Ricorre oggi l’anniversario della morte di Clifford Lee Burton, noto a tutti come Cliff, bassista dei Metallica della prima metà degli anni  ’80 e musicista tra i più celebrati e apprezzati nella storia del basso a cui apportò un notevole contributo. Perse la vita in seguito ad un incidente del bus della band in Svezia, subito dopo una data del tour di promozione a “Master Of Puppets”, dalla maggioranza dei fan e dei critici considerato il loro capolavoro.

-Gli Inizi

Nato il 10 febbraio del 1962 nella città di Castro Valley in California, Cliff Burton si avvicinò al basso e al primo heavy metal all’età di 14 anni mentre precedentemente il suo interesse risiedeva nella musica classica e nel pianoforte che imparò a suonare fin da molto giovane. Con i genitori stipulò un accordo il quale prevedeva che se entro quattro anni, periodo in cui provvidero al suo mantimento, non fosse riuscito a mantenersi con la musica avrebbe dovuto rinunciare per sempre alla carriera da musicista e cercare un posto di lavoro. Subito dopo il diploma nel 1980 si unì al suo primo vero gruppo importante, i Trauma, band di genere speed metal dal discreto successo nella zona della Bay Area e con la quale militò due anni, durante i quali affinò e perfezionò ulteriormente la sua tecnica. Nonostante la formazione con Burton non pubblicò mai del materiale ufficiale, vennero registrate alcune demo e un brano intitolato “Such a Shame” apparve nella compilation “Metal Massacre II”.

– I Metallica

Cliff Burton si unì ai Metallica nel 1982 dopo che il chitarrista James Hetfield e il batterista Lars Ulrich assistettero ad un’esibizione dei Trauma, alla sola condizione di trasferire la sede di lavoro a San Francisco e abbandonando di conseguenza la caotica, a detta di Burton stesso, Los Angeles. L’anno dopo il chitarrista Kirk Hammett entrò in sostituzione di Dave Mustaine (poi fondatore e leader dei Megadeth) sancendo la nascita della formazione con la quale pubblicarono il loro primo lavoro dal titolo “Kill’ Em All” a cui seguirono l’anno successivo “Ride the Lighting” e “Master of Puppets” nel 1986, album che hanno dato un contributo importantissimo per l’intera storia del thrash metal e dove i brani storici si sprecano. Alcuni esempi su tutti sono “For Whom the Bells Tolls”, “Battery”, “Fade to Black”, “Seek & Destroy”, “Master of Puppets”, “Hit the Lights”, “The Four Horsmen”, “The Call of Ktulu” e “Welcome Home (Sanitarium)”. Brani in cui l’apporto alla band dato da Cliff Burton da molti critici è considerato fondamentale per il loro successo mondiale, dove le diverse influenze da lui assimilate nel corso degli anni di studio giocarono un ruolo fondamentale nella crezione del suo stile. Celebri sono i suoi complessi e variegati assoli di basso ricolmi di distorsioni e tapping, da molti a volte confusi con la chitarra elettrica, che fecero e fanno a tutt’oggi della sua figura, oltre che un icona, una presenza atipica nel mondo dei musicisti heavy metal. Esempi della sua grande bravura li si riscontrano in pezzi strumentali quali “Orion” e ” (Anesthesia) Pulling Teeth”.

-La Morte

La notte del 27 settembre 1986, dopo una data a Stoccolma, il bus che trasportava la band perse il controllo e si ribaltò fuori strada.  Molti sostengono per via della strada ghiacciata, altri imputano la colpa all’abuso di alcool da parte dell’autista. Cliff Burton sfondò con il corpo la vetrata vicino al suo posto letto e fu travolto dal bus nel momento esatto in cui esso si ribaltò. Per una macabra ironia della sorte la storia vuole che quel posto vicino al finestrino se lo giocarono a carte lui e il chitarrista Kirk Hammett. Venne accertata come causa del decesso un compressione toracica con contusione polmonare. Il suo corpo venne riportato in patria pochi giorni dopo e i funerali si svolsero il 7 ottobre. E’ sepolto a Castro Valley nel ranch di proprietà della sua famiglia.

-Tributi e omaggi

Sostenuti dai familiari del defunto bassista i Metallica decisero di riprendere a suonare dopo alcuni mesi d’inattività in cui considerarono l’ipotesi di ritirarsi. Nel 1987 venne pubblicato su videocassetta il documentario “Cliff ‘Em All”, contentente foto, filmati non professionali e apparizioni televisive e a tutt’oggi unica prova visiva documentata del bassista e dei primi anni di attività della band. L’anno successivo uscì il loro quarto lavoro intitolato “…And Justice for All”, disco dove è contenuta l’ultima traccia firmata da Burton, la strumentale (salvo pochi versi recitati) “To Live Is to Die”. Nello stesso periodo attestati di stima e omaggi arrivarono da parte del mondo dell’heavy metal da band quali Anthrax, Metal Church e ovviamente i Megadeth. Nel 2009 è stato inserito assieme ai Metallica nella Rock and Roll of Fame e per l’occasione il padre ha espresso la sua gratitudine nei confronti di chi ancora tiene in vita la sua memoria. Più recente la notizia della proclamazione il 10 febbraio scorso del “Cliff Burton Day” da parte del comune di Castro Valley e della pubblicazione di un nuovo documentario sulla sua vita intitolato “The Salvation Kingdom” dove la voce narrante è affidata alla sorella maggiore Connie.

 

 

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