La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali per costruire ponti

Domani, 2 giugno 2019, si celebra la 53a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. L’origine dell’evento è piuttosto datata: fu istituita nel 1967 da Papa Paolo VI, su indicazione del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Leggendo il “Messaggio del Santo Padre Paolo VI per la I Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali” ci si stupisce per una inopinata modernità delle considerazioni dell’allora pontefice. Paolo VI non poteva certo immaginare dove saremmo arrivati a livello tecnologico. Né che un pontefice avrebbe avuto un account Twitter. Paolo VI rifletteva su una comunicazione sociale che utilizzava la stampa, il cinema, la radio e la televisione.

Le preoccupazioni di Paolo VI

“Grazie a queste meravigliose tecniche – scriveva il Papa – la convivenza umana ha assunto dimensioni nuove: il tempo e lo spazio sono stati superati, e l’uomo è diventato come cittadino del mondo, compartecipe e testimone degli avvenimenti più remoti e delle vicende dell’intera umanità.

E aggiungeva: “Ma se la grandiosità del fenomeno, che investe ormai i singoli individui e tutta la comunità umana, è motivo di ammirazione e di compiacimento, essa rende però anche pensosi e trepidanti. Questi strumenti, infatti, destinati, per la loro natura, a dilatare il pensiero, la parola, l’immagine, l’informazione e la pubblicità, mentre influiscono sull’opinione pubblica e, conseguentemente, sul modo di pensare e di agire dei singoli e dei gruppi sociali, operano anche una pressione sugli spiriti, che incide profondamente sulla mentalità e sulla coscienza dell’uomo, sospinto com’egli è, e quasi sommerso, da molteplici e contrastanti sollecitazioni.”

“Chi può ignorare i pericoli e i danni che questi pur nobili strumenti possono procurare ai singoli individui e alla società, quando non siano adoperati dall’uomo con senso di responsabilità, con retta intenzione, e in conformità con l’ordine morale oggettivo? Quanto più grandi, quindi, sono la potenza e l’ambivalente efficacia di questi mezzi, tanto più attento e responsabile deve esserne l’uso.”

Il senso della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

La giornata mondiale delle comunicazioni sociali nasce come richiamo all’attenzione, all’onestà intellettuale, all’utilizzo consapevole delle informazioni. Paolo VI pensava che nel 1967 le informazioni fossero ‘veloci’, si preoccupava che, una volta partite, non si potessero fermare.

Le Comunicazioni Sociali nell’era dei Social Network

Oggi le ‘comunicazioni sociali’ viaggiano attraverso i Social Network, non solo sulla stampa, televisione e radio. Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, LinkedIn generano milioni di miliardi di messaggi al secondo, muovono coscienze, popoli, voti, amore, odio. Dilatano il pensiero, la parola, l’immagine, l’informazione.

Il messaggio di Papa Francesco per la 53a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali non è molto diverso da quello del suo primo istitutore: “L’ambiente mediale oggi è talmente pervasivo da essere ormai indistinguibile dalla sfera del vivere quotidiano. La rete è una risorsa del nostro tempo. E’ una fonte di conoscenze e di relazioni un tempo impensabili. Numerosi esperti però, a proposito delle profonde trasformazioni impresse dalla tecnologia alle logiche di produzione, circolazione e fruizione dei contenuti, evidenziano anche i rischi che minacciano la ricerca e la condivisione di una informazione autentica su scala globale. Se internet rappresenta una possibilità straordinaria di accesso al sapere, è vero anche che si è rivelato come uno dei luoghi più esposti alla disinformazione e alla distorsione consapevole e mirata dei fatti e delle relazioni interpersonali, che spesso assumono la forma del discredito.”

Manifesto della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2019

Dalle Community alle Comunità

Papa Francesco spinge verso una ‘rete’ come metafora di ‘comunità’ e cita la lettera di San Paolo agli Efesini che recita: “Siamo membra gli uni degli altri” (Ef. 4,25). Se la rete ci serve per organizzare, conoscere, avvicinare le persone, facendo in modo che si vedano, che parlino, che condividano le loro vere emozioni, allora sarà portatrice di valori comuni, fondamento della comunità umana.

Leggi: Papa Francesco all’ONU

A chi fa notare che il concetto di ‘rete’ è associato a quello di trappola, giova ricordare che l’etimologia della parola discende dal latino rete. Che deriva da srete, da sertus che è participio passato di serere che significa ‘tessere’, indicandoci che il termine ha l’accezione etimologica positiva del costruire. Analogamente il tedesco netz (inglese net) deriva da nähen che significa cucire (dal greco antico νεω, che significa filare: ridurre le fibre tessili a filo).

“Una rete non fatta per intrappolare, ma per liberare, per custodire una comunione di persone libere” dice Papa Francesco. E proprio la metafora della rete è l’immagine che è stata scelta per la 53a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: un luogo dove la connessione permette di costruire ponti, non muri.

La settimana della Comunicazione

La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali chiude la settimana della Comunicazione, dal 26 maggio al 2 giugno, che in Italia è stata ricca di eventi: Perugia, Como, Foggia, Terni e molti altri luoghi sono stati teatro di riflessioni su linguaggi, aggregazione e solidarietà tra virtuale, Vangelo e scambi culturali che hanno arricchito tutti i partecipanti.

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