Recensione Album: Amy Shark debutta con “Love Monster”

Il debutto discografico di Amy Shark, si intitola Love Monster, è stato molto atteso perché le sue canzoni sembrano diari  pop. Immaginate di essere ancora al liceo e di aprire il vostro diario e magicamente vedere i suoi testi prendere vita attraverso le canzoni. Le parole scorrono veloci insieme alle note musicali ed alle immagini di alcuni dei vostri momenti migliori e peggiori nelle relazioni sentimentali, ecco “Love Monster” si sente, esattamente, così.

La giovane artista australiana all’anagrafe Amy Louise Billings e non solo, Da Wet alle The Ophelias (ne parleremo nei prossimi giorni), questa settimana le donne si fanno avanti con i suoni pop-rock per descrivere di essere vicini ad un “amore migliore”, ma in realtà non arriveranno mai ad accarezzare un amore migliore. All’interno dell’album di debutto ci sono brani come “The Idiot“, “Leave Us Alone“, “Psycho” e “You Think I Think” che “maltrattano” la donna inconsciamente che è all’interno di una relazione sentimentale. Che si lotti per amare se stessi o che si lotti per amare il proprio partner, o l’impatto del loro amore, i testi di Amy incarnano perfettamente i difetti che nascono dalle incongruenze delle relazioni.

Dubitiamo sempre di più perché crediamo che la bontà dovrebbe essere stabile e costante, ma, nelle relazioni, non è sempre ciò che accade. Le loro incongruenze diventano la nostra occasione per diventare intelligenti e forti. Da “Adore” a “Never Coming Back” o “Mess Her Up“, la voce di Amy ricorda lo svapo di una sigaretta elettronica. Lei fuma, sbuffa e respira la sua voce è effervescente come il vapore che irradia calore sul cuore spezzato. Francamente, sentendo il disco o qualsiasi canzone alla radio si potrebbe pensare di sentire ad Alanis Morrissette, che è diventata sicuramente l’icona per eccellenza del pop-rock internazionale. Eppure dal punto di vista del suono, Amy ha tutte le carte in regola per poter intraprendere una bella e lunga carriera.

Tra i brani migliori dell’album sicuramente ci sonoI Got You” e “I’m A Liarche sono entrambi brani da gustare semplicemente sedendosi con una tazza di tè e lasciando che vengano alla mente i momenti adolescenziali sotto forma di canzone.

Love Monster, in realtà, è un disco morbido. Può sfocare e strozzare un accordo angosciato nella sua melodia per dare le frequenze di qualcuno spinto al limite dell’amore. Tuttavia, i suoi arrangiamenti saltano e fanno leva come un organo in chiesa; per quanto sia pesante, c’è ancora una leggera religiosità nel suo suono. Quindi, Love Monster mostra che l’amore non è un mostro, ma la comprensione e la manipolazione della gente possono essere mostruosi.

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