Un ingegnere meccanico si uccide per un concorso universitario truccato.

Ha organizzato molto attentamente il suo suicidio. Ha preparato la pistola con cui poi si è sparato. Ha lasciato un biglietto ai genitori dicendo: “Mamma, papà, scusatemi. Mi hanno trattato come un mafioso. Portate tutto all’avvocato Testa”. Si è sparato un colpo in canna nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso nella casa di famiglia in provincia di Frosinone.

Luigi Vecchione era il suo nome, aveva 43 anni ed era un ingegnere meccanico. Era originario e residente di Alatri, in provincia di Frosinone. Nella seconda metà del 2016 aveva partecipato al concorso pubblico universitario dell’Università La Sapienza  di Roma come tecnico amministrativo di laboratorio. Quello fu l’inizio dei suoi patimenti e della sua depressione. L’uomo sosteneva che il concorso fosse stato truccato. Ripeteva sempre: “I baroni l’hanno regalato (il posto di lavoro) ai loro protetti”. Aveva denunciato il concorso truccato all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Aveva portato  una registrazione audio in cui veniva confermato il fatto che la spartizione dei posti disponibili fosse stata decisa in sede precedente al concorso.

Prima di uccidersi si incontra con la Squadra Mobile di Frosinone e il suo legale

Mercoledì scorso, prima di spararsi, precisamente quattro ore prima, l’uomo si è recato con il suo legale agli uffici della Squadra mobile di Frosinone. Era molto stanco e depresso.  L’avvocato Angelo Testa fa sapere che “voleva essere rassicurato, era convinto di essere perseguitato da La Sapienza”. L’uomo si era recato con il legale dalla Squadra Mobile di Frosinone per rimettere insieme i pezzi del suo accaduto riguardo il concorso. L’avvocato aveva concluso l’incontro confermandogli che avrebbe portato il caso alla procura di Frosinone. Il legale stesso dice: “Sembrava sereno”. Invece Luigi Vecchione è andato a casa e dalla depressione per la vicenda, si è tolto la vita.

Il ritrovamento

Verso le 18 di Mercoledì scorso il padre è rientrato nella seconda casa di famiglia, situata nella frazione di Mole Bisleti e ha trovato il figlio accasciato vicino il camino. Ha trovato il biglietto lasciato da Luigi e degli appunti ordinati riguardanti proprio quel concorso .

Chi era Vecchione

Come mostra il profilo Linkedin dell’uomo, anche i suoi studi sono stati sempre un po’confusi.  Dopo la Maturità era entrato in polizia per l’anno militare ed era stato assegnato al reparto mobile, la celere. Il padre era un poliziotto. Poi ha ottenuto un primo lavoro in un negozio di riparazioni dei cellulari. Successivamente ha fatto l’operaio installatore di antenne e il meccanico d’auto. Contemporaneamente ha portato avanti gli studi all’Università della Sapienza di Roma. Si è laureato a 36 anni nel 2011 e ha preso il dottorato all’Università della Tuscia.

Il concorso

In Sapienza ha continuato  a seguire  ricerche per la produzione di idrogeno dall’ammoniaca e sulla combinazione di idrogeno ed etanolo a fini energetici. Si è stanziato in un laboratorio a Viterbo e ha deciso di partecipare quindi al concorso da tecnico. Al suo avvocato ha detto: “Abbiamo partecipato in quattordici, ma il vincitore era stato già scelto e così i tre posti alle sue spalle. In nove si sono ritirati, io ho voluto insistere. Ero l’unico senza protezioni alle spalle. Ha vinto la persona indicata e anche la classifica dal secondo al quarto è stata scritta in base alla precedente spartizione. Io sono arrivato a pari merito con il quarto, ma, più anziano, sono rimasto fuori dalla graduatoria. Solo io”.

La denuncia

Luigi Vecchione convinto della corruzione del concorso e con delle prove in mano si è rivolto all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Ha consegnato agli uffici di Raffaele Cantone alcuni audio in cui è confermata la spartizione decisa già precedentemente al concorso per i candidati. La frase che aveva registrato era stata una frase rivolta a lui e che diceva: “Hai fatto una bella figura, tenendo conto che non avevi nessuno dietro”. Il 9 novembre 2016 l’Anac ha inviato le prove alle procure di Roma e Viterbo, dimostrando gli estremi di reato”. Le inchieste, però, hanno fatto fatica a cominciare.

Allontanato dal suo progetto e dall’Università La Sapienza

Lo scorso 31 Agosto il contratto con la Sapienza si è concluso e la sua ricerca, che era stata finanziata da una multinazionale con 180.000 euro gli è stata tolta e affidata ad altri. L’ingegnere diceva: “Per portarlo a compimento mi sarebbe servito ancora un anno. Mi hanno allontanato perché hanno scoperto che li ho denunciati”. Dal momento in cui gli è stato tolto il progetto ha cominciato a temere di essere controllato. È cominciata la sua forte depressione e il suo forte odio nei confronti dell’Università La Sapienza di Roma. Sul suo profilo Facebook pubblicava continuamente post critici sulla corruzione e sulla Costituzione italiana.

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1 COMMENT

  1. Cara Maria Chiara, è la prima volta che, in un articolo da te scritto, vedo espresso un tuo giudizio: lì dove parli degli studi di Vecchioni li definisci “confusi”.
    Non ti far inglobare nel modo di scrivere dei giornalisti, che non fanno altro che esprimere i loro giudizi senza fermarsi a raccontare, in modo obiettivo, i fatti.
    Il compito di un giornalisti serio è SOLO quello!

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