Nel mondo del calcio di oggi la figura del procuratore sportivo sta assumendo sempre più importanza nei rapporti tra le società in quanto rappresentanti dei giocatori, e molti hanno anche messo a disposizione le loro conoscenze per iniziare corsi di insegnamento alla pratica del procuratore: è il caso di Jean Christophe Cataliotti, ottimo procuratore e agente che dal 2011 ha aperto una scuola per procuratori a Reggio Emilia in cui offre il suo sapere e la sua intraprendenza agli aspiranti agenti. Ecco l’intervista che ci ha concesso:

G: Nel 2011 ha fondato il sito “Football Workshop” con lo scopo di formare e aiutare giovani osservatori e procuratori, come le è venuta questa idea?

J: Il sito www.footballworkshop.it è nato nel dicembre del 2011 a casa di un mio amico di scuola sotto le festività natalizie. In un quadernino avevo scritto qualche appunto e disegnato sommariamente una grafica che volutamente voleva risultare semplice, ma al tempo stesso accattivante. Lui in qualche oretta realizzò il sito. Ed ecco che nel mese di gennaio 2012 decisi di provare a organizzare il primo corso per aspiranti agenti FIFA. Si trattava di un corso di preparazione all’esame di idoneità che occorreva sostenere a Roma. Si iscrissero tanti ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia e fu subito un successo perché ottenemmo quasi il 90% di promossi. Un dato incredibile considerando che a Roma i promossi erano circa il 10% su mille iscritti. Non esagero se le dico che quasi tutti i promossi avevano studiato a Reggio Emilia nella nostra aula di Via Danubio, ormai ai più divenuta nota.                                                                                                 Seguirono tanti corsi per aspiranti osservatori, ma anche per genitori di calciatori, allenatori e aspiranti giornalisti di calcio in collaborazione con la redazione di calciomercato.com.    Ma arriviamo ad oggi; proprio da pochi giorni, infatti, abbiamo rinnovato il sito sia graficamente che nei contenuti, offrendo ai nostri tanti clienti la possibilità di navigare più facilmente e di iscriversi più rapidamente ai vari workshop (ci si può iscrivere direttamente dal sito compilando un FORM telematico; bastano 30 secondi).Tornando all’idea iniziale, a essere sincero è stata una piccola illuminazione perché, avendo iniziato l’attività di procuratore sportivo e di avvocato nel lontano 2001, mi ero sempre accorto che nel calcio mancava una vera e propria scuola di formazione che potesse dare aiuto ai tanti ragazzi che desideravano entrare nel mondo del calcio. E, soprattutto, avevo intuito che nel calcio occorreva portare maggiore professionalità!

G:  Al giorno d’oggi l’iter per diventare agenti è accessibile a molti ma sono in pochi ad essere davvero bravi e a fare carriera, qual è il segreto di questo lavoro?

J: Tutti possono diventare procuratori sportivi, tanto che ho scritto un libro dal titolo volutamente provocatorio e cioè “Mollo tutto e divento procuratore sportivo” (Mursia); scrissi il libro appena entrò in vigore la riforma che ha abolito la figura dell’agente FIFA e il relativo esame di idoneità. La novità è, infatti, che tutti possono iscriversi all’elenco dei procuratori sportivi, ma senza dover più superare un esame. Non occorrono neppure particolari titoli di studio per diventare procuratori. Ma con quali competenze si andrà ad affrontare questa difficile attività? Ecco perché, io e il mio staff, abbiamo continuato a proporre corsi per aspiranti procuratori sportivi. Corsi che si sono trasformati in workshop dal taglio decisamente pratico.                                        Nella mia scuola ho conosciuto tanti ragazzi e, quasi sempre, ho cercato di scommettere su quello che avrebbero fatto dopo i corsi. Il procuratore lo si vede subito, dal piglio, dalla determinazione, dalle idee, dal carattere, dalla gestualità, da come comunica con gli altri. L’identikit perfetto non esiste, ma sicuramente deve essere una persona empatica e comunicativa e, come scrivo nel mio libro, deve essere “da pizza e da caviale”, vale a dire che deve saper parlare con tutti e adattarsi a ogni situazione.

G: Un bravo agente deve sempre assecondare le richieste del suo assistito oppure a volte deve agire secondo ciò che ritiene meglio per il suo cliente?

J: A mio avviso, il bravo agente dovrebbe saper gestire ogni situazione con equilibrio, senza impuntarsi nel proporre ad ogni costo la sua soluzione al calciatore, ma neppure subendo passivamente le decisioni del suo assistito. E’ solo attraverso il dialogo con il calciatore che il procuratore può trovare la soluzione a ogni caso concreto.

G: Ogni anno quanti iscritti avete all’incirca? E quanti riescono veramente a sfondare in questo lavoro?

J: Abbiamo formato oltre 2000 persone in 5 anni e mezzo di intenso lavoro. Quelli che riescono a “sfondare” sono ovviamente pochi in percentuale, ma in tanti sono riusciti a collocarsi nel mondo del calcio in qualità di osservatori e procuratori. La mia soddisfazione più grande è quella di ritrovare “i miei ragazzi” in giro per i campi o al calciomercato. Con tantissimi di loro ho instaurato belle amicizie e proficue collaborazioni. 

G: Lei viene chiamato spesso come consulente da importanti squadre di Serie A, come vede il cambio societario delle milanesi? Pensa che entrambe riusciranno a tornare ad alti livelli?

J: A essere sincero sono io a farmi vivo con le società! Siamo noi procuratori a dover chiamare i ds delle società di calcio e a proporre i nostri assistiti e questa regola vale più o meno per tutti. Quanto alle milanesi, non so dare un giudizio obiettivo al momento. La speranza è che possano tornare ai livelli ai quali siamo stati tutti abituati con Berlusconi e Moratti, e ciò anche per il bene del nostro campionato, troppo avaro di emozioni per lo strapotere della Juventus.

G: Focalizzandosi sul Milan, ancora oggi c’è un po di dubbio e incertezza per il futuro riguardo la nuova società: ha avuto occasione di conoscerla più da vicino? cosa ne pensa a riguardo?

J: Non ho avuto ancora modo di conoscere la nuova proprietà e, infatti, ho perso alcuni riferimenti importanti. Basterebbe portare un calciatore al Milan per riallacciare immediatamente i rapporti con la società rossonera.

G:  Lei collabora anche con i talent scout, si può dire che entrambi abbiano in comune la ricerca e coltivazione del talento?

J: Non bisogna confondere la figura del talent scout con quella del procuratore sportivo. I primi non svolgono attività di intermediazione, mentre i secondi non necessariamente sanno riconoscere i talenti. Sono due figure complementari che, infatti, possono lavorare insieme senza pestarsi i piedi. Personalmente alcuni dei miei collaboratori nascono nei miei corsi, al termine di una intensa formazione. 

G: State facendo un ottimo lavoro, ho sentito molti pareri positivi quindi mi congratulo con voi e spero che possiate continuare così!

J: Ringrazio la vostra redazione e vi invito a venirci a trovare al più presto nelle nostre aule!

Per tutte le informazioni riguardanti i corsi e la scuola potete visitare il sito http://www.footballworkshop.it

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