18 settembre 1851: nasce il New York Times

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Il New York Times è un quotidiano statunitense fondato a New York come New-York Daily Times il 18 settembre 1851 dal giornalista e politico Henry Jarvis Raymond e dall’ex banchiere George Jones, durante la presidenza di Millard Fillmore.

Spesso abbreviato in N.Y. Times, ha come editore la New York Times Company, che pubblica anche il Boston Globe e l’edizione internazionale del Times, l’International New York Times, in precedenza International Herald Tribune, edito a Parigi, in Francia.

Soprannominato The Grey Lady, Il Times si classifica 18° nel mondo per diffusione e 3° negli Stati Uniti.

Il presidente della casa editrice è Arthur Ochs Sulzberger Jr., erede di una famiglia che detiene il possesso del quotidiano dal 1896.

18 settembre 1851, primo numero

Cenni storici

Il 14 settembre 1857 la testata accorciò ufficialmente il suo nome in The New-York Times (il trattino nel nome della città verrà poi abbandonato il primo dicembre 1896).

Il 21 aprile 1861 il New York Times iniziò a pubblicare un’edizione domenicale per offrire una copertura quotidiana della guerra civile. 

Nel 1869 Henry Raymond morì e George Jones subentrò come editore.

Dopo la morte di George Jones nel 1891, Charles Ransom Miller e altri editori del New York Times hanno raccolto 1 milione di dollari per acquistare il Times, stampandolo sotto la New York Times Publishing Company.

Il giornale dovette affrontare una crisi finanziaria a causa del Panico del 1893 e nel 1896 aveva una tiratura inferiore a 9000 e perdeva ogni giorno 1000 dollari.

Quell’anno Adolph Ochs, l’editore del Chattanooga Times Free Press, entrò nella società.

Dal 2012 al 2014 il giornale ha avuto alla propria guida una donna Jill Abramson; attualmente il direttore è Dean Baquet.

Il New York Times

Il New York Times è diviso in tre sezioni principali: la sezione notizie (che comprende sia le notizie internazionali che nazionali), la sezione opinioni (compresi gli editoriali) e una sezione che comprende arte, moda, film e cibo.

La domenica è integrato da: Sunday Review (ex Week in Review ),The New York Times Book Review, The New York Times Magazine e T:The New York Times Style Magazine.

Novità nel NYT

Diede vita a un’edizione internazionale nel 1946; ha smesso di esistere nel 1967, quando il New York Times si è unito ai proprietari del New York Herald Tribune The Washington Post per pubblicare l’ International Herald Tribune a Parigi.

A partire dagli anni Quaranta il giornale ha subito alcuni ammodernamenti: dal 1942 un cruciverba ha cominciato a comparire regolarmente nel 1942 e dal 1946 ha fatto il suo ingresso sul giornale una sezione interna dedicata alla moda.

Dalla metà degli anni ’70 ha ampliato notevolmente il layout, aggiungendo sezioni settimanali speciali su vari argomenti.

Il 7 settembre 1976 il quotidiano passò da un formato a otto colonne a un formato a sei colonne. La larghezza complessiva della pagina rimase la stessa.

Il 5 gennaio 2009 ha venduto per la prima volta uno spazio pubblicitario sulla prima pagina, considerata da sempre lo spazio informativo più importante del giornale; è una striscia a colori di 6 cm, ceduta alla rete televisiva CBS.

Nell’ottobre 2015 il giornale è la prima testata giornalistica al mondo ad aver superato il milione di abbonati alla versione digitale.

Edificio   

Il primo edificio del giornale si trovava in 113 Nassau Street a New York.

Nel 1854 si trasferì in 138 Nassau Street e nel 1858 in 41 Park Row: il New York Times divenne il primo giornale di New York ad avere sede in un edificio costruito appositamente per il suo uso.

Nel 1904 la testata si trasferì in un edificio di proprietà in un’area che allora si chiamava Longacre Square; oggi è una delle piazze più famose di New York: Times Square.

Poi l’edificio della 43° trada divenne la sede principale del giornale nel 1960 e la Times Tower a Broadway fu venduta l’anno successivo.  

Dal 2007 la sede del Times è stata trasferita dallo storico edificio sulla 43ª strada al nuovo grattacielo di 52 piani sull’ottava strada progettato da Renzo Piano e del quale il giornale possiede circa il 58%.

La nuova sede del giornale, conosciuta ufficialmente come The New York Times Building, è ufficiosamente definita la nuova “Times Tower” da molti newyorkesi.

The New York Times, Eight Avenue

In quel periodo il giornale ha subito alcune modifiche: la riduzione del formato, la riorganizzazione di alcune sezioni e la risposta al nuovo Wall Street Journal di Rupert Murdoch che nel 2008 ha espresso la volontà di spodestare il New York Tomes dalla posizione di quotidiano principale degli USA.

Per mantenere il proprio primato, il Times ha affidato la direzione della Book Review (“Rivista dei libri“) e dell’inserto culturale della domenica al conservatore Sam Tanenhaus e ha assunto l’editorialista Bill Kristol di idee «neocon».

Redazioni nel mondo

Oltre a New York, il giornale ha redazioni a Londra e Hong Kong.

La sua redazione di Parigi, che era stata la sede dell’edizione internazionale del giornale, è stata chiusa nel 2016. La città rimane comunque sede di un ufficio stampa e di un ufficio pubblicitario. 

Web

Il New York Times ha iniziato a pubblicare quotidianamente sul Web il 22 gennaio 1996, offrendo ai lettori di tutto il mondo un accesso immediato alla maggior parte dei contenuti del quotidiano.

Dal 14 settembre 2007 il sito web e l’immenso archivio sono stati resi accessibili integralmente; gli archivi sono consultabili sin dall’anno di fondazione.

Nel 2008 ha creato un app per iPhone e iPod Touch che ha permesso agli utenti di scaricare articoli sul proprio dispositivo mobile consentendo loro di leggere il giornale anche quando non erano in grado di ricevere un segnale. 

Altre le novità introdotte nel 2008, tra le quali la collaborazione con CNBC per la condivisione di contenuti nelle aree “economia” e “tecnologia”, la partecipazione con LinkedIn e il lancio della rete social TimesPeople.

Nel corso del 2009 i visitatori unici al sito web hanno superato il numero di abbonati alla versione cartacea (1,5 milioni contro 1,1 milioni).

Nel marzo 2009 i siti web di nytimes.com e iht.com (International Herald Tribune) si sono fusi in un’unica piattaforma digitale accessibile da entrambe le home page.

Il nuovo sito, contenente le edizioni online di entrambi i quotidiani, è il primo al mondo nel numero di consultazioni online fra tutti i quotidiani in lingua inglese.

Nel 2010 ha iniziato anche a pubblicare contenuti quotidiani tramite un app per iPad.

Dal 28 marzo 2011 la versione online del quotidiano non è più totalmente gratuita. I visitatori possono leggere gratuitamente solo fino a 10 articoli ogni mese; per consultazioni più frequenti il servizio è disponibile solo su abbonamento.

Nel tempo questa linea ha dato i propri frutti: nel 2017 gli abbonati all’edizione online sono stati più di 2,6 milioni; hanno garantito il 60% dei ricavi del giornale.

Times Reader

Il Times Reader è una versione digitale del New York Times, frutto di una collaborazione con Microsoft.

Times Reader prende i principi del giornalismo cartaceo e li applica alla tecnica del reporting online. 

Podcast

Il New York Times ha iniziato a produrre podcast nel 2006. Tra i primi podcast c’erano Inside The Times e Inside The New York Times Book Review.

Il Times è tornato a lanciare nuovi podcast nel 2016, incluso Modern Love con WBUR.

Il 30 gennaio 2017, il New York Times ha lanciato un podcast di notizie, The Daily .

Nell’ottobre 2018 la New York ha debuttato The Argument; si tratta di una discussione settimanale su un singolo argomento da parte di esponenti di ogni appartenenza politica.

Il motto del New York Times

Il motto del New York Times è All the News That’s Fit to Print (Tutte le notizie che valga la pena stampare); poi riadattato in All The News That’s Fit to Click (Tutte le notizie su cui valga la pena cliccare) per l’edizione digitale.

Coniato da Ochs quando ha assunto il controllo del quotidiano, il motto appare nell’angolo in alto a sinistra della prima pagina dall’inizio del 1897.

Il New York Times e la politica

Il giornale appartiene all’area liberal, termine americano che indica un liberalismo progressista molto attento alle questioni sociali, ma nel contempo custode del rispetto dei diritti individuali, della libertà del mercato e della concorrenza.

Il New York Times dichiara pubblicamente il proprio sostegno a un candidato alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti:

  • Nel 1860 sostenne il candidato repubblicano, Abramo Lincoln, dato per sfavorito, che invece vinse.
  • Nel 1940 appoggiò il candidato repubblicano W. L. Willikie, che perse contro Roosevelt.
  • Nel 2004 il suo sostegno andò a John Kerry, sconfitto da George W. Bush.
  • Il 2008 vide l’ appoggio a Barack Obama, che vinse contro John McCain.
  • Nel 2012 sostenne nuovamente Barack Obama, che vinse contro Mitt Romney.
  • Nel 2016 indicò agli elettori la democratica Hillary Clinton, che però perse contro il repubblicano Donald Trump.

Pulitzer

Il quotidiano ha vinto più premi Pulitzer di qualsiasi altro giornale; in totale ne annovera 127.

Alcune curiosità sul New York Times

  •  Nel 1852 il giornale diede vita a una sezione, il Times of California, che arrivava ogni volta che una nave postale di New York attraccava in California.
  • Quando i giornali locali della California divennero importanti la sezione non riuscì più a sopravvivere.
  •  Una delle prime controversie pubbliche in cui fu coinvolto fu il caso Mortara, oggetto di venti editoriali nel solo Times.
  • L’ufficio principale del New York Times ha subito duri attacchi durante i disordini di New York City (13-16 luglio 1863), conosciuti come Draft Week.
  • Il Times è stato uno degli ultimi giornali ad adottare la fotografia a colori; la prima fu sulla prima pagina del 16 ottobre 1997. 
  • Nel dicembre 2012 ha pubblicato Snow Fall, un articolo sulla valanga del Tunnel Creek del 2012 che integrava video, foto e grafica interattiva; salutato come un momento fondamentale per il giornalismo online. 
  • Primo giornale a offrire un videogioco come parte del suo contenuto editoriale, Food Import Folly di Persuasive Games . 
  • Nel 2012 ha introdotto un sito di notizie in lingua cinese, cn.nytimes.com, con contenuti creati da personale con sede a Shanghai, Pechino e Hong Kong, sebbene il server sia stato collocato al di fuori della Cina per evitare problemi di censura. 
  • Nel maggio 2019 ha annunciato che avrebbe presentato un programma basato sulle notizie dei suoi singoli reporter di stanza in tutto il mondo.

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