26 gennaio 1920 – moriva Jeanne Hébuterne, musa e compagna di Modigliani

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Jeanne Hébuterne

Ogni artista ha la sua musa, spesso artista a sua volta. È il caso della protagonista di oggi.

Amedeo Modigliani era già un artista affermato quando incontrò Jeanne. Era il 1917: Modigliani aveva trentatré anni, ed era reduce da storie andate male e da abusi di droghe e alcol (per saperne di più su Amedeo Modigliani, vi consiglio l’articolo del mio bravo collega Paolo Pio Farilla, che vi linko qui sotto).

https://www.periodicodaily.com/la-morte-di-amedeo-modigliani/

Jeanne Hébuterne aveva diciannove anni, era una pittrice di talento e quando i due si conobbero stava studiando a Parigi, all’Academie Colarossi.

Jeanne era forte e determinata, ma era anche di una bellezza particolare, occhi scuri e penetranti. Modigliani lavorava molto, e la reclutò come modella per molti suoi quadri (un esempio è Ritratto di Jeanne Hébuterne, realizzato proprio nel ‘17).

Ritratto di Jeanne Hébuterne, 1917

La storia fra i due non fu semplice. Modigliani veniva da un vissuto burrascoso, aveva sempre le tasche vuote e per di più era straniero. Per tutti questi motivi i genitori di Jeanne erano contrari a quel legame, così lei sfuggì al loro controllo e andò a vivere col suo amato, in un buco appena sufficiente per ospitare una persona.

Anche Jeanne ritrasse Modigliani, anche se generalmente le sue opere erano autoritratti. Il suo talento sarebbe potuto esplodere, ma al fianco di un uomo come Modì, era naturale che rimanesse offuscato.

Modigliani ritratto da Jeanne Hébuterne

La salute di Modigliani, crudelmente provata dagli eccessi, declinava rapidamente, e nel 1918 Jeanne scoprì di essere incinta. Convinta da due amici, la coppia partì con loro per Nizza, insieme alla madre di lei. Il 29 novembre infine nacque il bambino, una femmina che venne battezzata proprio Jeanne. Tuttavia l’essere diventato padre non mutò le abitudini di Modigliani, al contrario egli riprese a bere, mentre la compagna rimaneva spesso sola con la bimba e la tata.

Nel maggio 1919 Modigliani ripartì per Parigi da solo, ma soltanto un mese dopo Jeanne, di nuovo incinta, gli scrisse perché le facesse avere dei soldi con cui poterlo raggiungere.

Stabilitisi di nuovo a Parigi, senza la bambina rimasta a Nizza, la situazione degenerò rapidamente. Ed era il 22 gennaio 1920 quando Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne, incinta di nove mesi, vennero trovati esanimi nel loro letto. Il pittore morì in ospedale, dopo due giorni di coma.

Jeanne, rimasta sola, andò a trovarlo un’ultima volta e poi tornò a casa dei genitori. All’alba del 26 gennaio (anche se alcune fonti sostengono il 25) Jeanne Hébuterne metteva fine alla sua angoscia gettandosi di spalle dal balcone del quinto piano, uccidendo così anche il bambino che portava in grembo.

I genitori di Jeanne non rispettarono la scelta della figlia neppure nella morte. Proibirono di celebrare il suo funerale insieme a quello di Modigliani, e dovettero trascorrere due anni prima che le due salme potessero riposare vicine, nel cimitero di Père Lachaise, dove si trovano tuttora.

La figlia di Amedeo e Jeanne venne adottata dalla sorella del pittore, e per questo motivo portò il cognome Modigliani, non avendola il padre mai riconosciuta. Visse a Livorno con la nonna e si laureò in storia dell’arte a Pisa. Morì nel 1984.

Ogni artista ha la sua musa, ed ogni musa ha il suo artista. Ma purtroppo spesso l’uno trascina l’altra con sé nel suo baratro, e quel che resta sono i frammenti di un amore immenso ma anche tossico, malato, nel quale nessuno dei due voleva o poteva vivere senza l’altro. Così Jeanne Hébuterne, volata via a soli ventidue anni, esattamente cento anni fa.

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