18 febbraio 1885 – usciva Le avventure di Huckleberry Finn, il capolavoro di Mark Twain

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Le avventure di Huckleberry Finn

Ci sono libri e libri. Alcuni fanno parte della nostra cultura da sempre. Alcuni è come se esistessero da sempre. Alcuni creano personaggi che rimangono immortali. Come in questo caso.

Il vero nome di Mark Twain, come molti di voi sapranno, era Samuel Langhorne Clemens. Il suo pseudonimo nacque dal suo periodo come pilota di battelli a vapore sul fiume Mississippi: marca due, infatti, era la traduzione della frase che si usava per misurare la profondità dell’acqua. In quel caso, due braccia.

Mark Twain scrisse prevalentemente quelli che oggi chiameremmo libri per ragazzi. E due furono i protagonisti che creò e che rimangono nell’immaginario collettivo come l’emblema del “ragazzaccio”: Tom Sawyer e Huckleberry Finn, naturalmente.

I due libri uscirono a distanza di otto anni l’uno dall’altro, ma possiedono degli elementi in comune e potrebbero essere interpretati come una storia lineare: infatti, Huckleberry Finn è uno dei personaggi di Tom Sawyer, e viceversa. Ma oggi, è del primo dei due che vogliamo occuparci.

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Le avventure di Huckleberry Finn vide la luce in Gran Bretagna nel 1884, ma negli Stati Uniti arrivò solo l’anno dopo, e per la precisione nella data di oggi, 18 febbraio 1885. Il giovane protagonista, “Huck”, rimasto orfano di madre e allontanato dal padre alcolizzato e violento vive da solo, dentro ad una botte. Quando viene adottato da una vedova la sua libertà si riduce notevolmente, tanto che tenta la fuga varie volte, sempre senza successo. Il ritorno del padre cambia nuovamente tutto, e il ragazzo viene condotto dal genitore in una baracca sulla riva del Mississippi. Stanco delle sue violenze, l’intraprendente Huck inscena la sua morte e prende la canoa del padre, rifugiandosi in un altro punto della costa, al sicuro. Qui viene scoperto dallo schiavo nero Jim, anch’egli in fuga perché sospettato proprio del suo assassinio: i due iniziano quindi a navigare insieme sul fiume, incontrando non pochi pericoli e ostacoli.

Secondo alcuni studiosi i personaggi di Tom Sawyer, presente come detto anche in questo libro, e di Huckleberry Finn rappresenterebbero rispettivamente l’opposto di Mark Twain e il suo alter ego. Innumerevoli significati metaforici sono stati cercati e trovati dietro questo libro, solo apparentemente scritto per i ragazzi: ma tutti concordano nell’affermare che l’opera di Mark Twain ebbe il merito di spianare la strada ad altre simili, grazie alla chiarezza della sua scrittura e alla sottile ironia che lo contraddistingueva.

Come spesso accade, anche la figura di Huckleberry Finn ispirò il cinema e la televisione. I film a lui dedicati furono diversi: il primo addirittura nel 1920, un film muto prodotto dalla Paramount e preceduto da un prequel, intitolato Huck e Tom, uscito nel 1918. Di seguito abbiamo la versione del 1960, poi quella del 1993 con protagonista Elijah Wood (il Frodo de Il Signore degli Anelli). E infine la più recente, prodotta questa volta in Germania nel 2012.

Non sono mancati ovviamente gli adattamenti a cartoni animati: due sono le serie prodotte in Giappone ispirate ad Huckleberry Finn. La prima è Un fiume di avventure con Huck, nata nel 1976 e arrivata nel nostro Paese nel 1980. La seconda, molto meno conosciuta, è datata 1992 e si intitola Il mio amico Huck. Trasmessa in Italia nello stesso anno, non è più andata in onda fino al 2010, con repliche sul canale del digitale terrestre Hiro.

Oggi quindi celebriamo uno dei più famosi libri per ragazzi, uno di quelli che dovrebbe figurare in ogni libreria, cercando di leggere oltre le parole e di comprendere così un po’ meglio il mondo interiore dello scrittore. Per il significato vero, poi, ognuno può trovare il suo.

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