Quarant’anni fa, il 23 Dicembre del 1978, veniva istituito il Servizio Sanitario Nazionale, voluto dal primo Ministro della Salute donna: Tina Anselmi. In Gazzetta Ufficiale appariva la legge che eliminava il Sistema di Soccorso Mutualistico a favore del SSN, sistema a carattere universalistico.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Articolo 32 della Costituzione

La Storia

Sulla rivista Il Tascabile, la giornalista e divulgatrice scientifica Silvia Bencivelli, spiega come si inizi a parlare di salute come diritto umano solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il primo documento ufficiale a riconoscere tale diritto fu l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), definendo la sanità come uno stato di benessere fisico e mentale. Inoltre, viene affermato che tale situazione di benessere è un diritto fondamentale per ogni essere umano.

La Costituzione Italiana si sentì così influenzata sia dall’OMS che dal Servizio Sanitario Britannico, il quale dal 1942, propose ai cittadini di pagare una quota al fine di garantire la cura delle spese mediche di disoccupati e pensionati.

Il Servizio Sanitario Nazionale impiegò alcuni anni per diventare quello conosciuto ai giorni nostri. Infatti la legge entrò in vigore solo nell’estate del 1980, ma necessitava ancora di altre leggi per essere completamente definita. Le ultime arrivarono nel 1994 con l’istituzione del Piano Sanitario Nazionale, lo strumento con cui si programmano gli obbiettivi da raggiungere per migliorare la salute dei cittadini a livello nazionale.

Tale servizio di garanzia di cure rappresenta una delle prime importanti conquiste dell’Italia, tutt’ora invidiata da molti Paesi di tutto il mondo. Per merito del Servizio Sanitario Nazionale è stato possibile ridurre il tasso di mortalità infantile e materna, generando di conseguenza l’aumento dell’età media.

Secondo quanto emerge dagli ultimi dati del XII Rapporto Meridano Sanità, l’Italia, si colloca al terzo posto per quanto riguarda la salute dei pazienti; un buon risultato, ma rimangono comunque notevoli ritardi che caratterizzano il sistema che non possono essere ignorati.

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