Il sale rosa dell’Himalaya, prezioso alleato del nostro benessere, si differenzia nettamente dal tradizionale sale da cucina quasi interamente costituito da cloruro di sodio.

Il sale Himalayano è molto antico, puro e privo di tossine e, soprattutto, è privo di sostanze inquinanti che possono contaminare il tradizionale sale proveniente da oceani e mari.

Comunemente anche conosciuto con il nome di “oro bianco”, il sale dell’Himalaya  è ricchissimo di sali minerali ed oligoelementi di cui il tradizionale sale marino è sprovvisto.

A determinarne il colore tendente al rosa di questo prezioso alleato del benessere concorre sicuramente, oltre l’elevata presenza di ferro, uno dei circa 80 minerali contenuti al suo interno, anche  il fatto che questa tipologia di sale non è sottoposto a nessun tipo di trattamento sbiancante, non è raffinato e non viene sottoposto a nessun tipo di trattamento chimico.

I benefici

In primo luogo il sale rosa limita il rischio di ipertensione e di ritenzione idrica, poiché contiene bassissime quantità di cloruro di sodio, promuove un equilibrio stabile del PH delle cellule, favorisce la riduzione dei tradizionali segni di invecchiamento della pelle, promuove un miglioramento delle capacità di assorbimento dei valori nutritivi degli alimenti assunti, favorisce un miglioramento delle capacità di respirazione e concorre al benessere della circolazione sanguigna, ciò fa sì che questo prezioso sale sia un ottimo alleato per contrastare la cellulite.

Inoltre non va sottovalutata l’importanza dell’utilizzo del sale rosa dell’Himalaya al fine di ottenere un rinforzamento delle ossa e un miglioramento delle capacità renali.

Storia e origini

Il sale himalayano, salgemma proveniente dal Pakistan, è stato commercializzato in Occidente agli inizi del XXI secolo, ad opera di varie società operanti in Australia, Nord America ed Europa.

Nonostante il nome commerciale del prodotto suggerisca una stretta relazione con la catena montuosa dell’Himalaya, questo “oro bianco” è estrapolato dalle miniere di sale di Khewra, che si trova su discrete alture a circa 300 km di distanza dall’Himalaya.

Il sale dell’Himalaya, il più puro dei sali perché, come abbiamo già detto, non viene sottoposto a nessun trattamento chimico, ma viene semplicemente estratto e lavato. Risulta essere il più pregiato e completo salgemma esistente in natura, in quanto è  il residuo dell’oceano primordiale che si è prosciugato con la formazione della catena montuosa dell’Himalaya, prosciugamento che è avvenuto circa 200 milioni di anni fa, quindi un sale fossile frutto di un’era in cui gli oceani non erano inquinati.

Usi alternativi

Il sale himalayano, oltre ad essere utilizzato in ambito alimentare, in sostituzione del tradizionale sale marino al fine di apportare al nostro organismo benefici di cui già abbiamo parlato, può essere impiegato anche in modo alternativo.

Nello specifico, con questo pregiato sale si possono fare delle lampade che,  surriscaldate, sprigionano ioni negativi utili a compensare l’elettrostaticità   dell’aria, si possono fare dei cuscini che adeguatamente riscaldati, se posti a contatto con un  muscolo dolorante, possono donare un piacevole sollievo o, ancora, può essere utilizzato come fonte di assorbimento di umidità in piccoli ambienti, se posto all’interno di contenitori traspiranti o ancora come alleato di bellezza per la creazione di peeling facciali.

Quindi, sebbene si tratti certamente di un prodotto non a kilometro zero, per la lontananza dei luoghi da cui è estratto, da cui ne consegue un costo decisamente più elevato rispetto al tradizionale sale marino, sarebbe opportuno prendere in considerazione l’utilizzo di questo salgemma nell’interesse del nostro benessere corporeo.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here