25 novembre: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne

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Oggi, 25 novembre 2022, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il numero delle vittime di violenza di genere è in aumento. Occorrono strategie e atti concreti di prevenzione e sensibilizzazione, opere di informazione e contrasto attraverso la trasmissione di una cultura della non violenza.

Per questo, l’associazione Non sei sola Battipaglia-contro la violenza sulle donne organizza una giornata di eventi e momenti di riflessione per dire: fuori dal silenzio, basta violenza!

La violenza contro le donne ha assunto proporzioni così allarmanti da richiedere attenzioni particolari. Così, è concreto il lavoro scrupoloso di esperti che si affiancano alle donne in difficoltà, attraverso opere di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto. Anche in quest’ottica, nasce la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Essa corrisponde alla violenza agita da uomini, singoli od organizzati in strutture criminali. E’ caratterizzata da una serie distinta di azioni fisiche, sessuali, di natura economica e psicologica che si verificano nella vita privata e pubblica, e che comportano sofferenza e morte.

Dai dati resi noti dal Ministero dell’Interno, emerge che ogni tre giorni è stata ammazzata una donna. Tra il primo agosto 2021 e il 31 luglio 2022, in Italia sono state uccise 125 donne, in aumento rispetto alla precedente rilevazione.

Le richieste di aiuto registrate nei primi tre mesi dell’anno sono 7.814; oltre il 61,4% delle vittime dichiara di subire violenze da anni, principalmente fisica, ma anche la violenza psicologica è sempre più frequente.

Infatti, esistono varie tipologie di violenza. Quella più diffusa sembrerebbe la violenza domestica o intrafamiliare. Essa corrisponde a ogni forma di maltrattamento fisico e psicologico, di abusi sessuali, di condizionamenti emotivi, di minacce e di comportamenti di potere o di controllo verso la donna, all’interno del nucleo familiare.

Le donne maltrattate non riescono a lasciare il proprio aggressore, che è il loro compagno. Esse vivono un disorientamento che impedisce di valutare lucidamente la situazione di violenza.

Infatti, la condizione della donna vittima di violenza è quella di una persona che si chiude in se stessa, che non riesce a riconoscere il trauma subito, ha paura di denunciare quello che le è accaduto. Infatti, in lei vivono sentimenti contrastanti, di colpa, dolore e sofferenza. Questi stati d’animo derivano anche dalle costrizioni, dalle discriminazioni e stereotipi rivolti al mondo femminile.

A tal proposito Claudia Giorleo, anche ricercatrice nel campo della sociologia ed esperta di studi di genere, afferma: “Ogni volta che si parla di violenza contro le donne il richiamo ai suoi simboli è forte. Lo si fa per promuovere politiche efficaci a contrastarla ma soprattutto per creare condivisione. Bisogna però stare attenti alle generalizzazioni: il perpetuarsi del fenomeno non ne impedisce il mutamento. Oggi, ad esempio, definiamo ‘violenza’ tutte le forme fondate sulle diseguaglianze sociali tra uomini e donne e sulle discriminazioni sessuali. Non dobbiamo perdere mai di vista né i contesti in cui la violenza si manifesta né le politiche del diritto adottate per contrastarlo”.

Parlarne è fondamentale, ci vuole impegno ogni giorno nella promozione e svolgimento di attività.

Così, l’associazione Non sei sola Battipaglia – contro la violenza sulle donne, in occasione del 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, organizza una marcia solidale a Battipaglia, in provincia di Salerno. Essa sarà seguita da un flash mob “Break the Chain” preparato dalle scuole della città, e ci si unirà in una catena umana simbolica per urlare “Basta violenza!”.

In questa occasione, si terrà l’inaugurazione e benedizione di una panchina rossa, fortemente voluta dai volontari dell’AVIS Battipaglia. La panchina rossa simboleggia l’attenzione e l’importanza del valore delle donne nella società. E’ necessario considerare l’obiettivo rappresentato dall’educazione verso il rispetto e verso la costruzione del principio dell’uguaglianza tra donna e uomo.

L’evento è in collaborazione con altre associazioni, con l’Assessorato alla Cultura, Politiche Scolastiche e Pari Opportunità, con le Istituzioni Scolastiche e il Forum dei Giovani della città.

Non sei sola Battipaglia non è nuova a questo tipo di iniziative per il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

https://www.periodicodaily.com/fuori-dal-silenzio-marcia-solidale-contro-la-violenza-sulle-donne/

L’associazione che nasce nel 2012. E’ formata da avvocate, psicologhe, counselor ed altre figure professionali. L’obiettivo sin da subito è stato di accogliere e supportare legalmente e psicologicamente le donne vittime di violenza di genere. L’associazione ha avviato diversi anni fa uno sportello di ascolto rivolto alle donne in difficoltà, anche accompagnate da minori, attraverso un approccio empatico alla donna che ha subito il trauma. L’associazione ha anche attivato con Madrioske lo sportello Savo, sportello antiviolenza ostetrica. Lo sportello ha come finalità conoscere i diritti e tutelare la mamma e il neonato durante il parto.

L’avvocata Antonietta Di Genova, legale di entrambe le associazioni su citate, afferma: “Purtroppo i tragici eventi che hanno colpito il nostro territorio nelle ultime settimane lasciano senza parole anche le operatrici del settore, che giorno dopo giorno, da anni, si occupano della materia. Da avvocata, ciò che mi piacerebbe è una giustizia celere. Ad oggi, grazie al codice Rosso abbiamo un interrogatorio della vittima entro cinque giorni, dopo di che la lentezza prevale ed alcune situazioni si trascinano troppo a lungo, lasciando operatori ma soprattutto le vittime sole. Il mio consiglio resta sempre quello di denunciare, previo aiuto di esperti, per programmare un ingresso in casa rifugio o situazioni alternative. Auspico inoltre dei servizi di sostegno psicologico per sex offender, reali, obbligatori e non su base volontaria, perché la criminalità si combatte come sempre con la cultura”.

E’ fondamentale diffondere il messaggio che per combattere la violenza sulle donne, occorre promuovere un cambiamento culturale.

https://www.periodicodaily.com/violenza-contro-le-donne-il-progetto-questo-non-e-amore-2021/

Rosa Ferro, socia di Non sei sola Battipaglia e studiosa del fenomeno della violenza sulle donne dal punto di vista sociale e statistico, dichiara: “Il numero di vittime di femminicidio non tende a calare. Sono molte le donne che perdono ancora la vita e questo vuol dire che, nonostante molto si stia facendo, c’è ancora tanto da fare. L’educazione alla non violenza dovrebbe già padroneggiare nei banchi dell’infanzia per proseguire in tutto il percorso scolastico. Infatti, bisognerebbe accompagnare ogni individuo in tutte le fasi di crescita. A lungo termine, ho una speranza, cioè che la disparità di genere sarà diminuita rispetto ad oggi. Sono vicina a tutte quelle donne vittime di violenza e dedico un minuto di silenzio a tutte quelle che hanno perso la vita”.

Oltre che guardare alle emozioni della donna, ci si deve rivolgere all’uomo per capire i suoi comportamenti e le azioni, in un’ottica di prevenzione e cura.

L’uomo violento deve capire se stesso, gli aspetti della propria personalità che vanno in qualche modo ristrutturati e rielaborati. E’ necessario capire il proprio modo di rapportarsi con le donne, le proprie paure che portano all’insicurezza e allo scatenarsi nell’aggressività.

Resta imprescindibile il dialogo centrato sui valori, quali il rispetto, la parità di genere, la consapevolezza e la capacità di superare ostacoli. Strumenti efficaci sono la sensibilizzazione pubblica, la formazione e informazione, la riflessione costante.

La psicologa Loredana Otranto, presidente di Non sei sola Battipaglia, afferma: “La libertà di ogni donna è nella sua individualità, che è nel riconoscimento della sua identità e nel rispetto di essa. Fuori dal silenzio e dalla rassegnazione, è giunto il momento di rivendicare questo diritto, scientemente e progressivamente, ovunque esso vada rivendicato”.

La necessità continua e impellente è diffondere il messaggio che per combattere la violenza contro le donne occorre promuovere un cambiamento culturale. Questo è finalizzato a contrastare le discriminazioni e gli stereotipi di genere, diffusi nella mentalità comune.