Roma abbandonata: vista con gli occhi dei romani

I giardini incolti, i marciapiedi impraticabili, la sporcizia, i palazzi fantasma, i lampioni spenti… Roma mia come ti abbiamo abbandonato

Roma, nata sulle rive del biondo Tevere, Roma caput mundi, alla testa dell’impero. La città che ha fatto innamorare milioni e milioni di turisti oggi non è che l’ombra di se stessa, dimentica dell’antico splendore, abbandonata da i suoi stessi figli.

Chi è nato a Roma lo sa, da quando siamo bambini inizia una storia d’amore che portiamo dentro di noi per tutta la vita, anche se ci trasferiamo o viaggiamo per il mondo, tornare a casa è sempre un’emozione. Inizia tutto una domenica mattina a Villa Borghese, una piccola bici con le rotelle, un pallone e un plaid per il pic-nic. Si cresce e iniziano i sabati pomeriggio a Via del Corso, alle quattro si scende dalla metro e tra Piazza di Spagna e via Frattina i giovanissimi si mischiano ai turisti, si mangia un gelato, si fa amicizia e si incontra l’amore. Abbracciati davanti al belvedere del Gianicolo o mano nella mano sui ponti del Tevere, come in una vecchia canzone, Roma sembra l’invitato a sorpresa del nostro appuntamento.

Ti senti felice e riesci solo a pensare che sei nato nella città più bella del mondo. Il tramonto bacia i tetti di Roma e un gatto acciambellato su una collonna ti guarda sornione. E dentro di te lo sai che se anche quest’amore dovesse finire, certi ricordi li porterai con te per sempre.

Per chi cresce alimentando questo amore poco contano il traffico o le buche, i tacchi che si incastrano nei sanpietrini, o gli autobus che aspetti per 20minuti. Non sono neanche gli articoli pieni di insulti del New York Times che ti distrurbano troppo, la prima vera coltellata al cuore arriva quando sei in vacanza. Amsterdam, Parigi, Barcellona o Londra che sia, passeggi da turista, e d’improvviso ti accorgi che qualcosa è diverso. Le strade dove cammini sono pulite, il parco dove ti siedi sembra essere stato appena dipinto, guardi il cartellone delle metropolitane e scopri 5, 6 o 7 linee.

Certe convinzioni però sono dure da abbandonare, e tornato a casa ti dici che non c’ è altro posto al mondo dove vorresti vivere. Te ne vai a passeggio per riconciliarti con Roma, sentendoti anche un po’ colpevole, ma ormai non riesci più a guardarla con gli stessi occhi. La puzza di urina intorno alle rovine del Colosseo, un turista che grida per essere stato derubato, i ponti deturpati dalle scritte, la sporcizia agli angoli delle strade, i cassonetti colmi di immondizia.

Tornando a casa tutto non può che peggiorare, cassonetti bruciati, rotti, mobili e materassi abbandonati, aiuole che sembrano giungle e marciapiedi impraticabili. Intere vie lasciate al buio davanti a Ponte Milvio e in tutta la periferia della città.

Sul web ogni giorno decine e decine di segnalazioni di una Roma abbandonata, lasciata a se stessa, sfruttata per il turismo fino alla sua ultima goccia vitale e nessun investimento fatto. La pioggia allaga la tangenziale, la manutenzione delle vie di smaltimento delle acque sono ormai un utopia, e i pini della canzone di Venditti, ormai caduti, rimangono lì per decine di giorni a dispetto della nostra noncuranza.

Sempre più ci accorgiamo che Roma è stata abbandonata, ed è inutile dare la colpa a questa o quell’amministrazione. Vent’anni almeno di incurie e il nostro scarso senso civico l’hanno trasformata. E quest’amore sviscerato che ostentiamo allora dove sta? Molto lavoro naturalmente dovrà essere svolto dalle autorità competenti, di oggi e di domani a qualunque bandiera appartengano perchè siamo stanchi di sentire scuse e accuse reciproche. Ma molto lavoro spetta a noi cittadini, imparando a rispettarla di più questa città.

Roma mia io non ti abbandonata

 

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