Dopo un delicatissimo intervento di trapianto di fegato, il signor Antonio Forchione ha ricevuto una lettera di licenziamento dall’Oerlikon Graziano di Rivoli, l’azienda che fa capo a una multinazionale svizzera. L’uomo, che lavorava da 27 anni presso l’azienda impegnata nella produzione di ingranaggi per trasmissioni nella provincia di Torino, ha perso il suo posto da operaio poiché ritenuto “inidoneo al lavoro”.

La notizia ha suscitato scalpore nella regione del Piemonte, a tal punto che a mobilitarsi sono stati non solo i colleghi del cinquantacinquenne Antonio, ma anche gli altri stabilimenti piemontesi, il sito di Bari e il Presidente della Regione Sergio Chiamparino. Per mostrare la propria solidarietà, i colleghi hanno protestato e scioperato affinché i diritti lavorativi dell’uomo non venissero violati. Allo stesso modo, Chiamparino ha rassicurato Forchione su un’immediata soluzione e riassunzione.

Anche il ministro del lavoro Fabio Poletti non è rimasto indifferente davanti alla vicenda e ha preso contatti con i rappresentanti locali della multinazionale svizzera, sicché l’azienda Oerlikon sembra abbia deciso di ritirare il licenziamento. Niente di certo ancora, ma sono stati convocati i rappresentanti sindacali interni e le organizzazioni sindacali per esaminare la vicenda.

È una situazione inaccettabile purtroppo già verificatasi altre due volte. In tal modo, l’Italia sembra regredire di decenni e violare i diritti lavorativi di ognuno.

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