HUB Mattei. Se la buona accoglienza viene smantellata

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Ore di mobilitazione e preoccupazione quelle che da ormai due giorni stanno vivendo i 35 lavoratori e lavoratrici e i 169 ospiti del centro di prima accoglienza HUB Mattei alla prima periferia di Bologna.

A destare stupore e rabbia è stata l’improvvisa comunicazione dell’arresto delle attività della struttura, che dal 2014 accoglie per il primo periodo delle procedure burocratiche i richiedenti protezione internazionale di tutta la regione Emilia Romagna. L’HUB Mattei, oggi gestito dal consorzio “L’arcolaio“, ha visto, nei momenti di punta del 2017 e 2018, anche più di mille ospiti nella struttura contemporaneamente, senza perdere il livello della qualità dei servizi forniti ai migranti che vivevano al suo interno.

Le sei donne presenti, i bambini e i nuclei familiari sono stati trasferiti in strutture più piccole sul territorio bolognese mentre la maggior parte degli ospiti presenti, uomini in età adulta, hanno visto recapitarsi la proposta di trasferirsi in una struttura a Caltanissetta.

Secondo il prefetto della città di Bologna, Patrizia Impresa, la città non si trova davanti ad un’emergenza poiché agli e alle ospiti sono state proposte situazioni alternative. La responsabile della Prefettura, ha sottolineato, che la chiusura temporanea dell’HUB Mattei fosse necessaria per permettere urgenti lavori di ristrutturazione e di rifacimento di spazi come bagni e tettoie, lavori impossibili con gli ospiti all’interno.

Da questa mattina, dal momento che lo sgombero è stato anticipato da venerdì alla giornata di oggi, centinaia di manifestanti si sono ritrovati davanti la struttura di via Mattei 60 per spiegare ai migranti ospitati le possibile alternative rispetto alla partenza per la Sicilia. Alcuni richiedenti lavoratori hanno optato per un’ospitalità privata presso amici e/o connazionali, mentre una sessantina di persona sarebbero ad oggi pomeriggio, quelle senza un’ospitalità ma che avrebbero rifiutato di partire per la Sicilia, per non perdere i contatti e le possibilità che in questi mesi di ospitalità sul territorio bolognese si sono costruiti. Secondo le ultime indiscrezioni sarebbero solo venti gli ospiti che avrebbero deciso di accettare il trasferimento a Caltanissetta.

Grazie agli operatori e operatrici del centro e ai tanti e tante volontarie che in questa calda mattinata si sono ritrovati già delle 8 per un sit in davanti ai cancelli del Centro Mattei, un’importante macchina per la solidarietà ha cominciato a lavorare, cercando di incastrare la richiesta di alloggio da parte degli ospiti rimasti senza alloggio e l’offerta di posti letto da parte di famiglie, privati cittadini, associazioni e parrocchie. La mobilitazione è poi continuata nel tardo pomeriggio di oggi da via Mattei alla centralissima Piazza Maggiore dove esponenti del Comune di Bologna, che si è espresso solidale con gli e le ospiti migranti e i e le lavoratrici, hanno incontrato una delegazione di sei persone. Ieri la giunta, tramite Giuliano Barigazzi, assessore al welfare, aveva richiesto alla Prefettura la riapertura di un tavolo di confronto istituzionale mentre in sindaco Virginio Merola, ha tenuto a sottolineare che la responsabilità dello sgombero non dipende da una decisione dell’istituzione bolognese.

L’HUB regionale Mattei il primo ottobre 2017 aveva ospitato anche Papa Francesco che aveva voluto conoscere in prima persona la struttura e il buon lavoro degli operatori e operatrici in servizio.

Si prevedono nuove mobilitazioni e sensibilizzazione sul tema anche per le prossime giornate, nonostante l’arrivo oggi intorno alle 18 dei quattro pullman con direzione Caltanissetta.

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