14 morti in un attacco a una chiesa in Burkina Faso

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Almeno 14 persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco e molte altre sono state ferite in un attentato consumato domenica contro una chiesa nel Burkina Faso orientale durante la messa domenicale.

Gli attentatori

Uomini armati non identificati hanno esploso colpi d’arma da fuoco durante la messa in una chiesa protestante nella città di Hantoukoura, vicino al confine con il Niger.

I militari locali stanno dando la caccia agli attentatori, fuggiti con gli scooter, secondo quanto riferito da una fonte di sicurezza all’AFP.

La loro identità non è ancora conosciuta ma esistono precedenti che lasciano pensare che si tratti di attentati messi in atto da parte di gruppi legati ad Al Qaeda e all’ISIS.

Le parole del presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kabore, su twitter “Condanno il barbaro attacco contro la chiesa protestante di Hantoukoura nel dipartimento di Foutouri che ha causato 14 morti e diversi feriti. Porgo le mie più sentite condoglianze alle famiglie in lutto e auguro una pronta guarigione ai feriti“.

La popolazione del Burkina Faso è composta per circa due terzi da musulmani e un terzo da cristiani.

Una storia che si ripete

In genere i gruppi terroristici prendono di mira sacerdoti cristiani o chierici musulmani considerati non  sufficientemente radicali, nonostante in questo paese le due religioni abbiano convissuto pacificamente nel tempo.

Obiettivi cristiani di questa parte dell’Africa Occidentale, sin dal mese di febbraio scorso, sono stati obiettivi di attacchi terroristici, provocando 21 morti già prima dell’attacco di domenica.

Più di 700 persone sono state uccise nei diversi scontri che hanno trovato scenario in questa parte del Paese.

In questo ultimo mese è avvenuto l’attacco terroristico più violento e cruento che si sia mai registrato nei cinque anni di violenza estremista. Un convoglio che trasportava impiegati di una società mineraria canadese nel Burkina Faso orientale è stato assalito e vi hanno trovato la morte 37 persone.

L’incessante azione del terrorismo e la debolezza dell’esercito

Gli attacchi in questa zona, che confina con Mali e Niger, hanno avuto inizio nella parte settentrionale del paese, per estendersi poi a est e ovest nel 2018; mentre la capitale Ouagadougou è stata colpita tre volte.

Le Nazioni Unite affermano che circa 500.000 persone sono state messe in salvo, e che negli ultimi dodici mesi gli attentati sono aumentati. Intanto l’esercito, poco attrezzato e mal addestrato, fatica a contenere la minaccia terroristica nell’ex colonia francese.

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