16 giugno 1887, nasce Achille Lauro: il più grande armatore della storia italiana

Una vita destinata a rimanere nella storia quella di Achille Lauro. Tristemente ricordato dai non più giovanissimi per il naufragio della nave che portava il suo nome, la sua popolarità tornata in auge in tempi recenti per l’appellativo scelto come nome d’arte da un cantante sanremese. Ma chi è stato davvero questo grande uomo poliedrico, la cui vita entrata nella storia politica, calcistica e marittima italiana?

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Achille Lauro nasce il 16 giugno 1887 a Piano di Sorrento, nella Penisola Sorrentina. Quinto dei sei figli dell’armatore Gioacchino Lauro e di Laura Cafiero, dopo aver terminato gli studi presso l’istituto tecnico nautico “Nino Bixio” diviene armatore e fondatore della Flotta Lauro, una delle più potenti flotte italiane di tutti i tempi.

Il laurismo

Ricordato per il suo attivismo politico, in suo onore è stata coniata l’espressione “laurismo” come fenomeno politico-sociale caratterizzato dalla costituzione di un esteso e ramificato sistema di interessi. Il fenomeno può essere paragonato al “berlusconismo” dell’epoca più recente, sul quale converge il pensiero populista capeggiato dalla figura del Comandante, appellativo con il quale Achille Lauro era stato battezzato dal popolo napoletano.

Achille Lauro e la politica

Durante il ventennio fascista iniziò la sua carriera di politico influente. Nel 1933 si iscrisse al  Partito Nazionale Fascista e nel 1938 venne nominato consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, facilitato in questa operazione dalla famiglia Ciano, appartenente al mondo armatoriale. Sempre in quel periodo ottenne la carica di presidente della squadra di calcio del Napoli, prendendo il posto di Giorgio Ascarelli. Mantenne l’incarico da presidente del Napoli fino al 1969, quando lasciò il posto all’ingegnere Corrado Ferlaino.

Achille Lauro venne arrestato nel ’43 e deportato nel campo di concentramento di Padula nel Salento poiché  sospettato di aver conseguito “profitti di regime e illecito arricchimento”, per poi venire assolto da ogni accusa nel ’45.

Achille Lauro ebbe grandi risultati nella carriera politica, grazie anche al suo consigliere Raffaele Cafiero, autore di molti suoi discorsi pubblici.

Sindaco di Napoli

La sua militanza in politica lo vide sindaco di Napoli dal ‘52 al ‘57 e nuovamente nel ‘61. Sotto la guida di Lauro, a Napoli cominciò quel processo di speculazione edilizia dipinta cinematograficamente da Francesco Rosi nel suo film Le mani sulla città.

Nel periodo in cui fu sindaco della città scatenò anche una campagna offensiva contro i film che secondo lui proponevano un’immagine distorta della città.

Fu uomo estremamente generoso, non estraneo a gesti di attivismo benefico nei confronti dell’amata città. Uno tra i tanti, la sua villa a Posillipo a disposizione di chiunque la necessitasse.

La parentesi cinematografica

La sua poliedricità lo portò nel 1959 a fondare la Partenope Cinematografica con l’obiettivo di diventare produttore cinematografico, ma l’unico film prodotto fu La Contessa azzurra di di Claudio Gora che vede tra i protagonisti la futura moglie Eliana Merolla.

Il quotidiano Roma

Un’altra delle attività a lui riconducibili è quella dell’editoria. Suo fu il quotidiano napoletano Roma, all’epoca diretto rivale del Mattino.

Achille Lauro e le donne

Nella vita privata Achille Lauro fu un uomo molto sensibile al fascino femminile. Nel 1914 si fidanzò con sua cugina Angelina D’Alessandro, che sposò il 23 maggio 1918 nella chiesa di Piano di Sorrento e da cui ebbe i figli Gioacchino, Laura ed Ercole.

Eliana Merolla

Nel 1968 rimase vedovo e all’età di 84 anni il 31 marzo 1971 sposò in seconde nozze Eliana Merolla che ne aveva 35. Eliana Merolla fu l’ultimo grande amore della sua vita. Conosciuta poco più che ragazzina ad un concorso di bellezza indetto per la partecipazione ai provini del film La città del sole, instaurò con lei una relazione di adulterio contrastata inizialmente dai figli. Ormai novantenne, Lauro non poté rendere madre la sua consorte. Fu così che nel 1975 la coppia adottò a Hong Kong la piccola Tanya che aveva solo sette mesi.

Nel 1980, Achille Lauro assistette al crollo finanziario della flotta Lauro, con la nascita della Lauro Line che venne  in seguito inglobata dalla Mediterranean Shipping company (MSC).

Morì il 15 novembre 1982 all’età di 95 anni per un collasso cardiocircolatorio. Il funerale fu molto movimentato. Parteciparono circa 3mila persone. Tra la folla, vi erano persone che facevano il gesto delle corna oltre alla Gioventù monarchica e i missini che facevano i saluti romani. Questi ultimi, all’uscita della chiesa, impedivano l’uscita del feretro mentre veniva portato fuori dai marinai della Flotta Lauro.

L’Achille Lauro

Achille Lauro viene tristemente ricordato dall’ambiente nautico anche per il transatlantico che porta il suo nome. Acquistata dall’armatore negli anni sessanta, l’imbarcazione venne trasformata in nave da crociera. Da quel momento l’Achille Lauro divenne protagonista di svariati incidenti tra cui:

  • La collisione nell’aprile 1975 con la nave trasporto bestiame Yousset mentre si trovava nello stretto dei Dardanelli. A causa dell’impatto l’imbarcazione Yousset affondò con l’intero carico.
  • Il dirottamento da un commando del Fronte per la Liberazione della palestina (FLP) al largo delle coste egiziane iI 7 ottobre 1985, mentre il transatlantico compiva una crociera nel Mediterraneo. A bordo erano presenti 201 passeggeri e 344 uomini dell’equipaggio. Due giorni dopo la liberazione si scoprì che a bordo era stato ucciso un cittadino americano, Leon Klinghoffer, ebreo e paraplegico. L’episodio provocò la reazione degli Stati Uniti.
  • Quattro incendi nel 1965, 1972, 1981, e 1994. L’ultimo dei quali, scoppiato il 30 novembre 1994, ne causò l’affondamento il 2 dicembre, tre giorni dopo. Due furono le vittime: una persona colpita da un oggetto mentre era nella lancia di salvataggio e un’altra per complicanze cardiovascolari.

Il relitto giace tuttora a 5 mila metri di profondità in pieno Oceano Pacifico.

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