Ieri, domenica 19 novembre 2017, il TikiTaka Village si è trasformato di nuovo in un

Pandemia
Pandemia

luogo infernale. Pandemia sono stati gli headliner della serata di ieri, forzuti, potenti, indescrivibili. Un gruppo venuto da lontano (Repubblica Ceca) che ha regalato al pubblico italiano una grossa dose di metallo, accarezzando le orecchie dei presenti con growl e assoli da brividi.

Quattro elementi sullo stage che hanno catalizzato quei brutti metallari sotto palco, facendoli fomentare come non mai. Una batteria impazzita che a doppi colpi mandava in fibrillazione il cuore, una chitarra massiccia con riff di tutto rispetto che in alcuni momenti sembran faro uscire dei cavalli impazziti dallo strumento. Il basso che non si perde in mezzo a tutto il resto e che ti fa “suonare con le mani” anche se non hai mai toccato uno strumento in vita tua e poi la voce, il cantante sembra trasformarsi in una sorta di demone quando canta. Una voce tagliente, graffiante e a tratti seducente che sembra provenire dagli inferi.

Slowly Suffering
Slowly Suffering

Si sa, la regione emisferica di provenienza influenza il carattere, ma per quanto nordici e composti hanno fomentato a dovere il pubblico, hanno “scapocciato” insieme a quest’ultimo mentre suonavano.

Una band che dal 1995 che va diffondendo il loro death metal, tra le influenze citano Death, Vader, Bolt Thrower. All’attivo hanno due demo, un EP, quattro CD ed un DVD. La line up è così strutturata: Jarda Friedrich (Basso), Jiri Krs (Voce), Vitalij Novak (Chitarra), Ondra Die (Batteria).

Ma Pandemia non è stata l’unica band presente alla serata, hanno presenziato due band appartenenti alla scena underground italiana: Tales of DeliriÄ e Slowly Suffering.

Gli Slowly Suffering hanno aperto la serata, sono una Swedish Death Metal band marchigiana (San Benedetto del Tronto). Sono tre “brutti” poco raccomandabili e dediti al demon…scherzi a parte sono un trio LucasCarnage : GROWLS/GUITAR, PLeug : POUNDING4STRINGS, Rob Hater : DRUMS&BLAST (copiato dalla loro pagina ufficiale, non aveva senso ‘ripulire’ i nomi) che fanno musica sul serio, una old school death metal band che ha infuocato lo stage non appena lo ha calcato. Hanno aperto la serata asfaltando letteralmente il pubblico con un suono “rozzo” (si intende non in senso dispregiativo) e “semplice”.

LucasCarnage quando canta sembra un ‘orco’, una voce ‘greve’ quasi come se fosse vuoto dentro, come se gli organi si spostassero per fare una di cassa di risonanza, un growl forte deciso e corposo, una sorta di Johan Hegg degli inizi, ma più cattivo. Il basso sembrava una motosega rullante, e la batteria è stata adeguatamente maltrattata. Una band che macina note.

Tales of Deliria
Tales of Deliria

Tales of DeliriÄ la seconda band che ha preceduto gli headliner, provenienti dalla bella Puglia (Bari). Si sono formati nel 2003, definiscono il loro genere come “thrash metal mescolato con un death atmosferico con melodie brutali”. Il tocco melodico della band ha sicuramente dato “movimento musicale”. Le melodie (presenti ma non troppo) hanno dato la possibilità di far ronzare di meno le orecchie, con questo non si intende che il sound sia meno aggressivo, ma ha dato la possibilità di modulare la serata. La band è composta da 5 elementi: Vittorio “Orion” Bilanzuolo – Voce, Nicolò “Brado” Cantatore – Chitarra, Nico Lassandro – Chitarra, Saverio Fiore – Basso, Antonio Grassi – Batteria.

I Tales Of Deliria hanno inoltre fatto un mini tour, tre date, con i Pandemia.

Pandemia + Tales Of Deliria
Pandemia + Tales Of Deliria

 

La struttura, in previsione del Frantic Fest del 2018, durante l’inverno fino a primavera creerà eventi musicali soprattutto in sostegno dell’underground italiano e non solo.

Si aspettano altre date con altrettanto grandi artisti.

Sostegno alla scena underground…sempre!

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