21 ottobre 2018: il Trentino svolta a Destra

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La rivoluzione leghista

Un grande cambiamento è avvenuto. Certo, era nell’aria e che sarebbe accaduto lo si sapeva da mesi, ma vederlo sulle prime pagine dei quotidiani locali e nazionali gli dà un sapore diverso: quello della realtà. Il Trentino è ora, come tutte le regioni del Nord eccetto il Piemonte, saldamente nelle mani del centrodestra e (tranne la Liguria di Toti) della Lega salviniana. Al di là dei dati, che si potrebbero analizzare per giorni e sulle colonne di Periodico Italiano abbiamo già analizzato, bisogna cercare, pur nella confusione da cambiamento epocale, di prefigurare le conseguenze e comprendere le cause.

In foto: Maurizio Fugatti a Mezzocorona. Fonte: Tiscali Notizie

In Trentino la destra non aveva mai vinto, nemmeno quando Berlusconi trionfava col suo sogno di una rivoluzione liberale il Trentino si separava dalle sue radici di sinistra (democristiane di sinistra). Ora il vecchio apparato di potere della Sinistra è crollato: la Sinistra propriamente detta viene relegata ai margini della vita politica senza nemmeno un consigliere, il PATT si smarca da un PD in crisi e al centrosinistra (PD, UpT e Futura 2018) non restano che le briciole.

Tantissimi i big esclusi da un Consiglio Provinciale in gran parte rinnovato dall’uragano leghista. La Lega cambia tutto. “Non sarà una Rivoluzione, faremo riforme.” assicura Fugatti. A livello istituzionale sarà così. Ma il sentire politico del popolo trentino è già cambiato, la rivoluzione è già avvenuta, o per lo meno è iniziata. La giunta leghista è il primo passo di un cammino in divenire. Non il leibniziano “migliore dei mondi possibili” ma con ottime potenzialità e prospettive per il futuro.

In foto: Le liste della coalizione di centrodestra. Fonte: ladige.it

Prospettive per una Destra Civica

Quale futuro per la Destra trentina? Il trionfo leghista, almeno con questi numeri, sarà un fiume carsico, e quando svanirà bisognerà costruire da ciò che sarà rimasto solidamente ancorato nel cuore dei trentini per quanto riguarda un sentire Tradizionale e nazional-popolare, quando non nazional-rivoluzionario. I partiti che avrebbero dovuto rappresentare queste istanze non l’hanno fatto, giacché CasaPound è riuscita a intercettare molti meno voti del previsto e Fratelli d’Italia, se anche si fosse guadagnato un poco realistico seggio, sarebbe stato preda delle dirigenze neo-democristiane, senza portare alcunché al momento storico ora in atto.

In foto: I capilista di fratelli d’Italia on il senatore De Bertoldi, vicino ad Adolfo Urso. Fonte: Secolo Trentino

Paradossalmente (ma non troppo) chi è mosso da questi ideali si è affidato alla Lega sì ma anche, e soprattutto, ai movimenti civici territoriali, primo tra tutti per voti Civica Trentina, che elegge, è bene ricordarlo, due ex-AN, Mattia Gottardi e Rodolfo Borga, che viene addirittura dal Movimento Sociale Italiano. Simpaticamente, seppur in altro contesto, la testata locale la Voce del Trentino coniò l’espressione “fascio-civismo”, noi, altrettanto ironicamente e con un pizzico di goliardia, parafrasiamo l’ultimatum senza fine ripetuto ad infinitum dal morente PD:

“Ripartiamo dal Fascio-Civismo!”

In foto: mattia Gottardi, sindaco di Tione, ex-AN, il più votato di Civica Trentina. Fonte: www.giudicarie.com

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