Il 21 dicembre 1928 moriva il generale Luigi Cadorna

Luigi Cadorna si spegneva il 21 dicembre 1928 a 78 anni a Bordighera. Il suo nome è rimasto legato alla disfatta di Caporetto della Prima guerra mondiale, quando l'Italia fu pesantemente sconfitta dall'esercito austro-ungarico e tedesco.

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Il generale Luigi Cadorna è morto il 21 dicembre 1928.

Il suo nome è rimasto indissolubilmente legato ad uno dei fatti storici più drammatici d’Italia. Luigi Cadorna infatti era alla guida del Regio Esercito quando, durante la Prima guerra mondiale, le truppe austro-ungariche e tedesche attaccarono lungo l’Isonzo infliggendo una dolorosa sconfitta ai soldati italiani, con migliaia di morti. Non a caso, questa battaglia è poi passata alla storia come la disfatta di Caporetto. Da allora crollò la fiducia nei confronti del generale piemontese, considerato fino a quel momento uno dei migliori ufficiali d’Italia. Cadorna morì a 78 anni il 21 dicembre 1928 a Bordighera, in Liguria.

La sua storia legata alla Grande Guerra ebbe inizio nella notte fra il 30 giugno e il 1° luglio 1914 quando, in seguito ad un arresto cardiocircolatorio, si spense il generale Alberto Pollio, un ufficiale che da sempre si era espresso a favore della Triplice Alleanza. La sua improvvisa scomparsa privò l’Italia del proprio capo di Stato Maggiore Generale e, per ovviare a questa importante mancanza, fu nominato al suo posto il generale Luigi Cadorna che non aveva mai condiviso le idee del predecessore.

Cadorna morte 21 dicembre 1928
Luigi Cadorna aveva 78 anni quando è morto.

Nato a Pallanza (Verbania), il 4 settembre 1850, proveniva da una famiglia che aveva una lunga tradizione militare. Ad esempio il padre, il conte Raffaele, aveva preso parte alla battaglia di San Martino ed era stato al comando dell’operazione che nel 1870 culminò con l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Luigi Cadorna, quando l’Italia entrò ufficialmente in guerra nel maggio del 1915, gestì il suo esercito con grande severità e con delle strategie inflessibili, comandando le truppe esercitando una sorta di potere assoluto e indiscutibile.

Luigi Cadorna: la disfatta di Caporetto e la sostituzione con Diaz

Luigi Cadorna non accettava alcuna interferenza esterna nelle modalità con cui portava avanti le sue operazioni militari. Subentrato a Pollio, per circa due anni si rese protagonista della cosiddetta tattica delle “spallate” nei confronti delle forze austro-ungariche asserragliate presso l’Isonzo e il Carso, basate su duri e violenti scontri frontali. Riuscì ad ottenere anche dei successi che effettivamente fecero barcollare lo schieramento nemico, ma allo stesso tempo sfinirono l’esercito italiano.

Il declino della stima e della fiducia nei confronti del generale piemontese cominciò il 24 ottobre 1917 quando i soldati del Regio Esercito furono duramente attaccati e travolti dagli austro-tedeschi. Si verificò in questa circostanza uno sfondamento della linea difensiva e la morte di migliaia di militari del Regio Esercito che, sopraffatto dal nemico, dovette ritirarsi fino alla linea del Piave. Il responsabile della disfatta di Caporetto fu considerato proprio Cadorna, il quale però si difese sostenendo che la sconfitta era stata causata dalla scarsa capacità di resistenza e combattimento di alcuni reparti delle truppe italiane.

La drammatica sconfitta di Caporetto.

Ovviamente questo terribile evento ebbe delle ripercussioni politiche. Il 25 ottobre 1917 il Governo Boselli perse la fiducia del Parlamento e dovette dimettersi. Qualche giorno dopo si formò un nuovo esecutivo guidato da Orlando che, durante le precedenti consultazioni, aveva già chiesto al re che Cadorna fosse esonerato dall’incarico. Nel frattempo, fra il 30 e 31 ottobre, l’ufficiale piemontese ordinava alla 4ª armata di affrettare i tempi per l’arretramento lungo la destra del Piave.

Il Duca d’Aosta aveva già provveduto a mettere al riparo la 3ª armata facendola indietreggiare ad ovest del Tagliamento. Di Robilant – che era al comando della 4ª armata – non nutrendo grande fiducia nei confronti di Cadorna, aveva eseguito l’ordine con notevole ritardo e aveva messo a rischio la compattezza della linea difensiva dell’Italia. Preoccupato per l’accaduto, il comandante affidò al colonnello Gatti il compito di recarsi a Roma per consegnare una lettera al Presidente del Consiglio Orlando.

In questa missiva Cadorna si diceva preoccupato perché temeva che la situazione da un momento all’altro potesse diventare “criticissima”. Era al corrente che il fronte nemico stesse preparando un altro attacco lungo il Trentino che, per numeri e quantità, l’esercito italiano non sarebbe riuscito a contrastare. Ormai però il mondo della politica e le potenze straniere non davano più credito alle parole di colui che era stato considerato come il principale responsabile della disfatta di Caporetto.

Tra il 6 e 7 novembre si tenne la conferenza di Rapallo, un confronto tra il nuovo Capo del Governo italiano, i Primi ministri di Francia e Gran Bretagna e i generali Foch e Robertson che erano rispettivamente i comandanti dell’esercito francese e britannico. I leader stranieri chiesero senza mezzi termini la rimozione di Luigi Cadorna e una pronta sostituzione con il Duca d’Aosta. In realtà, quella degli alleati fu una sorta di imposizione, poiché fecero sapere all’Italia che non avrebbero inviato rinforzi se il generale piemontese non fosse stato allontanato dal comando. Il re, quando seppe degli esiti del vertice, acconsentì alla rimozione di Cadorna ma non volle il Duca d’Aosta al suo posto.

Luigi Cadorna: il generale di ferro

Si optò così per il generale Armando Diaz che, dopo aver guidato il XXIII Corpo d’armata, divenne comandante supremo dell’esercito italiano. Cadorna, dopo aver rifiutato in un primo momento, decise poi di accettare il nuovo ruolo di esponente dell’Italia al Consiglio di guerra interalleato.

Dal rifiuto del fascismo alla morte il 21 dicembre 1928

Luigi Cadorna ricoprì la carica di senatore del Regno d’Italia dal 1913 al 1928. Durante gli anni del fascismo, grazie all’intercessione e alle pressioni di Carlo Delcroix, scrittore fiorentino e Grande Mutilato di Guerra, nonché presidente dell’associazione dei reduci, Benito Mussolini decise di riabilitare la figura del generale piemontese. Questi però rifiutò qualsiasi adesione al partito fascista.

placca cadorna 21 dicembre 1928
La placca commemorativa di Luigi Cadorna.

Il 21 dicembre 1928 Luigi Cadorna morì quando aveva 78 anni in Liguria, a Bordighera, presso la Pensione Jolie. Oggi la struttura si chiama Hotel Britannique e, sulla facciata dell’edificio, campeggia una placca che ricorda proprio l’ufficiale di Verbania. La salma invece si trova a Pallanza, sua città d’origine, in mausoleo appositamente realizzato dall’architetto Marcello Piacentini.