VINO E ARCHITETTURE DI CANTINE IN TOSCANA

Il binomio vino e architettura come sinonimo di benessere, di ben fare, sostenibilità e rispetto per l’ambiente, è stato protagonista del passato week end in Toscana con l’evento “Architetto in cantina”. Lo scorso sabato 10 novembre, infatti, si è tenuto un evento diffuso di visite guidate organizzato da Toscana Wine Architecture, la rete nata nel 2017 che riunisce le seguenti 14 cantine di design (www.winearchitecture.it), di cui segnaliamo nome e località perché luoghi da visitare appena ci si trova nei pressi, indipendentemente da eventi:

  1. Cantina Antinori nel Chianti Classico- Località Bargino, San Casciano Val di Pesa (FI)
  2. Caiarossa – Riparbella (Pisa)
  3. Cantina di Montalcino – Montalcino (Siena)
  4. Castello di Fonterutoli, Località Fonterutoli – Castellina in Chianti (SI)
  5. Il Borro – Località Borro, San Giustino Valdarno (Arezzo)
  6. Le Mortelle – Castiglione della Pescaia (Grosseto)
  7. Petra – Suvereto (Livorno)
  8. Podere di Pomaio – Località Pomaio (Arezzo)
  9. Rocca di Frassinello – Gavorrano (Grosseto)
  10. Salcheto – Montepulciano (Siena)
  11. Tenuta Ammiraglia Frescobaldi, Località La Capitana – Magliano in Toscana (Grosseto)
  12. Tenuta Argentiera – Donoratico (Livorno)
  13. Fattoria delle Ripalte – Isola d’Elba
  14. Cantina Colle Massari – Cinigiano

Ogni cantina ha caratterizzato il proprio percorso di visita in maniera diversa arricchendolo con narrazioni degli architetti che hanno lavorato alla realizzazione della struttura, con degustazioni e aperture di bottiglie in edizione limitata, conferenze e presentazioni di oggetti di design.

“Architetto in cantina” ha rappresentato per i visitatori un momento unico ed emozionale tra i luoghi di produzione di vino, per comprendere a fondo le scelte architettoniche delle strutture, sempre legate alle necessità e i tempi della produzione vinicola, ma attente anche alle esigenze di rispetto dell’ambiente e dei lavoratori di questi territori: scelte etiche e non solo estetiche, questo il minimo comune denominatore di questi luoghi in cui architettura, natura e i suoi prodotti diventano un tutt’uno.

In particolare, l’azienda vitivinicola di Salcheto in Montepulciano ha fatto della sostenibilità nel processo di produzione del vino e dell’utilizzo delle energie rinnovabili, il proprio “must” esecutivo per la realizzazione dei propri spazi di produzione, conservazione e vendita del vino. Il progetto della cantina è stato curato in prima persona da Michele Manelli, Presidente della Salcheto, che ha coordinato un gruppo di lavoro composto da svariati tecnici professionisti del mondo dell’edilizia e delle energie rinnovabili.

La visita ha avuto inizio e conclusione sulla terrazza della struttura, luogo multifunzionale e di accoglienza su cui sono posti i camini solari Solatube, collettori di luce dal gradevole gusto estetico con una rilevante importanza per l’illuminazione, e , quindi, le fasi di conservazione del vino nelle cantine sottostanti: sono in grado di condurre e trasformare la luce solare fino ai meandri delle cantine in modo ottimale per la produzione del vino, depurandola da filtri UV e da ogni agente contaminante. Grazie a questo ed altri accorgimenti per il risparmio energetico adottati in fase di progettazione e realizzazione delle cantine, i proprietari delle Cantine Salcheto riescono ad ottenere un risparmio di energia elettrica di circa il 65/70 %. 

La visita è proseguita scendendo ai diversi livelli sottostanti il terrazzo e, precisamente nei tre spazi di conservazione ed ossigenazione del vino, dove sono presenti dai macchinari in acciaio alle botti in rovere per l’invecchiamento di particolari annate. Quindi, si giunge nell’ambiente dedicato all’imbottigliamento e all’etichettatura, ogni fase curata nei minimi dettagli per ottenere una vinificazione senza solfiti, con lieviti autoctoni, e mediante lavorazione di uve a  prevalenza di Sangiovese, il vitigno principe tra quelli toscani, simbolo del terroir di Montepulciano.

La visita è stata guidata dai due tecnici che hanno sviluppato, assieme alla direzione aziendale, le soluzioni di illuminazione e arredo (con materiali di recupero) della cantina e degli ambienti circostanti: Stefano Menci di Solatube e Jacopo Sestini di Sestini&Corti, che ha curato la ristrutturazione degli spazi di accoglienza e winery delle Cantine Salcheto (oggi anche agriturismo). La logica del recupero di questi ambienti, in continuità con la filosofia aziendale di sostenibilità e rispetto per l’ambiente è stata quella dell’utilizzo di materiali del luogo e di riciclo continuo di oggetti: per citare solo alcuni esempi i tavoli e le panche sono ricavati da risultanze di alberi di rovere, i bicchieri sono colli di bottiglie di vino, il passavivande è una finestra ritrovata e riadattata. Degustazioni di annate particolari e approfonditi racconti hanno chiuso quest’interessante percorso, solo uno dei possibili della rete Toscana wine architecture.

Rif: www. salcheto.it; enoteca@salcheto.it, tel: 0578799031.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *