1991 – Freddie Mercury annuncia al mondo di essere malato di AIDS

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Il 23 novembre 1991 Freddie Mercury, frontman dei Queen, annunciava al mondo attraverso un comunicato stampa di essere affetto da AIDS.

Il carismatico artista, che aveva fondato i Queen nel 1970 insieme a Brian Mary e Roger Meddows-Taylor (ai quali si aggiunse in seguito il bassista John Deacon) viene ricordato per l’incredibile talento vocale e l’esuberanza sul palco, che gli valsero l’appellativo di “miglior Frontman di sempre”.

Anche la vita privata di Mercury è sempre stata oggetto di attenzione da parte dei tabloid e del pubblico: l’artista frequentava assiduamente locali notturni, dove faceva uso di droghe e conduceva una vita sessuale molto attiva. All’epoca, vi era scarsa conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili.

L’insorgere della malattia costrinse l’artista a ridurre progressivamente le sue apparizioni in pubblico. Si sottopose a delle cure che si rivelarono però inefficaci. Comparve per l’ultima volta ai BRIT AWARDS nel 1990, visibilmente dimagrito. Iniziarono a circolare voci sulla sua condizione fisica, anche a causa della morte per AIDS di uno dei suoi amanti.

Per mettere a tacere i tabloid, Freddie emise in un primo tempo un comunicato stampa dove smentiva ogni illazione. Visto l’aggravarsi della situazione decise tuttavia di uscire allo scoperto.

L’annuncio

Credit: Sunday Sport

Nelle fasi finali della malattia, divenuta ormai inarrestabile, Mercury diffuse un comunicato ufficiale, conscio della sua situazione terminale e della grande attenzione che i media gli stavano dedicando:

«In seguito alle disparate congetture diffuse dalla stampa nelle ultime due settimane, desidero confermare che sono risultato sieropositivo e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere privata questa informazione fino a oggi per proteggere la privacy di quanti mi circondano. Comunque è giunto il momento di far conoscere la verità ai miei amici e ai miei fan e spero che si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli di tutto il mondo nella lotta contro questa terribile malattia.»

Poche ore dopo Freddie si spense, a causa di una broncopolmonite, aggravatasi per complicazioni dovute all’AIDS. Aveva solo 45 anni.

Il boom di casi di AIDS nel mondo dello spettacolo, che rivelò al mondo la gravità dell’infezione da virus dell’HIV, esplose tra gli anni 80 e 90: in un primo tempo si pensò che la malattia fosse direttamente collegata all’omosessualità. Questo falsa convinzione è stato smentita dalla comunità scientifica: la malattia, infatti, può essere contratta in uguale percentuale anche tramite rapporti eterosessuali.

L’AIDS rappresentò un grave problema sociale in tutto il mondo: vi fu una grande sottostima dei rischi legati alla malattia e coloro che ne erano affetti vennero pesantemente discriminati, poiché essa era legata anche al mondo della droga e dell’omosessualità, che al tempo viveva una fase di difficile emancipazione. Inoltre, vi era un forte imbarazzo nel parlare di temi legati alla sfera della sessualità.

Solo alla fine del secolo scorso, attraverso ingenti campagne di sensibilizzazione all’uso di contraccettivi, la scoperta di nuove cure e il superamento di alcune credenze (molti pensavano che la malattia si potesse contrarre anche solo con un bacio), l’emergenza è rientrata nei paesi sviluppati. Rimane ancora difficile la situazione nel continente africano.

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