Una cattiva femminista, ma non come tante: Roxane Gay

Bad Feminist

Roxane Gay

 

 

 

 

 

Nata in Omaha, Nebraska, nel 1974, Roxane Gay è un’autrice, saggista,  critica culturale del New York Times  e professoressa di Inglese all’Indiana Purdue University. Ha pubblicato un romanzo, An Untamed State, due raccolte di racconti, Ayiti e Difficult Women, e Bad Feminist, una raccolta di saggi dedicati alla cultura pop e a tematiche legate al razzismo e al sessismo, che ha scalato le classifiche dei libri più venduti del New York Times e che lo stesso ha descritto come un manuale per essere umani . Ultima pubblicazione sono le memorie “Fame, storia del mio corpo” dove racconta lo stupro subito a 12 anni e le torture fatte a se stessa per rendere il suo corpo invisibile agli uomini . Questo ad oggi è l’unico libro dell’autrice tradotto in italiano.

 

Roxane Gay  in Fame, racconta tutta se stessa con confessioni e riflessioni. Racconta di come all’età di 12 anni  il fidanzatino  l’ha portata in una casa abbandonata nel bosco durante una gita in bici come tante altre, di come i suoi amici li stessero aspettando, di come l’hanno stuprata a turno, fumando, bevendo birra e ridendo di lei. Racconta di come il dopo è stato peggiore del prima. Roxane confessa che prima dello stupro non aveva mai prestato attenzione al suo corpo, era molto chiusa e la sua attenzione era rivolta ai libri soltanto, ma poi questa violenza ha messo il suo corpo al centro del suo mondo. Poichè il suo mondo è andato in pezzi Roxane ha mandato in pezzi il suo corpo. Ma non mette solo a nudo se stessa, bensì l’intera società: “Sono cresciuta in una cultura generalmente deleteria per le donne e che cerca con pervicacia di disciplinare i loro corpi, quindi so che è importante resistere agli standard irragionevoli su come dovrebbe essere il corpo mio o di chiunque” e continua con: “Ho taciuto la mia storia in un mondo che presume di conoscere il perché del mio corpo, o di qualsiasi corpo grasso. Ora sto scegliendo di non tacere più”. 

«Con ogni giorno che passava, mi odiavo sempre di più. Mi facevo più schifo. Non riuscivo a sfuggirgli. Non riuscivo a sfuggire a quello che quei ragazzi avevano fatto. Sentivo il loro odore e le loro bocche e le loro lingue e le loro mani e i loro corpi violenti e la loro pelle crudele. Non riuscivo a smettere di sentire le cose orribili che mi avevano detto. Le loro voci sempre con me, costantemente. Odiare me stessa era diventato naturale come respirare. Quei ragazzi mi hanno trattata come se fossi stata un niente, allora niente sono diventata».

Contro il giudizio, contro il giudizio costante che è il male di questa società che punta il dito verso le diversità credendo di conoscere le problematiche di chiunque e che quando sei un “diverso” ti chiede di essere eccellente e impeccabile, altrimenti sei solo meno di altri….queste sono le riflessioni di Roxane Gay espresse sempre in un linguaggio niente affatto accademico, ma umano.

Attendendo con ansia che per tematiche così importanti siano concesse letture anche in italiano, è possibile ascoltare le argomentazioni sostenute da Roxane Gay  in un provocatorio e divertente intervento:

 

‘Sono un essere umano. Sono disordinata. Non sto cercando di essere un esempio. Non sto cercando di essere perfetta. Io non sto cercando di dire che ho tutte le risposte. Non sto cercando di dire che ho ragione. Sto solo cercando – cercando di sostenere ciò in cui credo , cercando di fare qualcosa di buono in questo mondo , cercando di fare un po ‘di rumore con la mia scrittura , mentre anche essere me stessa.’

(Bad Feminist, Roxane Gay)

 

Antonella Falabella

Dai numeri alle lettere e dal bianco e nero al rosa. Alla ricerca continua del cambiamento!

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