SI PUO’ COMBATTERE IL RAZZISMO CON LA SCIENZA?

Temere le diversità fa parte della nostra indole. Ma si può ridurre la paura verso chi è diverso? Secondo alcuni esperimenti si.

 

Qualche giorno fa il sito Wired ha pubblicato un articolo di Gilberto Corbellini, storico della medicina e docente di bioetica, nel quale spiega quali siano le componenti innate che porterebbero le persone ad avere comportamenti xenofobi, o viceversa, altruistici.
Andiamo dunque a vedere queste due caratteristiche che fanno parte dell’uomo fin dall’antichità, per spiegare poi come si può davvero combattere il razzismo.

 

 

L’altruismo

 

“Quando faccio bene mi sento bene” diceva Abraham Lincoln. Secondo alcuni filosofi l’uomo è per natura altruistico. I bambini fin da piccoli mostrano forme di cooperazione.

 

Nel corso di un esperimento, condotto dallo psicologo Micheal Tomasello, in cui 24 bambini erano stati posti di fronte ad un adulto che aveva bisogno di aiuto nel recuperare oggetti, rimuovere ostacoli, correggere errori, ecc., si è notato come ben 22 di loro sono intervenuti spontaneamente. Sanno perciò prestare aiuto fin da piccoli.

 

Inoltre a 12 mesi i bambini sanno già indicare, colgono quindi l’intento comunicativo e sanno perciò fornire informazioni. Anche questa è, secondo alcuni, una capacità innata.

 

Nel corso del tempo ovviamente questa capacità di cooperare ed agire in modo altruistico varierà in base alle esperienze, alla reciprocità (ti aiuto, se so chemi aiuterai), alla cultura e ai valori.

 

Egoismo e xenofobia

 

“Siamo tutti egoisti” sosteneva invece Hobbes. L’uomo non è un essere sociale e vi è una continua lotta di tutti contro tutti. Insieme all’altruismo, anche questo sentimento primitivo fa parte di noi, fondamentale in quanto permetteva agli animali di sopravvivere. Ogni branco cercava di eliminare l’altro. In poche parole, amiamo chi percepiamo come noi, e odiamo quelli diversi. La xenofobia deriva principalmente dal pregiudizio.

Ma come si può quindi combattere, o almeno ridurre, le discriminazioni razziali?

 

L’esperimento

 

In un esperimento condotto da alcuni scienziati dell’università di Bonn è stata somministrata dell’ossitocina, l’ormone dell’altruismo, ai 100 partecipanti per verificare il loro atteggiamento nei riguardi di alcuni rifugiati.

Il semplice aumento di questo ormone però, non ha cambiato il comportamento dei partecipanti, già interrogati prima della somministrazione tramite un questionario, nei confronti delle tematiche migratorie.

E mentre l’ossitocina da sola non genera l’altruismo, è stato però notato, sempre tramite un esperimento, come cambiava il comportamento di coloro che si erano posti negativamente nei confronti dei rifugiati una volta detto che i loro pari avevano invece prestato aiuto ai rifugiati.

 

 

Conclusioni

 

Quindi, esponendo i partecipanti a una sorta di regola sociale, in questo caso l’influenza positiva di qualcun altro, più l’ossitocina, sembrano diminuire le motivazioni egoistiche e potenziato il comportamento altruistico.

 

Insomma, cosa possiamo fare per rallentare i comportamenti xenofobi? Influenzare ed essere influenzati da persone di cui ci fidiamo, familiari, amici, vicini di casa, motivare ed essere motivati ad aiutare il prossimo.

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