31 anni fa iniziava la prostesta di Piazza Tiennamen

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Nella notte tra il 3 e 4 giugno 1989, i carri armati dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese decidono di reprimere nel sangue la rivolta di Piaza Tiennamen, uccidendo migliaia di studenti che reclamavano democrazia.

L’inizio della protesta

Tutto ebbe inizio il 15 aprile quando, in seguito alla morte di Hu-Yeboang, capo del Partito comunista e sostenitore di riforme democratiche, un migliaio di studenti si riunirono in piazza per commemorare il loro leader ed esprimere il proprio malcontento verso il governo di Pechino.

Il 27 aprile studenti provenienti da 40 università marciano in piazza e ben presto vengono raggiunti da operai, funzionari pubblici e intellettuali. A maggio la rivolta conta piu di un milione di persone, ma il 20 di quel mese il governo proclama la legge marziale inviando carri armati per disperdere i manifestanti.

In un primo momento le forze governative decisero di soprassedere sull’uso della forza, ma Dean Xiaping, capo della Commissione Militare, diede ordine di fare fuoco. Ne risultò un massacro di cui non si contano ancora ufficialmente le vittime, dato che il governo non fornì alcun documento pubblico sui fatti di quei giorni. Si calcola, comunque, che perirono un centinaio di persone.

Simbolo di quella repressione fu la celebre foto che immorta uno studente che si para dinanzi ai carri armati nel tentativo di fermarli.

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