26 febbraio 1815 – Napoleone fuggiva dall’Isola d’Elba

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Napoleone fugge dall'Isola d'Elba

Tutti noi conosciamo Napoleone Bonaparte, tutti noi abbiamo studiato le sue gesta. Il suo legame con l’Isola d’Elba viene ricordato ancora oggi, anche se nell’ultima parte della sua vita il suo soggiorno non fu volontario. Ma ripercorriamo brevemente le tappe della sua avventurosa vita, fino all’esilio.

Nacque ad Ajaccio, in Corsica, il 15 agosto 1769. Il cognome di suo padre era in origine Buonaparte, ma reputato troppo “volgare” si decise di francesizzarlo in Bonaparte. Secondo di ben tredici figli (di cui solo otto vissuti sino all’età adulta), venne introdotto alla carriera militare, e qui si indirizzarono i suoi studi, prima a Brienne e poi a Parigi. Già a sedici anni era sottotenente di artiglieria.

La sua adolescenza ebbe come sfondo la Rivoluzione Francese. Quando la rivolta esplose i corsi sostennero l’Ancient Régime, e il giovane Napoleone si unì ai loro ideali, cercando di portare le sue idee anche nell’isola in cui era nato.

Divenne quindi comandante di battaglione della Guardia Nazionale di Ajaccio nel 1791: poco prima, il 30 novembre 1789 la Corsica era diventata parte della Francia.

Le sue vittorie (e sconfitte) sul campo sono parte della Storia. Per quanto riguarda la sua vita privata, aveva una vera passione per le donne, tanto che si sposò due volte (con Giuseppina Beauharnais nel 1796 e con Maria Luisa d’Austria nel 1810). Ebbe però soltanto un figlio, Napoleone II, l’Aiglon, che morì purtroppo ad appena ventun anni a causa della tisi.

Era il 1814 quando Napoleone, costretto ad abdicare in favore del giovane figlio, dovette prendere la via dell’Isola d’Elba. Non era naturalmente la prima volta che la visitava, anzi in precedenza vi soggiornava volentieri, anche perché qui si trovava la sua amante polacca, Maria Walewska. Era spesso stata sua ospite anche la sorella Paolina, come dimostrato dalle tracce del suo passaggio nella Villa dei Mulini, situata nel capoluogo, Portoferraio. Ma adesso, la situazione era ben diversa: anche se il Bonaparte cercò di ricreare un simulacro di corte intorno a sé, la sua era a tutti gli effetti una prigionia, seppur dorata.

Napoleone rimase in esilio per un totale di dieci mesi, anche se riuscì comunque a tenersi informato sulla situazione in Francia. Infine, approfittando dell’assenza del commissario inglese incaricato di sorvegliarlo riuscì a fuggire, partendo da Portoferraio il 26 febbraio del 1815, esattamente duecentocinque anni fa.

Il seguito è noto. Napoleone fece il suo ingresso trionfale a Parigi il 20 marzo, e riuscì a restaurare quello che poi venne definito il Regno dei Cento Giorni. Dopo la disfatta di Waterloo la sua rovina fu completa: esiliato, questa volta come prigioniero a tutti gli effetti, nell’isoletta di Sant’Elena, morì il 5 maggio del 1821. Aveva cinquantuno anni.

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