1 luglio 2000: apre il ponte Oresund tra Svezia e Danimarca

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Eccezzionale esempio di ingegneria infrastrutturale, il ponte di Oresund è un modello raro in Europa, per l’ambizione del progetto, per la difficoltà e i costi di realizzazione (3 miliardi di euro), e per la piena riuscita dell’opera. Collega la cittadina svedese di Malmo alla capitale della Danimarca, Copenaghen, attraverso lo stretto di mare su cui si estende. Per enfatizzare la sua funzione di “vita connettiva”, al ponte è stato dato il nome ufficiale di Oresundsbron.

Il ponte, lungo 16 kilometri, è costituito da due piani: su quello superiore viaggiano le automobili e gli altri mezzi, su quello inferiore i treni. La strada, che per 5.35 km si trova in territorio svedese, conduce fino all’isola artificiale di Pderholm, un territorio della lunghezza di 4,05 km, che è diventato una riserva naturale. La lungimiranza dei due popoli nordici, infatti, ha lasciato che le specie vegetali e animali crescessero liberamente e ora l’isola è un luogo di osservazione privilegiato per diverse quantità di uccelli e per il rospo verde. Da Peberholm in poi, il ponte prosegue come tunnel sottorraneo, formato da due corsie parallele, affiancato da una corsia d’emergenza, e lungo altri quattro chilometri. Riemerge in superficie all’altezza dell’ aereoporto Kastrup di Copenaghen. In questo modo, il prodigio dell’architettura unisce Svezia e Danimarca e garantisce loro un contatto diretto con il resto del mondo. Oggi tre milioni di persone circolano sul ponte, passando velocemente e in sicurezza da un paese all’altro.

L’idea di costruire un ponte sullo Oresund risale addirittura al 1936, ma è solo nel 1995 che la costruzione dell’infrastruttura, progettata dallo studio Dissling+Wettling, ha avuto inizio. La realizzazione è stata affidata ad una joint venture formata da Hochtief(tecesca), Skanska(svedese), Hojgaard e Schulz(norvegese), e Monberg& Thorsen (danese). Durante i lavori sono stati addirittura scoperte sedici bombe inesplose risalenti alla Seconda guerra mondiale, depositatesi sul fondale marino e inavvertitamente inglobate in un segmento del tunnel. Nonostante ciò, la costruzione è terminata tre mesi prima di quanto preventivato, nell’agosto del 1999, graxie all’impegno e alla serietà degli operai.

Le celebrazioni seguite al completamento della maestosa opera sono syate degne della sua importanza: il 14 agosto 1999 il principe Federico di Danimarca e la principessa Vittoria di Svezia si sono incontrati al centro del ponte, mentre l’inaugurazione ufficiale, il primo luglio 2000, ha visto protagonisti la regina Margherita II di Danimarca e il re Carlo XVI di Svezia Gustavo di Svezia. Un vero tripudio di teste coronate. Quello stesso giorno, l’Orensunsbron é stato aperto al pubblico e da allora gli spostamenti dalla Danimarca alla Svezia sono aumentati del 60 per cento. Dal 2005, in particolare, si è registrato un incremento significativo degli automezzi transitanti, nonostante l’elevato costo del pedaggio. Probabilmente la causa risiede nel fatto che molti danesi hanno.comprato casa in Svezia dove, a quanto pare, costano meno che a Copenaghen, e ritornanp ogni giorno in Danimarca a lavorare. Passando sul ponte-tunnel.

Danimarca e Svezia hanno dovuto sborsare 3 miliardi di euro per l’Orensunsbron, ma hanno fatto bene i loro calcoli. La compagnia proprietaria del ponte è per metà svedese e per metà danese e ha chiesto dei prestiti garantiti dai due governi per finanziare la costruzione. Le sole emtrate del gruppo sono costituite dai pedaggi degli automobilisti, che sono piuttosto salati, dal momento che ammontano a 40 euro circa- una cifra soggettaca sconti del 75 per cento per chi fa un uso regolare del ponte. Eppure, tanto basta alla compagnia per regolare i suoi debiti, che probabilmente saranno estinti entro il 2037. Un semplice calcolo matematico. Il ponte, inoltre, ha fatto guadagnare a Svezia e Danimarca 11 milioni di dollari americani, grazie all’aumento degli spostamenti e al decrescere delle spese relative al traffico. L’ Oresundsbron, dunque, non è solo un esempio di bravura tecnica ed integrazione tra progettazione ed esecuzione. È un esempio di collaborazione tra due Paesi, fermamente decisi a proteggere il ruolo connettivo rivestito dell’infrastruttura. I nazionalisti svedesi contrari all’Unione Europea, infatti, non possono lavorare in Danimarca.