13 novembre 2015: Parigi sotto attacco terroristico

0
1099

Per quarantena minuti Parigi é stata attaccata a colpi di kalashnikov da sette terroristi che in nome di “Allah Akbar” hanno tolto la vita a 149 persone ferendone altre 300. A cinque anni di distanza la notte tra il 13 e il 14 novembre resta ancora una ferita aperta del cuore d’Europa, che solo pochi giorni fa ha subito di nuovo lo stesso orrore e la stessa paura.

Parigi sotto stato d’emergenza, attacco simultaneo in 40 minuti

L’attacco terroristico a Parigi segna l’Europa e il mondo occidentale come l’11 settembre 2001 ha segnato per sempre l’America. Il 13 novembre 2015 Parigi viveva una notte tranquilla tra locali e strade affollate in vista della partita Francia- Germania che quella sera si sarebbe tenuta allo Stade de France.
Alle 21:20 il primo terrorista kamikaze, si fa saltare in aria a ‘rue Rimet’, strada che corre vicina allo Stade de France. Pochi minuti dopo una seconda esplosione segnala a gli altri terroristi l’inizio dell’assedio.
Contemporaneamente un’auto, una Seat nera ‘Leon’, ha portato alcuni terroristi a due locali del XII arrondissement, Carillon e Petit Cambodge: iniziano tutti gli attacchi terroristici che insanguinano Parigi in tante zone diverse e che mettono la capitale sotto stato di emergenza. Seguono colpi da arma da fuoco anche all’undicesimo arrondissement nei ristoranti Café Bonne Bière, Casa Nostra e La Belle Equipe, in cui sono state uccise altre 19 persone al grido di  “C’est pour la Syrie”.

Strage al Bataclan

Sono le 21.40, al Bataclan si trova una folla di 1500 persone, tutte venute per assistere al concerto degli “Eagles of Death Metal“, tra di loro c’è anche l’italiana Valeria Solesin. Il concerto metal continua sulle note della canzone “Kiss the evil” annunciata dal frontman della band con “I meet the Devil and this is his song“, ma nello stesso momento quattro terroristi entrano nel locale e iniziano a sparare sulla folla a raffica: il tempo è scandito dai colpi del kalashnikov, dalle grida, dalle suppliche e dai pianti strazianti delle vittime. Molti si fingono morti. Alcuni si gettano dalle finestre dei piani superiori rompendosi gambe e bacino. Altri si rifugiano nei condotti dell’areazione. Una donna incinta rimane aggrappata alla finestra. Dopo ore la squadra delle teste di cuoio capitanata dal comandante Molmy entra nel Bataclan, dopo interminabili minuti di scambio di fuoco, è finita, 89 sono le vittime.

Quando finirà questa guerra fatta di attacchi terroristici?

L’attacco terroristico a Parigi del 13 novembre 2015 non è stato né il primo né l’ultimo. Solo dieci mesi prima il cuore democratico di Parigi, la sede del giornale Charlie Hebdo era stata attaccata a colpi di kamikaze e colpi di kalashnikov da terroristi che assassinarono dodici persone. Dal 2015 gli attacchi di matrice islamica aumentarono sempre di più in Europa fino ad arrivare a gli attacchi di fine ottobre 2020, in cui è stato decapitato un insegnante, martire della libertà di pensiero, in cui sono stati assassinati tre fedeli di confessione cattolica e altri tre civile nell’ultimo attacco a Vienna. In questi momenti difficili che attentano la libertà e la democrazia europea i presidenti degli Stati europei ricordano di restare uniti e di non cadere nella paura a cui questi killers vorrebbero che noi cedessimo.


Attacchi in Francia – condanna da tutto il mondo