Torino: la Sindone torna a casa. Restaurato il capolavoro di Guarini.

Oggi cerimonia d’inaugurazione con il ministro Bonisoli. Da venerdì a domenica ingresso al prezzo speciale di 3 euro.

É un amore ritrovato quello tra Torino e la sua affezionatissima Cappella della Sindone. Il capolavoro architettonico firmato Guarino Guarini vede la sua rinascita dopo 21 anni di restauro a seguito di un terribile incendio che la devastò, in quella tragica notte dell’11 Aprile 1997.

Nata nel ‘600 a fronte di esigenze pratiche, la cupola di Guarini rappresenta per i Savoia molto più di uno scrigno in cui custodire il Sacro lenzuolo: è un vero e proprio gioiello di famiglia.

Dal 1578 al 1694 la Sindone viene preservata nel Palazzo Ducale di Torino. Successivamente troverà dimora nella cappella vicina all’appartamento del duca ma ad un livello superiore rispetto al Duomo, a simboleggiare l’alto valore spirituale proprio della reliquia.

Per tutto il ‘700 la Cupola diviene teatro di sacramenti ed importanti eventi legati alla corte sabauda che celebra battesimi, funerali di principi infanti e il matrimonio di Benedetto Maurizio duca del Chiablese. Personalità celebri del passato hanno varcato le sue soglie come Giuseppe d’Asburgo nel 1749 e Papa Pio VII ospite per ben due volte a inizio ‘800.

Oltre alla Sindone, il monumento diviene forziere di cimeli di famiglia come la gloriosa spada di San Maurizio, simbolo cavalleresco di Casa Savoia, oggi trasferita all’Armeria Reale.

«La cappella è anche il luogo in cui i sovrani organizzano le ostensioni per alcuni ospiti di grande rilievo, come imperatori e cardinali. In alcuni casi durante queste – peraltro rare – ostensioni private, la Sindone viene esposta per qualche minuto nel lato della cappella che si apre sulla navata del Duomo. È quello che succede, per esempio, nell’ostensione organizzata da Carlo Felice nel 1822», precisa lo storico Andrea Merlotti che in questi due giorni sarà tra i relatori dello storico convegno internazionale tenuto alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

La creazione di Guarini diviene anche luogo di sepoltura sabauda: al suo interno riposano, intorno all’altare maggiore, Amedeo VIII, Emanuele Filiberto, Carlo Emanuele II e il principe Tommaso.

La Sindone viene portata al suo interno il primo Giugno 1964 e ci resterà fino al ventiquattro Febbraio 1993 data in cui, durante il mercoledí delle ceneri, verrà trasferita. Nell’arco di questi anni lascia la sua casa soltanto due volte ed in particolare per dirigersi a Genova durante l’Assedio del 1706 e al santuario di Montevergine, in Campania, durante la Seconda guerra mondiale. Il tutto per sfuggire alle bombe nemiche. Successivamente farà ritorno a Torino dove nel 1998, ad un anno dall’ostensione, scoppierà l’incendio.

Dopo più di venti, lunghissimi anni, questa sera la luce della guglia risplenderà sulla nostra città.

 

Un plauso speciale ai restauratori che hanno portato a termine eccellentemente un lavoro tra i più impegnativi e difficili di questo ambito. Si è dovuto infatti partire da una situazione di assoluta emergenza tentando via via di ricostruire l’opera, senza l’ausilio dei disegni originali dell’architetto. É stato addirittura necessario riaprire le antiche cave delle Alpi Marittime per recuperare il marmo nero che proprio l’abate utilizzò ai tempi dell’inaugurazione.

Per festeggiare insieme questo ritorno, il capoluogo piemontese propone i biglietti d’ingresso al prezzo speciale di EUR 3 nelle giornate che vanno da venerdí a domenica.

 

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