393 milioni di bambini non sanno leggere e scrivere

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Quello dell’alfabetizzazione è un problema che purtroppo è ancora molto presente nei Paesi sottosviluppati. Si parla di “crisi globale dell’apprendimento” e di “povertà di apprendimento”. Sulla base dei dati raccolti dalla piattaforma The Lost Potential Tracker, sarebbero più di 393 milioni i bambini che non sanno ne leggere ne scrivere.


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393 milioni di bambini senza istruzione

Sono più di 393 milioni i bambini ai quali ogni giorno viene tolto un pezzo del loro futuro. Si parla di futuro perchè per costruirselo saper leggere e scrivere è fondamentale. I dati che provengono dalla piattaforma The Lost Potential Tracker, parlano chiaro: i bambini colpiti dalla “crisi globale dell’apprendimento” sono tantissimi. Si stima che siano 6 milioni i bimbi, ovviamente tra maschi e femmine, che raggiungono i 10 anni d’età senza aver appreso le basi dell’alfabetizzazione. Numeri che fanno accapponare la pelle. Se si vuole affrontare e cercare di risolvere questa crisi, è necessario agire subito. Servono finanziamenti efficaci per l’istruzione di tutto il mondo. L’impegno dei vari Paesi deve assolutamente essere rispettato entro il 2030 se non si vuole rischiare di perdere la prossima generazione di medici o studiosi.

Inger Ashing: “Abbiamo bisogno dell’appoggio dei Governi”

Inger Ashing, CEO di Save the Children International, a proposito dell’emergenza dell’apprendimento, ha detto: “Il mondo sta affrontando un’emergenza educativa senza precedenti che è stata aggravata dalla pandemia di COVID-19 . Se vogliamo mantenere i nostri impegni per il raggiungimento dell’intera gamma di obiettivi di sviluppo sostenibile e il diritto dei minori all’istruzione, è necessario migliorare i livelli di alfabetizzazione.

Essere in grado di leggere è un’abilità fondamentale che consente ai bambini di accedere al loro curriculum completo, mentre senza essere in grado di leggere, le loro possibilità di vita sono limitate. Ciò è particolarmente grave per i bambini in alcuni dei paesi più poveri e colpiti da conflitti, per i quali tornare a scuola e recuperare il ritardo nell’apprendimento è più cruciale che mai. Abbiamo urgentemente bisogno che i governi e i donatori diano la priorità ad affrontare la crisi dell’apprendimento al fine di garantire un futuro migliore per i bambini del mondo”. Se si vuole salvare il futuro di questi bambini urge intervenire subito.