23 settembre 1939: muore Sigmund Freud

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Sigmund Freud
Sigmund Freud

Il 23 settembre 1939 muore il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud.

Freud ha fornito un contributo fondamentale agli studi sulla psiche umana.

Contrariamente a quanto si tende a pensare Sigmund Freud non era uno psicologo. Era laureato in medicina, un neurologo. Il suo interesse profondo verso l’analisi della psiche lo porta a sondarne ogni aspetto, nonché a elaborare il concetto di psicoanalisi. A lui si devono numerose ed importanti scoperte in merito.

L’inconscio ed il suo potere sull’individuo

Nel momento in cui ci si chiede il significato ed il valore della vita, si è malati“.

Sigmund Freud prende in esame, in particolar modo, quella sede della psiche umana che conosciamo con il nome di inconscio. Ne teorizza il concetto, le caratteristiche e le funzioni. L’inconscio è la sede in cui nascono i desideri, gli impulsi e i conflitti irrisolti. Questi aspetti sono per Freud la principale causa scatenante delle nevrosi nell’uomo.

Secondo le sue teorie è il pensiero inconscio a determinare l’agire umano. Quella zona sulla quale l’individuo non ha potere in quanto i meccanismi che vi si generano sfuggono al controllo della coscienza. Infatti, Freud ritiene che sia impossibile controllare la realtà, in quanto essa è il prodotto di una serie di azioni la cui origine risiede, per l’appunto, nell’inconscio.

Nell’analizzare l’inconscio Freud individua due peculiarità che lo caratterizzano. La dinamicità e la conflittualità. In effetti, l’inconscio è sede in cui si producono pensieri senza soluzione di continuità. È l’area in cui si sviluppano le pulsioni, i desideri che lui definisce processi causativi. Al medesimo tempo, è anche l’area in cui hanno luogo i cosiddetti processi difensivi, la rimozione ad esempio. Quando un pensiero, o un’esperienza realmente vissuta, sono eccessivamente dolorosi per l’individuo, questo, inconsciamente tende a rimuoverne il ricordo dalla mente. Indipendentemente dalla volontà dell’individuo l’inconscio agisce in tal senso, cancellando ciò che è consciamente inaccettabile, o insopportabile.

Entrambi i processi influiscono direttamente sull’agire dell’individuo, le cui azioni rispecchiano i pensieri.

ES, IO e SUPERIO: schematizzazione della psiche umana

Sigmund Freud individua tre settori, che compongono la nostra mente. Ciascuna con il proprio grado di influenza sull’individuo: Es, Io, SuperIo.

In prima istanza, Freud pone l’ES. L’ES è la parte inconscia, quella in cui si generano le pulsioni. È privo di controllo e di filtri, semplicemente dominato dal principio di piacere. Nell’ES non c’è etica, non c’è moralità, non c’è logica. In effetti Freud si riferisce all’ES come alla parte oscura della mente.

Dopodiché si posizione l’IO. Il suo compito è quello di filtrare tutte le pulsioni illogiche che provengono dall’ES. Funge, in sostanza, come una sorta di censura. Deve, dunque, mediare tra l’irrazionalità dell’Es e le conseguenze che la sua influenza produrrebbe nel mondo esterno. È infatti dominato dal principio di realtà.

Infine, il SuperIo. Arbitra la lotta tra le pulsioni dell’ES e le resistenze dell’IO. Opera come una coscienza morale che analizza l’energia proveniente dall’ES e la allontana quando non consona.

Gli atti mancati: cosa sono?

In ambito psicoanalitico gli atti mancati vengono definiti come comportamenti che rivelano la presenza di un desiderio inconscio, il quale vuole essere soddisfatto.

L’atto mancato si verifica quando, abbiamo in animo di fare, o di dire, una determinata cosa e poi facciamo, o diciamo, l’esatto contrario. Oppure ce ne dimentichiamo totalmente.

Imputabili a pura e semplice distrazione, comune e all’ordine del giorno, in realtà Freud riscontra in questi comportamenti un’origine ben più radicata. Infatti, Freud ritiene che l’atto mancato non sia che una forma attraverso cui, una pulsione repressa, trova il modo di venire fuori.

Esprimono dunque un conflitto interiore, inconscio, tra il desiderio non soddisfatto e l’agire concreto. L’inconscio, ribadisce Freud, è un serbatoio di energia in cui convivono desideri, ricordi rimossi etc. Insomma, tutto ciò che viene censurato e dunque non è accessibile alla parte conscia della psiche. Relegati nell’inconscio tali elementi tentano la strada per manifestarsi, l’atto mancato è una di quelle.

Qualche curiosità su Sigmund Freud

Si indica Freud come il primo sperimentatore della Pet Terapy. Infatti aveva un cane, a cui era particolarmente legato, di nome Jofi. L’amico a quattro zampe presenziava alle sedute terapiche in quanto Freud riteneva che la sua presenza avesse un effetto positivo, rilassante sui pazienti. Jofi, dopo aver partecipato per anni agli appuntamenti del padrone riusciva ad intuire quando la seduta stava per terminare, si alzava in piedi e allora Freud capiva che era il momento di passare al paziente successivo.

Una voce che circolava insistentemente su Freud riguarda la sua dipendenza dalla cocaina. Si diceva fosse un cocainomane. È senz’altro vero che ne facesse uso, ma in quanto fungeva da analgesico contro i mal di testa di cui soffriva. Era così estasiato dagli effetti positivi che produceva contro i suoi disturbi che nel 1884, pubblicò un articolo intitolato “A proposito della Coca”. Definisce qui la cocaina una sostanza magica elogiandone i benefici.

All’epoca non si conoscevano però i reali rischi e le controindicazioni della cocaina. Era noto che gli indigeni masticassero le foglie di coca e che pertanto, come sostanza presente in natura, non potesse essere così altamente tossica e nociva per il corpo umano. Dopo aver sofferto di dipendenza riesce a disintossicarsene totalmente.

Malattia e morte: 23 settembre 1939

Freud si ammala nel 1923. Scopre di avere un tumore, un carcinoma della bocca, causato dal fumo.

Per 16 lunghi anni sopporta il male che lo attanaglia e che, lo porta anche a subire un intervento di asportazione parziale della mandibola. Intervento che gli impedirà di parlare correttamente.

Il 23 settembre del 1939 tra forti dolori, che gli impedivano ogni movimento, si spegne all’età di 83 anni.

Universalmente celebre per essere l’autore del trattato “L’interpretazione dei sogni“, oggi la sua casa di Londra è un museo.

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