Negli ultimi giorni il dialogo tra Italia e alcuni altri paesi europei, soprattutto Spagna e Francia, sui temi riguardanti l’immigrazione verso il “vecchio continente” sta diventando sempre più aspro.

Ed é proprio il governo francese ad essere al centro, nelle ultime settimane, di nuove polemiche contro le politiche migratorie in Francia. Al centro della discussione questa volta si trova il trattamento riservato ai migranti sieropositivi, che non si vedrebbero riconosciuti il permesso di soggiorno per motivi sanitari rischiando così il rimpatrio. Le risposte fornite dagli uffici che lavorano sulle pratiche dei migranti avrebbero risposto che il virus dell’HIV non comporta una situazione tale da aver bisogno di assistenza sanitaria.

A lanciare una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che sta avvenendo in Francia é stata l’associazione AIDES che lo scorso 14 giugno ha organizzato a Parigi, davanti l’OFII (Office français de l’immigration et de l’integration / Ufficio francese per l’immigrazione e l’integrazione), una manifestazione con una trentina di attivisti per dare visibilità a questa situazione fortemente importante in maniera negativa per migliaia di persone.

Secondo le stime dell’associazione le e i migranti con HIV (quindi sieropositivi) sul territorio francese sarebbero principalmente provenienti da Angola, Guinea, Russia e Georgia.

Questa decisione potrebbe compromettere seriamente la salute di migliaia di migranti HIV+ dal momento che, per molti di loro, il ritorno in patria significherebbe non poter accedere alla terapia antiretrovirale (perché non presente o perché troppo costosa) attualmente usata dalle persone sieropositive per tenere il virus e la sua replicabilità nel loro sangue sotto controllo, concedendo a chi ne fa uso, uno stile di vita equiparabile a quello delle persone sieronegative. Per questa motivazione il rimanere in uno stato che concede le cure in maniera totalmente (come l’Italia) o parzialmente gratuita é essenziale per i migliaia di migranti sieropositivi scappati dal proprio paese anche per questo motivo. Non accedere agli antiretrovirali significherebbe nel lungo periodo sviluppare la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, più conosciuta come AIDS, insieme di patologie che sviluppandosi nel lungo periodo nel corpo della persona sieropositiva che non accede alle cure, porta alla morte. Per questo il test HIV é un utile strumento per conoscere il proprio stato di salute e in caso di risultato positivo, cominciare le terapie antiretrovirali il prima possibile, evitando così la trasformazione in AIDS.

L’HIV e la mancanza di accesso alle cure nel paese di origine, possono essere considerate anche motivazioni per la richiesta di protezione internazionale. Vista la delicata situazione e fonti del governo francese hanno confermato che risposte in merito e decisioni, non arriveranno più dal Ministero della Sanità, ma da quello interno.

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