100 Rodari: omaggio al poeta della fantasia

In questo giorno si celebrano i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari.

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100 Rodari

Proprio oggi 23 Ottobre, ricorre il 100-esimo anno dalla nascita di Rodari. Il primo autore che decise di trasformare la lettura in un piacevole esercizio. Difatti le opere dello scrittore piemontese, si presentano ai lettori attraverso una serie di tratti distintivi e facilmente riconoscibili. Si nota nelle sue opere, un linguaggio semplice e legato alla quotidianità.

Gianni Rodari: il profeta della fantasia

Rodari, era un raffinato umorista e un pedagogista assai lungimirante. Aveva compreso le potenzialità che una letteratura con un ritmo narrativo ed estremamente incalzante e, a tratti, anche musicale, aveva sullo sviluppo emotivo e intellettivo del bambino. Canzoni narrate, semplici da leggere, da capire e anche da memorizzare. Infatti Rodari utilizzava l’elemento buffo per rimodellare la realtà attraverso un uso dosato di fantasia e di realismo. Non tutti sanno però che Rodari era anche un grande appassionato di scienza. Come traspare dalla sua opera letteraria. In cui la scienza e la matematica si annidano in ogni angolo. Ed è proprio su quest’aspetto che intendo soffermarmi.

100 Rodari: la fantasia serve alla scienza?

Rodari studiava con sistematicità il rapporto complesso e bidirezionale tra scienza e fantasia. Nella convinzione che non solo la scienza serve alla fantasia, ma che la fantasia serve alla scienza. A Rodari questo legame stava molto a cuore. Pertanto se esploriamo il mondo della scrittura e delle trame, possiamo scoprirvi innumerevoli spunti di carattere scientifico. Talvolta inseriti intenzionalmente, altre volte no. In questo senso la scienza serve alla fantasia. Più in particolare, Rodari ha spesso individuato nelle narrazioni di altri autori, e inserito nelle proprie, richiami di tipo matematico. Legati per esempio alla logica, alla teoria degli insiemi, alla geometria.

La matematica di Gianni Rodari

Chi di voi lettori non ha mai sentito parlare di teoria degli insiemi? Pochi, credo. Fin dai primi anni della scuola elementare, gli insiemi sono stati presentati a molti di noi come una delle colonne portanti della matematica. Probabilmente, chi è andato a scuola prima degli anni Sessanta del secolo scorso non ricorda di aver mai affrontato questo argomento della matematica. Mentre chi ha cominciato il proprio percorso d’istruzione dopo gli anni Ottanta ha incontrato gli insiemi, ma non li ha studiati a fondo come avevano fatto i loro genitori. L’autore delle “Favole al telefono” ha insistito più volte sulla bidirezionalità storie-fantasia, declinandola spesso in chiave matematica. Per esempio, nel capitolo 44 della “Grammatica”, troviamo una delle sue frasi più famose: Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe“.

100 Rodari: la fantasia degli insiemi

Gianni Rodari nella sua produzione poetica colloca più volte nelle sue opere la teoria degli insiemi. Al poeta interessa soprattutto mostrare come una storia apparentemente lontana anni luce dalla matematica, come può essere la fiaba di Andersen o qualsiasi altra narrazione, possa racchiudere insospettate strutture logiche. Insiemistiche o aritmetiche. Un primo esempio lo troviamo nel capitolo 37 della “Grammatica della fantasia”. Rodari lo apre così:

La famosa novella del Brutto anatroccolo di Andersen – cioè del cigno capitato per errore in un branco di anatre – può essere tradotta in termini matematici nell'”avventura di un elemento A, capitato per errore nell’insieme degli elementi B, che non trova pace fino a quando non rientra nel suo insieme naturale, quello degli elementi A…”

Rodari riesce addirittura a toccare il pericoloso concetto di “insieme di insiemi”:

Come avrebbe potuto sentirsi mai solo,
o temere per le sue difese personali,
contemplando l’insieme di tutti i suoi insiemi,
vedendolo crescere a vista d’occhio,
docile ai suoi comandi?


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Elogiato in tutto il mondo come scrittore per bambini, Gianni Rodari sconta un antico pregiudizio nei confronti della letteratura per l’infanzia, bollata come un genere letterario minore, semplicistico e rispondente a mere funzioni pratiche. Leggere l’opera di Rodari, fa bene anche agli adulti. Versi che ci invitano a immaginare un mondo più umano. Dove tutti siano più ricchi di libertà e di vita. Gianni Rodari muore all’età di 59 anni a Roma, città in cui viveva dagli anni ’50. Numerosi sono i testi che lo ricordano e parlano della sua opera. Così come i luoghi, le strade, i parchi, le biblioteche a lui intitolati. Il più celebre è il Parco della fantasia a Omegna.

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