2 luglio: fine della vita avventurosa di Ernest Hemingway

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2 luglio

Ernest Hemingway è considerato lo scrittore più rappresentativo del Novecento letterario. Oggi celebriamo l’anniversario della sua scomparsa.

Nasce il 21 luglio 1899 a Oak Park, sobborgo di Chicago, nell’Illinois; è il secondogenito di Clarence Edmonds e di Grace Hall. Il padre è un medico di famiglia agiata e la madre una ex aspirante cantante di opera lirica. È Clarence a inculcare nel figlio la passione per la caccia e la pesca. Fin da piccolo, Ernest pratica diversi sport, tra cui la boxe. Dopo la scuola elementare, viene iscritto alla Municipal High School, dove incontra due insegnanti che fiutano il talento letterario del giovane.

Nel 1917 consegue il diploma ma rifiuta di intraprendere l’Università e di studiare il violoncello, tradendo in questo modo i desideri dei genitori. Frattanto vedono la luce i primi racconti e articoli di cronaca. È infatti cronista del «Kansas City Star». L’anno successivo tenta di arruolarsi nell’esercito degli Stati Uniti appena entrati in guerra ma viene respinto a causa di un difetto all’occhio sinistro. In alternativa, diventa autista di autoambulanze della Croce Rossa. Viene inviato in Italia, dove inizia a collaborare con un giornale intitolato «Ciao».

Nell’estate del 1918 viene inviato sul fronte del Piave; nel pieno svolgimento delle proprie mansioni viene colpito dalle schegge dell’esplosione di una bombarda austriaca. Si salva grazie a un soldato che involontariamente gli fa da scudo umano. Viene operato a Milano e in ospedale si innamora dell’infermiera Agnes von Kurowsky ma non la sposerà.

Nel 1919 torna a casa dopo essere stato decorato al valore militare. Si dedica alla stesura di numerosi racconti, accolti con freddezza dagli editori. Venuto a mancare il mantenimento da parte dei genitori che lo accusano di essere uno scapestrato, si trasferisce a Chicago dove scrive per il «Toronto Star» e per lo «Star Weekly».

Nel 1921 sposa Elizabeth Hadley Richardson con cui si trasferisce a Parigi, metropoli in pieno fermento culturale. Nel 1923 nasce il primogenito, John, e viene pubblicato il suo primo libro, Tre racconti e dieci poesie. L’anno successivo è la volta di Nel nostro tempo, che riscuote l’approvazione di Ezra Pound. Tra il 1926 e 1927 le vicende private del divorzio si intrecciano alla pubblicazione di Torrenti di primavera, Fiesta e Uomini senza donne.

Nel 1928 sposa Pauline Pfeiffer, direttrice di «Vogue», con cui va a vivere in Florida dove nasce il secondogenito Patrick. La ritrovata tranquillità domestica di Hemingway è sconvolta da un grave fatto di sangue, il suicidio del padre.

Nel gennaio 1929 viene terminato il manoscritto di Addio alle armi che al momento della pubblicazione, in settembre, è accolto con entusiasmo. Tra il 1932 e il 1935 la produzione letteraria continua alacremente; proprio nel 1935 Hemingway acquista un’imbarcazione che chiama Pilar.

Nel 1937 riprende l’attività giornalistica ed è inviato in Spagna, dove infuria la guerra civile. A Madrid conosce la giornalista e scrittrice Martha Gellhorn che sposerà dopo aver divorziato da Pauline. La nuova coppia si stabilisce a Cuba, nella tenuta chiamata Finca Vigía. Il 1940 vede la stesura di Per chi suona la campana che è un successo editoriale con centomila copie vendute immediatamente. Più fredda è la critica.

Nel 1941 gli Hemingway sono in Estremo Oriente come corrispondenti della guerra tra Cina e Giappone. Ernest ottiene che la Pilar faccia da nave civetta e Martha gli procura un incarico presso l’Aeronautica inglese.

Il 6 giugno 1944 Hemingway partecipa allo sbarco in Normandia. Si mette nei guai perché organizza una unità partigiana per la liberazione di Parigi ma la situazione si risolve e viene decorato con la Bronze Star.

Nel 1945 divorzia da Martha e nel 1946 sposa Mary, quarta e ultima moglie. Nel 1952 vede la luce uno dei suoi romanzi più noti, Il vecchio e il mare che vince il premio Pulitzer nell’aprile 1953.

Nel tentativo di raggiungere il figlio Patrick in Africa è vittima di due incidenti aerei. In seguito al secondo, Ernest è ricoverato in ospedale a Nairobi in condizioni critiche.

Nel 1954 gli viene assegnato il Premio Nobel per la letteratura ma rifiuta di recarsi a Stoccolma a ritirarlo. È iniziato il suo declino. Fa fatica a scrivere ed è malato. Schiacciato dal peso della decadenza fisica e intellettuale, il 2 luglio 1961 si uccide sparandosi alla fronte, come aveva fatto suo padre.

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