12 giugno 1991: Boris Eltsin viene eletto Presidente della Russia

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Il 12 giugno 1991, in seguito alle prime elezioni libere, veniva eletto Presidente della Russia, Boris Eltsin, che iniziò ufficialmente il suo mandato nel dicembre successivo.

Nato nel 1931 a Butka, paese di quasi 4.000 anime a sud di quella che ai tempi era l’Unione Sovietica, Boris Eltsin dopo aver studiato presso il politecnico di Sverdlosk, divenne ingegnere nel 1955 e lavorò per alcuni anni nel settore edile.

Nel 1961 si iscrisse al Partito Comunista sovietico, facendo una brillante carriera che lo porto’ nel 1985 a ricoprire il ruolo di segretario del partito nella capitale Mosca. Nel 1989 venne eletto deputato e l’anno successivo diventò Presidente del Presidium del soviet Supremo, organo collegiale con funzioni molto importanti, tra le quali quella di capo di Stato.

Boris Eltsin diventa Presidente

Candidato come indipendente del Fronte Democratico, il 12 giugno 1991 Rlstin viene eletto Presidente della neonata Russia con il 53,7% dei voti, sconfiggwndo il principale rivale Nikola Rizkov, sostenuto dal Partito Comunista e altri quattro avversari. Dopo un fallito tentativo di colpo di stato organizzato dai comunisti due mesi dopo, che volevano restaurare l’Urss, il neoeletto divenne ufficialmente inquilino del Cremlino a dicembre dello stesso anno, inaugurando politiche economiche che andavano contro le riforme note come Perestroika, messe in atto negli anni precedenti da Micheail Gorbaciov, per riorganizzare l’Unione Sovietica. Il 25 dicembre 1991 l’Urss cessò di esistere e nacque ufficialmente la Federazione Russa. Pochi giorni dopo, nel gennaio 1992 entrò in vigore un pacchetto di riforme che cambiava radicalmente l’economia del paese, a cominciare da una grande opera di privatizzazione delle principali fabbriche. A causa della crisi economica che si verificò in Russia, dovuta all’aumento fiscale, all’innalzamento dei prezzi, e alla chiusura di alcune industrie, iniziarono nel paese alcune proteste sostenute anche dalle opposizioni.

La crisi economica e istituzionale

La crisi economica in cui versava il paese fu peggiorata da uno scontro istituzionale che si verificò nei primi mesi del 1993, quando il Parlamento iniziò a contestare apertamente Boris Eltsin per lecsue scelte di politica economica e per alcune riforme istituzionali che riguardavano i poteri del Presidente. Dopo uno stallo politico durante il quale il Presidente venne minacciato di essere incriminato dal Parlamento, lo stesso Elstin decise, il 21 settembre 1993 in aperto contrasto con la costituzione di sciogliere il parlamento e annunciare nuove elezioni e un referendum per l’approvazione di una nuova carta costituzionale.

Il giorno successivo il Parlamento depose il Presidente russo, provocando rivolte e tensioni che sfociarono il 2 e il 3 ottobre successivo in grandi manifestazioni contro le riforme economiche del governo. Il 4 ottobre Elstin, che nonostante la rimozione del Parlamento deteneva il controllo e la fiducia dell’esercito, ordinò a quest’ultimo di artaccare la Casa Bianca, sede del Parlamento, nella quale erano asserragliati i membri delle opposizioni muniti di armi da fuoco. A seguito dell’attacco dell’esercito con i carri armati, i parlamentari si arresero e furono catturati. Alla fine della rivolta si contarono piu di 180 vittime e centinaia di feriti.

In seguito al fallito tentativo degli avversari di estromettere Elstin, le privatizzazioni continuarono e nel dicembre 1933 con un referendum venne approvata una nuova costituzione che aumentava notevolmente i poteri del Presidente a discapito del Parlamento.

Boris Eltsin viene eletto Presidente per la seconda volta

Alle elezioni del 1996, superando il candidato comunista Gennnadj Zukanov al secondo turno, Elstin venne rieletto presidente di un paese in piena crisi economica e sociale, minacciato dalle aspirazioni independentiste di alcune regioni, tra cui la Cecenia. Il 31 dicembre 1999 Boris Eltsin si dimise dalla Presidenza della Russia, appoggiando in seguito la candidatura di Vladimir Putin.

Affetto da gravi problemi di salute già nel corso del suo ultimo mandato presidenziale, Boris Eltsin è morto a causa di.complicazioni cardiache nel 2007 all’età di 76 anni. Ai suoi funerali parteciparono numerosi capi di stato che hanno voluto rendere omaggio a un uomo che ha avuto il coraggio di cambiare radicalmente un paese che uscova da decenni di politiche economiche e sociali fallimentari.