15 agosto 1796, nasce Napoleone Bonaparte

"Signore dai forza al mio nemico e fallo vivere a lungo, affinché possa assistere al mio trionfo" Napoleone Bonaparte

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Il condottiero d’Europa

Voleva essere il condottiero del popolo europeo sognando di rendere grande la Francia. Napoleone Bonaparte, uno fra i più autorevoli militari della storia, capace di donare alla Francia la resurrezione politica, la stabilità sociale dopo il Terrore post-rivoluzionario di stampo giacobino, autore di un sistema politico tra i più avanzati dell’epoca.

La formazione

Casa natale di Napoleone Bonaparte ad Ajaccio

Nacque da una famiglia borghese ad Ajaccio, il 15 agosto del 1769, un anno dopo l’annessione della Corsica al regno francese. Durante la sua adolescenza, fu un appassionato lettore dei “Canti di Ossian”, dell’autore preromantico scozzese James Mcpherson, in cui trovò i temi che segnarono la sua formazione, come l’esaltazione della virtù guerriera e cavalleresca, temi apprezzati da quella gioventù europea, che vedeva nel genere letterario epico un richiamo a quella spavalda vitalità guerriera degli antichi popoli barbari.

Napoleone divenne quasi l’incarnazione della passione e della potenza, un classico esempio dell’uomo che riesce a sottomettere la Storia ai propri voleri.

La scalata al potere

L’imperatore di Francia

Il suo percorso militare iniziò presso l’accademia militare di Parigi, assumendo ben presto posizioni d’alto comando. Ottenendo il grado di tenente colonnello a soli ventitré anni. Scalò rapidamente i vertici militari e politici della neonata Repubblica francese, dopo i due successi militari conseguiti nella Campagna d’Italia ed Egitto si inserì rapidamente in politica, divenendo console.

Da quella posizione seppe ben presto sfruttare le contingenze storiche del suo tempo, accentrando sulla sua persona un potere tale da divenire Primo Console. Poi, all’apice della gloria, Imperatore dei Francesi.

Le armi del suo sogno

Con la natura vincente del suo operato seppe oltrepassare ogni ostacolo di categoria e interesse di classe, proclamandosi rivoluzionario e restauratore contemporaneamente.

Populista ed elitario con un’intesa perfetta, intesa che rese quello napoleonico, un sistema con un’impalcatura vincente ed innovativa. Destinata a resistere fino al fatale incontro con il Duca di Wellington nel 1815.

Mirò sempre a quel grande sogno che lo animava fin dalla giovinezza: la rinascita di un nuovo impero Romano, in grado di competere, in fatto di potenza militare, organizzazione politica ed economica e giustizia civile con quello originale. Fallì infine nella realizzazione di quell’unità di genti europee, tanto ambita fin dai tempi di Carlo Magno.

L’immagine della sconfitta

Napoleone nel suo esilio

Quel volto, consumato dalle fatiche di una vita d’azione, dall’insana follia di essere ad ogni costo sempre il migliore, sempre vincente, osservava il tramonto del suo ultimo Maggio, spegnendosi poi con onore, ricordando le proprie conquiste e concedendo il proprio spirito ai campi elisi.

Napoleone Bonaparte, genio passionario e visionario conquistatore di popoli, guida d’Europa, giacobino e vandeano un tempo, ora prigioniero sconfitto da quegli inglesi incapaci di trattare con l’adeguata dignità un nemico onorevole che, per una strana divergenza del Fato, ebbero la meglio sul campo di Waterloo.