Ormai l’inverno è consuetudine stare dentro aspettando qualche programma “trash” per sollazzarsi un po’.

Il Boss delle Cerimonie (cambiando nome in Castello delle Cerimonie) è uno di quei

Donna Imma Erede del Boss delle Cerimonie
 Donna Imma Erede del Boss delle Cerimonie

docu/trash/reality che tengono incollati, a maggior ragione da quando Don Antonio Polese ci lasciò circa un anno fa (articolo precedente).
Ieri sera, venerdì 6 ottobre, è andata in onda la prima puntata del Castello delle Cerimonie, la sigla iniziale e finale è rimasta invariata, è un pezzo del cantante neomelodico Daniele Bianco, Matrimonio Napulitane.

Gli stacchetti e la grafica sono diversi, risulta tutto un po’ strano, abituati ai colori più sobri delle serie passate e al faccione del Boss, oserei dire che appare il tutto un po’ pacchiano.

Ormai il programma è in mano a Matteo e a sua moglie Imma nonché figlia del Boss.

Ereditando il titolo di “DonnaImma Le aspettative sul suo conto, da parte del pubblico, sono alte un po’ perché figlia del caro defunto un po’ perché ci si aspetti che lo standard del programma rimanga quello.

Ciò che si è visto ieri in tv, a mio modesto parere, è stato tutto molto legato si percepiva che non vi era naturalità in ciò che si andava a fare; certo anche con il Boss delle Cerimonie era “recitato” ma c’era il boss che aveva la sua inimitabile e genuina spontaneità che suscitava a

Ferdinando e Davide fedeli collaboratori del Boss prima ed ora di Donna Imma
 Ferdinando e Davide fedeli collaboratori del Boss prima ed ora di Donna Imma

volte tenerezza.

Il fatto che Donna Irma abbia dovuto ereditare quasi forzatamente il ruolo del padre è risultato troppo forzato, per carità le storie e gli altri personaggi son sempre gli stessi che mantengono i loro “ruoli”, ma si sente che vi è la mancanza di qualcosa.

Insomma si è voluto creare un programma sulla falsa riga di quello precedente, forse è una pretesa fin troppo grande.

Facendo un quadro generale non è stato brutto il programma, qualche risata ci è scappata, vi erano molti elementi legati al Boss (ad esempio l’asina pomellata), però si è percepita della rigidità.

Matteo Giordano con Don Antonio Polese
 Matteo Giordano con Don Antonio Polese

Forse col tempo ci si abituerà, o forse no, vedremo come andrà col passare delle puntate.

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