1200 laghi comparsi sulle Alpi: colpa del riscaldamento globale

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Nelle Alpi svizzere, molto ghiacciai stanno cominciando a sciogliersi: la conseguenza è la comparsa di almeno 1200 laghi. La causa è da imputare al riscaldamento globale.

Dove sono comparsi i 1200 laghi?

Lo scioglimento dei ghiacciai è un problema concreto, che possiamo osservare sia nelle regioni polari che sulle montagne europee. Ed è appunto delle Alpi svizzere che parliamo, e dei 1200 laghi creatisi dai resti dei ghiacciai.


I ghiacciai del mondo si stanno sciogliendo


Un nuovo studio

E proprio in Svizzera è stato pubblicato un nuovo studio, a cura dell’Istituto Federale per le Scienze e le Tecnologie dell’Acqua (EAWAG), dell’Università di Zurigo e dell’Ufficio Federale dell’Ambiente. “Dalla fine della Piccola Era Glaciale intorno al 1850, quasi 1200 nuovi laghi sono comparsi nelle ex regioni glaciali delle Alpi svizzere. Ne esistono ancora 1000 oggi” si legge.

Prove visibili di cambiamento

Secondo lo studio, la formazione dei laghi è accelerata tra il 1946 e il 1973. In questo arco di tempo apparivano in media 8 laghi ogni anno: e dopo un rallentamento il numero ha ripreso a salire, e oggi la media è di 18 l’anno. Il più grande raggiunge i 40 ettari, ma la maggior parte di essi non supera l’ettaro. Infine, solo nell’anno passato i ghiacciai hanno perso il 2% del loro volume: “si tratta di prove visibili di cambiamento climatico sulle Alpi”, affermano i ricercatori.

Un aiuto dalle mappe

“Siamo rimasti sorpresi, da un lato dal loro numero impressionante, e dall’altro dalla loro formazione molto più veloce” ha spiegato Daniel Odermatt, capo del gruppo di telerilevamento, in un comunicato stampa. “All’inizio del progetto, avevamo contato su qualche centinaio di laghi glaciali, ma solo nell’ultimo decennio se ne sono aggiunti 180”. Questo studio è stato possibile grazie ai molti dati raccolti dalla metà del XIX secolo ad oggi: i ricercatori infatti si sono avvalsi di mappe Dufour, realizzate tra il 1840 e il 1870, insieme a fotografie aeree e dati dell’Ufficio Federale di Topografia.

Pericoli e conseguenze

“In una fase successiva, queste basi consentiranno di stimare singolarmente i potenziali pericoli di ciascun lago. Ad esempio, il rischio di svuotamento improvviso in caso di rottura della diga” riporta ancora il comunicato. La conseguenza sarebbe l’allagamento per le popolazioni residenti a valle. Ma c’è anche una nota positiva: “I fenomeni naturali sono attrazioni turistiche spettacolari, e l’espansione artificiale dei laghi offre nuove opportunità per l’energia idroelettrica” concludono i ricercatori.