35 ANNI DOPO TORNA IN TV “LADY OSCAR”

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Il 1 Marzo 1982 debuttava su Italia 1, “Lady Oscar” l’anime più seguito ed amato degli anni Ottanta: in questi giorni si festeggia il 35° anniversario con il suo ritorno in TV.
Infatti, da lunedì 15 maggio ogni mattina, dal lunedì al venerdì alle 7,50, la rivedremo, nuovamente su Italia 1.

Come nasce Lady Oscar?

L’anime, nato nel 1979, è stato tratto dal fumetto giapponese di Ryoko Ikeda, ispirandosi a “La Rosa di Versailles”, biografia di Maria Antonietta durante il regno del marito Luigi XVI, agli esordi della Rivoluzione Francese.
La fusione tra il periodo storico, la vita di corte e i personaggi reali del tempo con un personaggio-eroina inventato, creano un amalgama mai utilizzato prima che cattura un grande pubblico.
Il fumetto creato a quel tempo era, quindi, basato su una forte matrice storica, che in un primo momento lascia l’editore in dubbio sulla pubblicazione, fino ad accordarsi con l’autrice che se non avesse riscontrato un buon risultato da parte del pubblico la pubblicazione sarebbe terminata.
Il pubblico ne rimase entusiasta a tal punto che le pubblicazioni dei fumetti, divennero, col tempo, una vera e propria raccolta in 9 volumi da circa 200 pagine l’uno.

10-10-2019 40 anni fa il primo episodio di Lady Osca

L’esordio in Italia di Lady Oscar

Il cartone animato fece il suo esordio, in Italia, negli anni Ottanta con un record di successo dovuto a diverse caratteristiche.
Oltre al periodo storico e alla particolarità dei personaggi, la narrazione mette in risalto l’ambiguità sessuale della protagonista, cresciuta dal padre come il maschio che avrebbe desiderato, sia nell’abbigliamento, negli atteggiamenti e nell’educazione, pur essendo una ragazza bella, slanciata, bionda con grandi occhi azzurri e dalle folte ciglia. 
Un fascino che attraeva uomini e donne, da cui veniva corteggiata, scatenando in Oscar un conflitto interiore sulla sua identità e su i suoi desideri.
Solo l’amore che incontrerà da adulta, prima per il Conte Fersen, poi per Andrè, suo amico d’infanzia, fanno riemergere in lei la certezza del suo “essere donna”.
Una protagonista all’avanguardia e un cartone animato che ha saputo intrecciare alla perfezione intrattenimento, epoca storica, valori morali ed educativi.
La sceneggiatura originale giapponese prima di essere messa in onda in Italia subì tagli, versioni riscritte e riadattate a causa della censura che cercava di alleggerire l’identità “equivoca” di Oscar, e nelle scene dove, durante un duello, li vennero lacerati gli abiti e la protagonista rimase a seno scoperto.
Da ricordare anche la conclusione della storia, del tutto nuova soprattutto in un cartone: il finale tragico, dove la protagonista non sopravvive.

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