23 agosto 1927: Sacco e Vanzetti, i due emigrati italiani condannati a morte

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Il 23 agosto 1927 i due anarchici italiani, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono ingiustamente condannati e uccisi sulla sedia elettrica negli Usa.Novant’anni fa divennero il simbolo dell’ingiustizia contro le proteste sociali la loro storia è sempre attuale la loro vicenda credo possa far riflettere su cosa sia oggi l’immigrazione e l’emigrazione, l’intolleranza e l’ingiustizia perpetrata ai danni degli stranieri loro partirono carichi di speranza e di sogni arrivati in America, aderirono al movimento anarco-pacifista. Accusati proprio per questo di due omicidi che non avevano commesso, furono condannati a morte, solo mezzo secolo dopo vennero completamente scagionati.

Emigrarono negli Stati Uniti nel 1908. Vissero e lavorarono nel Massachusetts facendo i mestieri più disparati come consuetudine in quegli anni per gli immigrati, ( Sacco calzolaio e Vanzetti pescivendolo), professando le loro idee socialiste di colore anarchico e pacifista.

Nell’aprile del 1920 in un clima permeato da pregiudizi e da ostilità verso gli immigrati stranieri, furono accusati di essere gli autori di una rapina ad una fabbrica di calzature in cui rimasero vittime un cassiere e una guardia armata.

Il processo istituito contro di loro non giunse mai alla certezza di prove accusatorie sicure, ma fu fortemente condizionato dall’ansia di placare un opinione pubblica furiosa e avvelenata dalla violenza, a cui bisognava dare dei colpevoli, più che la ricerca della verità.

La politica del terrore e dell’intolleranza caratterizzava il clima politico statunitense di quegli anni, instaurata senza distinzioni contro anarchici, operai, sindacalisti e masse che auspicavano un riscatto sociale. La morte di Sacco e Vanzetti voleva essere, probabilmente, una dimostrazione esemplare. Su di loro si rovesciava il pregiudizio di un’America borghese nei confronti degli immigrati e dei “rossi”. Il magistrato non a caso li chiamò “wops”, storpiatura angloamericana del termine “guappi”.

Di certo Sacco e Vanzetti furono i capri espiatori pagarono per le loro idee anarchiche, idealiste e pacifiste e per il fatto di far parte di una minoranza etnica disprezzata ed osteggiata come quella italiana. Non da meno pesarono le azioni violente e terroristiche dell’altra ala del pensiero anarchica dei primi anni e non ultime alcune contraddizioni della linea difensiva. Dopo circa un anno di processo il 14 luglio 1921 furono condannati alla sedia elettrica.

Sacco e Vanzetti ribadirono fino all’ultimo la loro innocenza, ma nonostante nel 1925 un pregiudicato, tal Celestino Madeiros si accusasse di aver partecipato alla rapina assieme ad altri complici; scagionando completamente i due italiani e nonostante appelli e manifestazioni di solidarietà e di richiesta di assoluzione da parte dell’opinione pubblica mondiale, la notte del 23 agosto 1927 Sacco e Vanzetti furono giustiziati sulla sedia elettrica.

Nel 1977 dopo che il caso era stato più volte riaperto, il governatore del Massachusetts, Michael s. Dukakis, riabilitò le figure di Sacco e Vanzetti.

E’importante sottolineare l’estrema coerenza e convinzione nei valori professati da Sacco e Vanzetti, mai rinnegati fino alla fine e non ultimo il forte legame di amicizia che li tenne uniti e spiritualmente vicini per tutta la loro esistenza, anche nel momento in cui salirono sulla sedia elettrica, furono giustiziati a sette minuti di distanza l’uno dall’altro, con un coraggio, uno stoicismo ed una umanità su cui tutti dovremmo riflettere e confrontarci. Perché in ogni caso la vera memoria ha un futuro dentro ognuno di noi.

Nick e Bart come li chiamavano in America erano due persone, due uomini, due sognatori, innamorati come tutti della vita, con le loro speranze, la loro riservatezza, la loro musica, le loro differenze caratteriali, la loro quotidianità. Il loro rapporto, che muterà nei tanti anni insieme fino a divenire una grande amicizia. Ogni giorno Nicola e Bartolomeo dovevano improvvisare la loro vita, mantenendo però salda la loro identità di italiani, col sogno di una vita migliore, più libera, e combattendo un mondo in cui il pregiudizio li circondava.

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