2 Maggio 1945 – la bandiera sovietica sventola sul Reichstag

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Una data simbolica. Tra quelle che difficilmente dimenticheremo. Era il 2 Maggio 1945 quando l’Armata Rossa apponeva la bandiera dell’Unione Sovietica sopra il Reichstag e disintegrava gli ultimi rimasugli di un regime, quello nazionalsocialista, nella maniera più teatrale possibile. Ad oggi non si conosce l’esatta identità del soldato russo che mise la bandiera sul tetto della sede la parlamento tedesco. Le cronache dell’epoca, soprattutto per merito di colui che scattò la foto Yevgeny Khaldei, un giornalista dell’Armata Rossa, parlano di un diciottenne ucraino Alexei Kovalyov, mentre secondo la versione ufficiale, sul tetto erano presenti altri due soldati, un russo e un georgiano.

La fotografia, simbolo della disfatta tedesca

Il 30 aprile 1945 alle ore 14.25 i combattenti del gruppo del caporale superiore S’janov hanno combattuto spingendosi verso il tetto, raggiungendo la cupola. I guerrieri coraggiosi – io comunista tenente Berest, il soldato membro del Comsomol Emorov e il membro di nessun partito, il giovane caporale Kantarija, hanno posto la bandiera, simbolo della Nostra Grande Vittoria. La fiera bandiera dell’Unione Sovietica sventola sopra l’edificio del Parlamento tedesco”

(Comandante delle truppe della 3a Armata d’assalto, eroe dell’Unione Sovietica, Colonnello generale Vasilij Ivanovič Kuznecov)

Le operazione militari di Stalin sul territorio tedesco iniziarono con la conquista delle Alture di Seelow, in cui erano presenti le ultime linee difensive tedesche prima di raggiungere l’obiettivo: Berlino. Tutto questo fino al 20 aprile, quando lo strapotere sovietico, soprattutto a causa della maggioranza di soldati, portò alle conclusioni sperate. Il giorno del compleanno di Adolf Hitler la capitale tedesca vide l’Armata Rossa entrare e bombardare a tutto spiano i restanti soldati tedeschi. Solo 45mila uomini nazisti, membri della Wermacht e Vollksturm, erano rimasti per difendere l’intera Berlino. La conclusione era scontata. Hitler si suicidò assieme alla moglie Eva Braun ingerendo cianuro e sparandosi alla tempia, mentre pochi giorni dopo, iL 2 maggio, il generale Helmuth Weidling si consegnò ai sovietici disarmato.