Suicidio: la ragazza che cercava un sicario

Si calcola che circa l’1% della popolazione mondiale muoia per suicidio, rendendolo la decima causa di morte in assoluto. In un periodo di tempo che va dal 1960 al 2012, i tassi di suicidio sono aumentati del 60%, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Inoltre, si calcola, che per ogni suicidio compiuto ci siano almeno una ventina di tentativi non riusciti.

Il caso

Il 28 Dicembre 2017, nello stato del Colorado, viene ritrovato il corpo senza vita di Natalie Bollinger, diciannovenne statunitense. Durante l’autopsia, sul corpo, vengono ritrovati una dose letale di eroina ed un proiettile conficcato nella nuca. Il caso è stato archiviato con l’ipotesi di suicidio, nonostante non collimasse con le perizie balistiche.

A distanza di quasi un anno dalla morte della giovane, compaiono alcuni fatti che cambiano radicalmente il risultato delle indagini: Natalie aveva assunto un sicario perché le togliesse la vita. Non riuscendo a compiere il suicidio la ragazza pubblicò un annuncio su Craiglist, noto sito di annunci di lavoro ed incontri. Esaminando il suo smartphone è stato possibile trovare l’annuncio della diciannovenne. Esso indicava la ricerca di una persona disposta ad ucciderla con una pistola che avrebbe fornito lei stessa.

Joseph Michael Lopez, è il nome del ventitreenne ispanico che ha fatto fuoco. Il ragazzo, che rischia fino a 48 anni di carcere, ha sostenuto gli interrogatori dicendo di aver tentato di dissuadere Natalie.

Tasso di suicidio

Nei Paesi Occidentali i suicidi maschili sono da tre a quattro volte più frequenti rispetto a quelli femminili. Questi ultimi sono, però, accompagnati da un maggior numero di tentativi non portati a termine.

La fascia di età compresa tra i 15 ed i 29 anni è quella con maggiori frequenze di suicidio, rendendolo la seconda causa di morte, secondo solo alla morte incidentale.

Possibili cause

Il suicidio è il gesto di autolesionismo più grave, causato da un insopportabile malessere psico-fisico.

I fattori che possono influenzare la scelta di togliersi la vita sono principalmente legati ai disturbi psichiatrici, all’abuso di droghe o di altri elementi che causano dipendenza, a problemi psicosociali o di natura medica.

  • La depressione è uno dei pricipali fattori che spingono una persona a commettere un suicidio.
  • Le dipendenze da droghe, da alcool o dal gioco d’azzardo giocano un ruolo importante nelle probabilità del tentativo di suicidio. Si conta, infatti, che un numero elevato di persone morte suicide era sotto l’effetto di sedativi (come benzodiazepine o alcool) nel momento in cui si sono tolte la vita. Anche il gioco d’azzardo, quando diventa patologico, è uno dei fattori che aumenta il rischio di suicidi, soprattutto se il vizio è associato a difficoltà economiche o malattie mentali.
  • Alcune malattie debilitanti, come l’ AIDS ed il cancro, sono associate al suicidio a causa del dolore cronico e dalle prospettive per il futuro incerte.
  • Il suicidio può avere luogo anche per problemi di natura psicosociale: la perdita di un familiare o del lavoro, la pressione da mobbing o da bullismo, la percezione di non essere amati o accettati.

Il suicidio razionale

Si chiama suicidio razionale la motivazione logica che giustifica l’abbandono della vita. Un esempio è costituito dai detenuti dei campi di concentramento nazisti, che si sono uccisi toccando volontariamente la rete elettrificata.

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