30 aprile 1975: termina la guerra nel Vietnam

Le truppe nordvietnamite e i Viet Cong sbaragliano le difese nemiche ed entrano a Saigon.

0
241

È il 30 aprile 1975. Le truppe nordvietnamite e i Viet Cong entrano a Saigon. Il tempo è poco, una manciata di sabbia che scivola da un setaccio, e la fuga frenetica. Dal tetto dell’ambasciata degli Stati Uniti si librano in volo gli elicotteri che portano in salvo i diplomatici. Mentre le mosche a stelle e strisce lasciano l’ambasciata, l’esercito vietnamita prende possesso della città e la ribattezza Ho Chi Minh. La superpotenza che aveva neutralizzato la Germania di Hitler è sconfitta. Il simbolo del capitalismo occidentale è in ginocchio. Mentre un soldato statunitense tira giù dal pennone dell’ambasciata la bandiera americana, la arrotola e la porta in salvo, un soldato vietnamita innalza la bandiera Viet Cong sul pennone del palazzo presidenziale, nel centro della città.

Gli USA avevano preso le distanze dal conflitto ben prima dell’attacco nordvietnamita. Il 1° luglio 1975, Il Congresso si era deciso a tagliare gli aiuti militari in favore del Sud, mentre L’Unione Sovietica e la Cina incrementavano i propri in favore del Nord. Forte del sostegno dei finanziatori comunisti e del progressivo indebolimento dei nemici, il Vietnam del Nord infranse gli accordi di pace di Parigi e scagliò l’ultima offensiva, ponendo fine al conflitto.

L’assedio della città, gli arresti, le esecuzioni sommarie e un milione di sostenitori del governo sudvietnamita in viaggio verso i campi di rieducazione. Nord e Sud si fusero nella Repubblica Socialista del Vietnam.

L’impatto della guerra sulla società a stelle e strisce fu devastante e contribuì a un mutamento delle coscienze. I giovani cominciarono a guardare con altri occhi la classe politica. Il dispendio economico e di vite umane gravava sui rappresentanti del popolo americano, reo di aver sperperato circa 165 miliardi di dollari per una guerra senza criterio, ispirata da una morale di dubbio rigore. I raduni di protesta dei giovani americani, riuniti sotto il simbolo della pace – la famosa zampa di passero –, furono l’emblema del dissenso che serpeggiava in quel periodo.

Un milione di vietnamiti fuggirono dal nuovo regime, trovando rifugio in America. Nel 1984 arrivò il risarcimento per i reduci della guerra: 180 milioni di dollari e attestati di stima da parte di chi, quella guerra, l’aveva letta sui giornali. Risarcimenti furono stanziati anche per quelli colpiti dall’agente Orange, un defoliante usato durante la guerra e contenente agenti inquinanti che causarono neoplasie e teratogenesi.

Commenti