo il Conquistatore, ad intravedere in lui una lontananza dall’arte della guerra, giudicandolo quindi inadatto al combattimento, venne così spinto verso l’ “Otium” inteso come esercizio intellettuale, trascurando ciò che rientrava in un educazione marziale, esperienza che lo portò poi a ricevere il soprannome di “Chierico”. In questo Enrico riuscì splendidamente , divenendo un esperto in diritto, conoscenza che lo condurrà ad impadronirsi, in futuro, della corona d’Inghilterra.

La sete di potere

l 2 agosto del 1100 Guglielmo il Rosso morì durante una battuta di caccia nella New Forest, zona a sud dell’Inghilterra. Da allora la sua morte é circondata da mistero: si trattò di un incidente o di qualcosa di più sinistro?

Due fonti contemporanee vicine rivelano che, nell’ansia di tirare con una freccia ad un cervo maschio, il compagno di Guglielmo, Walter Tirel, conte di Poix, colpì il re per errore. La morte di Guglielmo fu considerata come una punizione divina nei confronti di un uomo crudele, ma il sospetto che fu escogitata dal giovane Enrico, anch’egli partecipe della battuta di caccia, non venne mai chiarito.

Il momento propizio, Enrico diventa re

A soli tre giorni dalla morte del fratello, il 5 agosto 1100, Enrico si fa assegnare la corona d’Inghilterra, privando il fratello Roberto del suo diritto di primogenitura.

Il rivale principale di Enrico quindi ora era il fratello più grande Roberto, il quale rivendicò la Normandia al suo ritorno dalla Crociata.

Assedio di Gerusalemme

Questi rientrando da Gerusalemme nel settembre 1100, è ormai in ritardo per opporsi all’incoronazione del fratello; ma riesce comunque a riprendersi però possesso del ducato.

Le rivolte dei baroni

Alcuni baroni tentano quindi di affrancarsi dall’autorità di re Enrico appoggiandosi a Roberto, che sbarca a Portsmouth nel 1101, con l’intenzione di attaccare battaglia contro il fratello. Lo scontro è per il momento evitato grazie a una rinuncia da parte dei due ad avanzare pretese contro i possedimenti dell’altro.

Mentre Enrico tiene con fermezza il suo regno, Roberto è ancora una volta incapace di impedire le guerre private dei baroni. Il più famoso di questi, Roberto di Bellême, tiene testa ai due fratelli, sia nei suoi feudi in Normandia che nella sua contea inglese di Shrewsbury.

Nel 1106 Enrico però sconfisse e catturò Roberto nella battaglia di Tinchebray. La Normandia rimaneva la scena del conflitto che Enrico tentò anche di risolvere mediante alleanze di matrimonio, mezzo politico più incline alla sua natura di politico.

Il regno riunificato

Nel 1104 Enrico sbarca in Normandia, ma solo l’anno dopo scatena l’offensiva decisiva. Attraverso Carentan, Bayeux, Caen, e Falaise, Enrico prende il controllo delle città e delle piazzeforti della Normandia, non esitando a contrastare con ferocia i ribelli: incendia, nel 1105, Bayeux e la sua cattedrale; l’abbazia di Saint-Pierre-sur-Dives, dove venne organizzato un agguato contro di lui.

Alla fine, Roberto è sconfitto e catturato a Tinchebray (1106). Viene condotto in esilio nel castello di Cardiff. Enrico I ha ricostituito in suo nome gli stati di Guglielmo il Conquistatore, il quale mai avrebbe scommesso in un tale epilogo.

Enrico morì nel 1135 e a lui successe il nipote Stefano, conte di Mortain.