Viaggio ad Anversa tra barocco e futuro

Un “dialogo” tra le opere degli artisti del ’500 di Rubens e quelle dei contemporanei. La città belga celebra il maestro fiammingo con mostre ed eventi a lui ispirati.

È tornato a casa Pieter Paul. Dopo quindici mesi di una complessa “cura di bellezza”, l’incarnato luminoso del viso, incorniciato da una barba gentile biondo-ramata, e lo sguardo mite con una nuova luce, fanno trasparire che la forzata assenza ha fatto bene a quest’uomo di fine Cinquecento. Di cosa si tratta? Dell’autoritratto di Rubens, che dopo l’intensivo restauro è rientrato finalmente, dallo scorso giugno, nella Rubenshuis. Un ritorno che Anversa attendeva con trepidazione. Già, perché il più importante pittore fiammingo di origini tedesche, ha legato la propria vita formativa-artistica ad Anversa, dove si trasferì all’età di 12 anni, e dove morì nel 1640 a 63 anni. 
Una relazione intensa che non si è mai interrotta, tanto che la città lo celebra fino a gennaio 2019 con Antwerp Baroque 2018. Rubens Inspires, ricca rassegna di esposizioni, incontri, performance, concerti, in vari spazi e chiese della località belga, volta a tessere un dialogo dinamico sulla narrazione del barocco tra artisti del passato e del presente. L’articolata kermesse non delude neanche nel periodo autunno-inverno, infatti, tra le mostre emergono: Rubens’Return (fino al 13 gennaio, Ruben House) che espone oltre all’autoritratto restaurato, altre 10 opere fra cui quelle di Tintoretto e Anthony Van Dick, cui si aggiunge il magnifico giardino interno riportato ora all’antico splendore; Focus: Baroque splendour in a domestic setting (fino al 13 gennaio) con dipinti, sculture e disegni di artisti barocchi; Anversa Barocca è la prima manifestazione inserita nell’ampio progetto triennale Flemish Masters 2018-2020, che vedrà protagonisti oltre a Rubens, altri due importanti esponenti dell’arte fiamminga tra il XV e XVII secolo: Pieter Bruegel il Vecchio (nel 2019 a Bruxelles) e Jan Van Eyck (nel 2020 a Gent). Le Fiandre si candidano così a diventare nei prossimi anni un importante polo attrattivo artistico-culturale in Europa.

Anversa già da qualche decennio si è rifatta il look, svecchiando l’immagine stereotipata di meta nordica tutta affari e poco appeal. La seconda città del Belgio (dopo Bruxelles), capoluogo delle Fiandre, oggi è più viva che mai e brilla di luce propria, non solo per i diamanti di cui rimane un importante centro mondiale (qui sono venduti l’80 per cento dei diamanti grezzi e il 50 per cento di quelli già lavorati). Basta fare una passeggiata in centro, lungo il fiume, per immergersi in uno scenario urban con il cuore barocco e lo sguardo proiettato nel futuro. In questa alternanza rubano la scena la Cattedrale di Nostra Signora (1521), la più grande chiesa gotica delle Fiandre, l’antistante piazza Grote Markt, abbracciata dal Municipio (1565), dalle ex dimore delle corporazioni con tetti a gradoni e statue d’oro, e dalla grande fontana di Brabo che raffigura la leggenda sull’origine del nome della città; mentre nella parte orientale fa bella mostra la monumentale stazione centrale di fine Ottocento caratterizzata da una imponente cupola in vetro e ferro, marmi, decorazioni, scalinate e colonne. Non a caso è considerata tra le cinque stazioni ferroviarie più belle del mondo.
Altri stili e atmosfere nel quartiere Eliandje, eletto tra le zone più trendy grazie al recupero di vecchi magazzini portuali. Qui spicca il MAS, il museo a bordo acqua diventato un’icona con l’innovativa struttura di arenaria rossa a livelli sfalsati che ricorda le costruzioni Lego eche ospita mostre permanenti e temporanee sulla storia di Anversa. Non lontano, si erge la Port House inaugurata a settembre 2016, che ridisegna lo skyline della città. Il nuovo centro direzionale del porto, infatti, è frutto di un innovativo progetto in cui si è riutilizzata una vecchia caserma dei vigili del fuoco “sormontata” da un enorme corpo in vetro (lungo oltre 100 metri) che ricorda nelle sfaccettature un diamante e nella forma una nave di ghiaccio sospesa tra terra, acqua e cielo. Nella zona sud-est della città, è invece sorprendente il Groen Kwartier, quartiere innovativo a vocazione ecologica: non circolano auto e c’è un parco di 8 ettari. Qui, giovani imprenditori hanno aperto spazi, attività commerciali, bar, ristorantini e i “roof farmer”, gli orti sui tetti. Oasi verdi e profumate che sarebbero piaciute anche a Rubens.

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