Missouri (Usa) – La pena accessoria che riporta il condannato all’infanzia

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La pena applicata dal Giudice Robert George della contea di Lawrence, Missouri, all’imputato David Barry Jr ha inevitabilmente fatto sorridere l’opinione pubblica che di una tale pena accessoria non sa bene cosa pensare.

David Berry, insieme al padre e al fratello, ha per anni perpetrato crimini ai danni della fauna presente sul territorio statunitense e tutelata da apposite legge. Questi bracconieri senza scrupoli hanno ucciso centinaia di cervi per il solo piacere di farlo esprimendo questa loro indole violenta con l’abbandono delle carcasse decapitate nei percorsi da loro battuti.

Una caccia fine a se stessa in cui la morte dell’animale a nulla è servita se non a far ottenere ai Berry ulteriori macabri trofei quali le teste dei mammiferi che sfortunatamente hanno incontrato le armi di questi outsider.

Quello della famiglia Berry è tra i più gravi casi di bracconaggio nella storia del Missouri e al termine delle indagini che hanno coinvolto questi cacciatori si è giunti all’emanazione di una sentenza che prevedere un periodo di detenzione e una multa che si aggira attorno ai 50mila dollari.

Per David Berry però la sentenza prevede una pena accessoria che obbligherà il condannato alla visione forzata del film Disney Bambi  almeno una volta al mese per tutto il periodo di reclusione e l’inizio di questa insolita punizione avrà inizio entro il 23 dicembre 2018.

Il Giudice George sembra quindi riporre fiducia in questo metodo alternativo di rieducazione, confidando forse un po’ troppo su un’empatia che fino ad oggi Berry Jr. non ha dimostrato di avere. Che in un anno sia possibile modificare i ventinove precedenti del giovane, vissuti in un contesto in cui la violenza e la non curanza delle leggi hanno padroneggiato liberamente?

Non si mette in dubbio l’impatto emotivo del racconto del principino della Grande Foresta che, assistendo alla morte della madre per mano di due cacciatori, si confronta per la prima volta con il dolore e con la perdita dovendo accettare le dinamiche della vita che sfuggono al proprio controllo. Bambi è però una fiaba che parla anche di crescita, di abbandono dell’infanzia e del conseguente ingresso nell’età adulta, di amori che nascono e responsabilità che sopraggiungono quali le aspettative genitoriali. È una storia che spiega ai bambini sprazzi di vita, nelle negatività e nelle positività. È da ribadire però che è pensato per un pubblico specifico e la commozione che scaturisce dalla perdita subita da Bambi anche negli animi adulti deve essere necessariamente contestualizzata.

Berry non appare il soggetto in grado di cogliere il significato che il lungometraggio disneyano racchiude e nel corse della sua vita oltre a una scarsa empatia ha manifestato la totale assenza del rispetto delle regole. Questa pena accessoria sembra quindi non essere risolutiva. 

Senza alcun dubbio è interessante la scelta del giudice e seguire il percorso riabilitativo del cacciatore appare uno stimolante esperimento sociologico. La domanda che sorge spontanea è se di qui a un anno si avrà un cacciatore redento o un individuo con una pulsione alla caccia accresciuta proprio da questa visione perpetuata della vita del cerbiattino.

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