14 luglio 1789: scoppia la Rivoluzione francese

Avvento della borghesia e declino dell'ancien régime

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Rivoluzione francese

Il Settecento è un secolo di profondi mutamenti per la storia Europea, un centennio rivoluzionario durante il quale la società si trasforma radicalmente. Rivoluzione industriale, Indipendenza dell’America e Rivoluzione francese – animate dalla temperie culturale dell’Illuminismo – sono gli eventi chiave per comprendere questo secolo. La Rivoluzione francese è in particolar modo rilevante. Tale avvenimento segna, infatti, l’ingresso dell’Europa nell’età contemporanea e pone le basi politico-sociali per l’avvento di quella modernità di cui la classe borghese fu protagonista.

Stati Generali

La Rivoluzione francese affonda le proprie radici nella situazione di profonda crisi economica e sociale in cui verteva la società francese. Essa, infatti, si costituiva di tre ceti (o stati). Clero e nobiltà rappresentavano i primi due di questi ceti. Essi, nonostante avessero nelle proprie mani la maggior parte delle ricchezze dello Stato, erano esenti dal pagamento delle tasse. Inoltre, numericamente erano una minoranza in confronto al terzo stato. Questo, formato da borghesia cittadina e da contadini, era numericamente assai più consistente rispetto agli altri due stati. In più, era l’unico ad avere l’onere del pagamento delle tasse.

Il 5 maggio 1789 re Luigi XVI convocò a Versailles gli Stati Generali, assemblea di rappresentanza dei tre ceti sociali dello Stato francese. Lo scopo era quello di estendere l’obbligo del pagamento delle tasse anche ai primi due ceti, clero e nobiltà. Il Primo Stato (clero) e il Secondo Stato (aristocrazia) in quell’occasione chiesero di votare la proposta del sovrano secondo l’antico sistema di voto, per il quale si attribuiva un solo voto per stato. La richiesta, ovviamente, venne avanzata scaltramente per il proprio tornaconto personale. Un sistema di voto di questo tipo, infatti, non tiene conto della quantità di persone di ciascun ceto. In questo modo il possibile vantaggio numerico derivante dal fatto che il Terzo Stato era quello più ingente voleva essere vanificato.

Assemblea nazionale

I borghesi, prevedibilmente, si opposero a una votazione condotta secondo questo criterio, chiedendo l’adozione del voto individuale (voto “per testa”), in virtù del quale avrebbero ottenuto la maggioranza. Il re non prese decisione per settimane, cosicché il Terzo Stato si costituì in un’Assemblea nazionale. Il 20 giugno i rappresentanti borghesi, trovando le porte della sala delle riunioni degli Stati Generali chiuse per volere del re, decisero di occupare una sala usata per il gioco della pallacorda. All’interno di quella sala giurarono di rimanere compatti e uniti sino al momento in cui non fosse stata elaborata una costituzione. L’obiettivo era, infatti, di mettesse fine all’ancien régime e aprire le porte a un regime monarchico parlamentare. L’accordo istituito in quella sede prese così il nome di Giuramento della Pallacorda.

Il 9 luglio, allora, i rappresentanti e delegati del ceto borghese si unirono nell’Assemblea nazionale costituente. La loro finalità era infatti quella di dotare la Francia di una carta costituente. Nel mentre le proteste popolari infiammavano le strade parigine, fino alla rottura definitiva degli equilibri. Il 14 luglio 1789, data ormai passata alla storia, scoppia La Rivoluzione francese.

Scoppia la Rivoluzione francese

L’evento che segna l’inizio della Rivoluzione francese è l’assalto e la distruzione della prigione della Bastiglia a opera dei Sanculotti, piccoli artigiani e operai parigini. Essi agirono insieme alla Guardia nazionale, la milizia formata e costituita dal consiglio rivoluzionario. Se la situazione si profilava assai difficile da contenere nella città, essa si complicò ulteriormente nel momento in cui le campagne insorsero. Nelle campagne circostanti, infatti, iniziò ben presto a diffondersi un senso di panico generale rimasto alla storia come Grande Paura. Tale sentimento investì le masse rurali che temevano possibili razzie ordite dagli aristocratici ai loro danni. Mossi da tale timore, furono i contadini a prendere d’assalto i castelli e le tenute signorili.

Punto di svolta fondamentale della Rivoluzione francese si registrò il 26 agosto. In quella data, infatti, trova approvazione la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, fondamentale per la futura Costituzione. Inoltre, essa è di rilevanza fondamentale anche per lo sviluppo dei tre principi di libertà, uguaglianza e fraternità che furono i principi ideologici cardine della Rivoluzione.

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