11 agosto 1934, apre la prigione di Alcatraz

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Prigione di Alcatraz

L’ 11 agosto 1934 aprì la prigione di Alcatraz, un carcere federale di massima sicurezza situato nell’omonima isola di Alcatraz, nella baia di San Francisco, denominato anche The Rock (la maggior parte sorge su uno sperone roccioso) o The Bastion proprio per l’impossibilità dei prigionieri di evadere. Il carcere fu operativo fino al 21 marzo 1963, quando si decise di chiuderlo a causa degli alti costi di mantenimento.

Fuggire da Alcatraz rappresentava un’impresa impossibile perché attraversare le acque gelide e turbolente della baia significava andare incontro ad una morte certa. Nonostante queste premesse ci sono stati ben 26 tentativi di evasione e di 3 uomini si sono perse completamente le tracce.

La storia

Prima sede di un forte militare a partire dagli anni Cinquanta, la struttura principale della prigione è stata costruita tra il 1910 e il 1912 per fungere da prigione militare dell’esercito statunitense. Il 12 ottobre 1933 il dipartimento statunitense di giustizia ha acquisito le strutture e l’11 agosto del 1934, un anno dopo, ha aperto la prigione federale, dopo alcuni ammodernamenti.

Il luogo isolato, le correnti gelide e turbolente della Baia di San Francisco e le strutture di massima sicurezza rendevano Alcatraz la prigione più sicura di tutti gli Stati Uniti.

I detenuti spediti ad Alcatraz erano considerati particolarmente pericolosi o comunque avevano già provato la fuga da altre prigioni. Ospitò in totale 1576 detenuti, inclusi alcuni tra i più famosi criminali americani come Al Capone. 

L’isola ospitava, oltre alle strutture carcerarie, anche le abitazioni dello staff della prigione e delle loro famiglie.

La prigione era divisa in 4 blocchi di celle (a,b,c,d), l’ufficio delle guardie, la sala delle visite, il barbiere e la biblioteca. I detenuti subivano un trattamento molto rigido: le celle misuravano 2.7 x 1.5 metri e avevano un’altezza di 2.1 metri; non esisteva alcuna privacy ed era composte da letto, tavolo, lavandino e water.

Il blocco D ospitava i criminali peggiori e cinque celle di quest’area erano denominate “The Hole” (il buco) dove i detenuti più riottosi venivano isolati per determinati periodi e dove andavano incontro ad un trattamento brutale. I corridoi della prigione avevano i nomi delle più famose strade degli Usa come Michigan Avenue e Broadway.

I detenuti con una buona condotta avevano la possibilità di lavorare nella Model Industries Building e nella New Industries Building.

Il 10 gennaio 1935 una terribile tempesta causò una frana ad Alcatraz, comportando il crollo di parte del Model Industries Building; questo fu solo l’inizio di una serie di problemi di stabilità delle strutture presenti sull’isola. L’area del Model Industries Building venne circondata da una scogliera, venne rafforzata e nel giugno 1936 venne costruita una torre di guardia aggiuntiva sul suo tetto.

Nel periodo 1939-1940 sono stati spesi 1.100.000 dollari per la struttura, che compresero la costruzione del New Industries Building, il rifacimento completo della centrale elettrica, un nuovo acquedotto, migliorie al porto e nuovi appartamenti per gli ufficiali.

Nel corso della seconda guerra mondiale i laboratori del New Industries Building si specializzarono nella produzione di uniformi per l’esercito e di altra oggettistica.

Il carcere divenne tristemente noto tra le prigioni americane come il più terribile del mondo, teatro di violenze ai danni dei detenuti e condizioni disumane di detenzione, soprattutto per la mancanza di prevenzioni e cure sanitarie. Ed Wutke fu il primo detenuto a suicidarsi, Rufe Persful sviluppò una forma di schizofrenia che lo portò a tagliarsi quattro dita di una mano, Robert Stroud, “l’ornitologo di Alcatraz”, uccise una guardia e trascorse per questo 42 dei 54 anni di detenzione in isolamento, nel 1940 Henry Young uccise il proprio compagno di cella McCain con una pugnalata al collo.

A partire dagli anni Cinquanta venne tentata una sorta di riqualificazione del carcere e si cercarono di migliorare le condizioni offrendo maggiori privilegi ai detenuti, come guardare film nei weekend, dipingere, suonare strumenti musicali, utilizzare la radio. Ai prigionieri venne permesso di parlare a bassa voce, senza seguire più il rigido codice del silenzio.

La struttura rappresentava una delle prigioni più costose degli Stati Uniti e nel rapporto annuale del 1952 il direttore della prigione Bennet richiedeva una struttura sostitutiva; il rapporto del 1959 metteva in risalto come i costi per Alcatraz fossero tre volte superiori rispetto a qualsiasi altra prigione americana (10 dollari al giorno per prigioniero contro 3 dollari al giorno). La struttura necessitava ancora di migliorie e di altre opere di riparazione a causa del deterioramento per l’esposizione ai venti salini e le spese dei restauri ammontavano a 5.000.000 dollari. Il restauro iniziò nel 1958, ma già nel 1961 gli ingegneri definirono la struttura una causa persa e l’Attorney General Robert F. Kennedy propone un piano per la costruzione di una nuova prigione a Marion nell’Illinois. La fuga del giugno 1962 fu l’ennesima dimostrazione che ormai l’intera struttura necessitava di essere chiusa, fatto che avvenne il 21 marzo 1963.

Oggi la struttura è un museo, conta 1.500.000 di visitatori all’anno e rappresenta una delle maggiori attrazioni degli Stati Uniti; i visitatori vi arrivano via nave e hanno la possibilità di visitare le celle oltre a visionare una serie di filmati che raccontano storie ed aneddoti sulla struttura, sui più famosi detenuti e sulle guardie.

Tentativi di fuga

Durante i suoi 29 anni di funzionamento, 36 detenuti tentarono la fuga in 14 occasioni; due vi provarono due volte; 23 vennero catturati, sei vennero uccisi durante la loro fuga, due annegarono e cinque sono indicati come dispersi e probabilmente annegati.

Il primo tentativo è datato 27 aprile 1936 ed è stato fatto da Joseph Bowers, incaricato alla bruciatura della spazzatura nell’inceneritore del carcere. Venne scoperto mentre cercava di scalare una parte della recinzione e al suo rifiuto di fermarsi all’intimidazione della guardia, venne freddato con un colpo di fucile che gli procurò una ferita solo di striscio, ma il detenuto morì a causa della caduta da 15 metri di altezza.

Il secondo tentativo avvenne il 16 dicembre 1937 ad opera di Theodore Cole e di Ralph Roe. I due approfittarono delle ore di lavoro ai laboratori per tagliare le sbarre di ferro di una finestra e dirigersi da lì alla baia servendosi di pneumatici. I due attraversarono il mare su una zattera, ma le condizioni burrascose del mare di quella notte fecero pensare che i due fossero morti per annegamento e per tale motivo vennero dichiarati deceduti dalle autorità. Nel 1941 però un reporter dichiarò che Roe si era trasferito in Sud America e che aveva rivelato durante un’intervista che Cole era stato ucciso subito dopo aver raggiunto la spiaggia di San Francisco.

La battaglia di Alcatraz

Il tentativo di fuga perpetrato da sei prigionieri fallì e tra il 2 e il 4 maggio del 1946 si verificò la cosiddetta battaglia di Alcatraz, nota anche col nome di esplosione di Alcatraz.

Bernard Coy, Sam Shockley, Clarence Carnes, Miran Thompson, Joseph Cretzer e Marvin Hubbars riuscirono ad avere la meglio sulle guardie, ad entrare nel deposito armi dove presero anche le chiavi per le aree esterne. Una delle guardie, William Miller, chiuse dall’esterno l’ultima porta.

L’idea dei fuggitivi era quella di tentare la fuga verso il porto con una barca, ma non riuscirono ad aprire l’ultima porta e decisero quindi di scontrarsi con il resto delle guardie, tenendo per ostaggi Miller ed un’altra guardia. Su incitamento di Shockley e di Thompson, Cretzer sparò a bruciapelo ai due ostaggi. Miller morì sul colpo, poi decedette anche la seconda guardia, Harold Stites. Anche se Shockley, Thompson e Carnes decisero di tornare alle loro celle, gli altri tre, Coy, Cretzer e Hubbard,continuarono a lottare. In soccorso delle guardie intervennero i marines, che uccisero i tre prigionieri.

Shockley, Thompson e Carnes vennero processati per l’uccisione delle guardie. I primi due vennero condannati a morte tramite camera a gas nel dicembre 1948 nel carcere di San Quenti, mentre Carnes, che aveva solo 19 anni, ottenne un secondo ergastolo.

Fu il tentativo più sanguinoso.

Shockley, Thompson e Carnes a processo

Fuga da Alcatraz

Resa celebre dal film Fuga da Alcatraz diretto da Don Siegel e tratto dall’omonimo romanzo di J. Campbell Bruce, l’evasione di Frank Morris e dei fratelli Anglin è passata alla storia come The Great Escape. Frank Lee Morris, interpretato nel film da un giovane Clint Eastwood, era stato arrestato per possesso di narcotici e rapina a mano armata, fu poi trasferito ad Alcatraz nel 1960 a causa dei suoi numerosi tentativi di evasione dai penitenziari in cui era recluso. I fratelli Anglin erano invece stati arrestati nel 1956, dopo una serie di riuscite rapine di banche e spediti direttamente ad Alcatraz.

Frank Morris, i fratelli Anglin e un quarto compagno, Allen West, iniziarono a progettare la fuga nel 1960.Il loro era un piano estremamente ingegnoso. Dietro alle loro celle era presente un condotto di 91 cm dal quale i tre riuscirono a rimuovere parzialmente il calcestruzzo, ormai danneggiato dall’aria salina, utilizzando un cucchiaio di metallo montato su un trapano elettivo ricavato dal motore di un aspirapolvere. Il rumore venne camuffato svolgendo i lavori durante l’ora di musica e il progredire dei lavori venne coperto con un falso muro che trasse in inganno le guardie a causa dell’oscurità della terra.

I prigionieri fecero un buco in grado di far passare un uomo e, dopo aver rubato una corda abrasiva al carburo di silicio dal laboratorio, rimossero i rivetti della griglia. Nei loro letti misero delle teste con capelli veri, rubati dal barbiere della prigione.

Finta testa di Frank Morris ad Alcatraz

L’11 giugno 1962 il piano venne messo in atto, ma a causa della sua stazza West non riuscì a fuggire attraverso la galleria scavata. Frank Morris e i fratelli Anglin raggiunsero invece il tetto dell’edificio scalando l’asta di areazione; dal tetto raggiunsero senza essere visti la spiaggia e, con la zattera di gomma iniziata a costruire due anni prima, scomparvero nella baia.

Gli investigatori dell’FBI vennero aiutati da Allen West.

Secondo alcune ipotesi, i tre sarebbero riusciti a raggiungere San Francisco servendosi di una zattera e di alcuni giubbotti di salvataggio costruiti con materiale impermeabile: una volta approdati sulla costa, fecero perdere definitivamente le loro tracce.

Il rapporto ufficiale della fuga concluse che i prigionieri erano annegati nelle acque fredde della baia tentando di raggiungere la terraferma, trovando improbabile che i tre possano aver coperto a nuoto i 2 km di mare che separano l’isola dal continente sopportando le forti correnti dell’oceano con una temperatura di 10-15 gradi.

Nel 1979, dopo ben 17 anni di indagini, l’FBI, non ritrovando evidenze della sopravvivenza dei tre, chiuse il caso e trasferì le indagini alla Polizia Federale. Alcune testimonianze riportano che i fratelli Anglin sarebbero scappati in Brasile. Pochi giorni dopo la loro fuga, all’ufficio della polizia di San Francisco arrivò una cartolina con scritto solo “We made it, ah ah ah” ma sia le impronte digitali che la calligrafia corrispondevano a quelle dei 3 prigionieri.

Diverse settimane dopo, un corpo umano vestito con abiti blu simili all’uniforme della prigione fu trovato a breve distanza dalla costa di San Francisco, ma il corpo era troppo deteriorato per essere identificato.

La sicurezza

Un tribunale non poteva decidere di mandare un criminale direttamente ad Alcatraz ma vi poteva giungere solo per cattiva condotta o per avere tentato la fuga da altre prigioni.

La sicurezza della prigione prevedeva un controllo costante delle sbarre, delle porte, dei lucchetti e dei cavi elettrici. I prigionieri venivano solitamente contati 13 volte al giorno e il rapporto prigionieri/guardie era il più basso rispetto a qualsiasi altra prigione americana.

Il portale d’ingresso era in acciaio solido, impossibile da attraversare. C’erano diverse torri guardia, specialmente nei punti di movimento. Le aree ricreative erano circondate da una rete alta 7.5 metri coronata da filo spinato per impedire la fuga dei detenuti.  

Dopo i 20 minuti del pranzo nella sala adibita, forchette, cucchiai e coltelli dovevano essere lasciati sul tavolo e venivano contati per assicurarsi che nessuno di questi venisse rubato o potesse divenire una potenziale arma. Durante i primi anni di vita della prigione ai detenuti era proibito parlare durante i pasti, ma questo uso si perse nel tempo e venne concesso loro di parlare a bassa voce. La sala da pranzo disponeva di bombole a gas a controllo remoto che potevano essere attivate in caso di rivolta o di fuga.

Giornata del detenuto

I prigionieri venivano svegliati alle 6:30 e la colazione veniva organizzata per le 6.55. Una volta tornati nelle loro celle, i carcerati dovevano riordinare la loro cella e mettere all’esterno la spazzatura.  Alle 7:30 iniziava il lavoro per chi era autorizzato e i prigionieri dovevano passare attraverso dei metal detector durante gli spostamenti. Ad alcuni prigionieri erano poi assegnati dei compiti in lavanderia, in sartoria, in calzoleria,in giardino, ecc.

Il pranzo era servito alle 11:20, seguito da 30 minuti di riposo in cella, prima di tornare al lavoro fino alle 16:15. La cena era alle 16.25 e i prigionieri venivano chiusi nelle loro celle a partire dalle 16.50 con lo spegnimento generale delle luci alle 21.30.

Esisteva anche la biblioteca di Alcatraz, posta alla fine del blocco D. Essa disponeva di 15000 volumi, molti dei quali erano stati lasciati proprio dall’esercito statunitense. Si stima che un prigioniero leggesse circa dai 75 ai 100 libri all’anno e che ogni sera quasi ogni detenuto fosse solito leggere un libro.

Per 1 ora e 45 minuti era consentito esercitarsi nella pratica di strumenti musicali e venne costituita una banda della prigione che regolarmente si esibiva in sala da pranzo.

Il blocco D

Le peggiori celle del blocco D erano considerate quelle alla fine del blocco stesso, le celle dalla 9 alla 14, note come The Hole, celle prive di luce e più fredde rispetto al resto della prigione.

Qui i prigionieri venivano spesso torturati, privati del cibo e costretti a dormire sul pavimento con la sola biancheria intima addosso. I prigionieri detenuti nel “The Hole” avevano diritto ad una sola doccia a settimana di dieci minuti. Le cinque celle del “The Hole” disponevano solo di un lavandino e di una toilette e la peggiore di queste era chiamata “The Oriental” o “Strip Cell”, in quanto era l’ultima cella del blocco e non disponeva nemmeno di sanitari e spesso i prigionieri venivano lasciati lì completamente nudi per due giorni.

Blocco D, Alcatraz

Alcuni detenuti

AL CAPONE: Giunse ad Alcatraz nel 1934 e vi trascorse solo 4 anni e mezzo in tutto prima di sviluppare una forma di sifilide ed essere trasferito presso il carcere di Terminal Island a Los Angeles nel 1938. Cercò di guadagnarsi la fiducia del direttore Johnston, ma senza successo, e si scontrò spesso con altri prigionieri, compreso uno che gli punto il rasoio alla gola dopo che aveva tentato di saltare la fila dal barbiere.

MICHEY COHEN: Condannato a 15 anni di prigionia ad Alcatraz, dove rimase fino al 21 marzo 1963. Evasore fiscale e collaboratore mafioso, venne riportato ad Atlanta dove il 14 agosto 1963 il compagno detenuto Burl Estes McDonald lo picchiò con un tubo di piombo, paralizzandolo parzialmente. Rilasciato nel 1972, Cohen visse una vita appartata.

ALVIS KARPIS: Fu il detenuto che trascorse ad Alcatraz più tempo della sua vita, 26 anni in tutto. Canadese di origine lituane, soprannominato Creepy per il suo sorriso sinistro, era uno dei tre leaders del gruppo di Ma Baker operante negli anni Trenta. Accusato di dieci omicidi e di sei rapimenti, oltre che di rapina a mano armata, venne poi deportato in Canada e morì in Spagna.

ROBERT STRAUD: Noto col soprannome di ornitologo di Alcatraz, venne trasferito nella prigione federale nel 1942. Coinvolto da giovane in un omicidio, trascorse qualche anno ai penitenziari di McNeil Island e di Leavenworth, dove uccise una guardia. Scrisse alcuni libri sull’ornitologia e ancora oggi il suo Digesti on the Diseas of Birds è considerato un classico dell’ornitologia. Trascorse buona parte della sua prigionia ad Alcatraz in isolamento confinato nel blocco D. Morì nel 1963.

Il nome

Il nome “Alcatraz” si deve al cartografo spagnolo Juan Manuel Diaz che, nel realizzare la carta della Baia di San Francisco, nominò l’isola La isla de los Alcatraces, l’isola dei pellicani. In effetti ad Alcatraz nidifica il Pelecanus occidentalis, noto come pellicanobruno diffuso negli Stati Uniti. L’isola venne così conosciuta con la versione inglese del sostantivo alcatraces: Alcatraz.

Inizialmente in mano ai messicani, divenne statunitense nel 1846 quando il governatore della California la acquistò per 5000 dollari.

Durante la guerra di secessione americana, iniziata nel 1861 e terminata nel 1866, il suo ruolo fu quello di deposito di armi da fuoco di detenzione di prigionieri di guerra.

Nel 1868 Alcatraz fu ufficialmente destinata a struttura detentiva a lungo termine di prigionieri di guerra. Nel 1906 dopo il violento terremoto che colpì San Francisco,vi vennero trasferiti prigionieri civili per motivi di sicurezza. Solamente nel 1907 Alcatraz fu scelta come Wester U.S. Military Prison, ovvero come prigione militare dell’Ovest degli Stati Uniti.

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